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FOTO DEL 2° RADUNO JULIA
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Oltre 2000 alpini "invadono"Caselle al
1° raduno della Brigata Julia Pacifica invasione di penne nere provenienti un po’ da tutto il nord Italia, in particolare dal Veneto e dal Friuli sabato e domenica scorsa in città. Duemila persone, 106 gruppi alpini, 11 vessilli sezionali (di Mondovì, Aosta, Alessandria, Omegna, Milano, Conegliano Veneto, Cadore, Ivrea, Vittorio Veneto, Val Camonica e Torino), numerose associazioni tra cui il Fogolar Furlan di Torino, i carabinieri, il Gruppo Alpini di Codognè (Tv) gemellato con il locale gruppo Ana, gli Artiglieri, la cooperativa Scotti, il Gruppo storico Militaria sezione Alpini di Torino e l’aeronautica di Ciriè sono i numeri del riuscitissimo 1° Raduno Nazionale della Brigata Julia, organizzato dalla sezione Ana casellese. Presenti, tra gli altri, numerose autorità tra cui i sindaci di Caselle, Giuseppe Marsaglia con i colleghi di Villar Dora, Sangano, Grosso e Leinì, i rappresentanti del 5° reggimento Julia di Vipiteno, il maggiore in congedo Vineis, il colonnello in servizio della Brigata Taurinense Paolo Pillon e il presidente della sezione Ana di Torino Giorgio Chiosso. La manifestazione si è aperta già sabato pomeriggio sotto un cielo incerto e a tratti piovoso. Alla sfilata della Fanfara in congedo della Julia e al concerto finale in Piazza Boschiassi, nonostante il clima umido e assai poco primaverile, hanno assistiti centinaia di persone. Grande curiosità per il gruppo Salmerie con tanto di muli al seguito. Domenica le condizioni meteo, assai più favorevoli, hanno portato in piazza Merlo e per le vie di Caselle migliaia di alpini e tantissimi curiosi che hanno assistito con grande simpatia alle manifestazioni. In oltre 500, poi, hanno preso parte al pranzo nella sede Ana ed altre decine di persone si sono riversate nei ristoranti e trattorie casellesi, appositamente convenzionate per accogliere i tanti ospiti in divisa e non. Tra i "personaggi" presenti alla giornata anche l’alpino Giovanni Raineri, di Mondovi, che negli anni 1964-’65 e ‘66 fu preside alla scuola media di Caselle e Borgaro. «E’ stata una bellissima occasione per tornare nella cittadina che sento ancora un po’ mia e rivedere luoghi e persone cari -dice Raineri-. Tra l’altro il vice capogruppo locale, Dario Pidello, è un mio ex allievo». Un’iniziativa nata quasi per scherzo, da un’idea di Aldo Merlo e Beppe Baietto, entrambi appartenenti alla Julia, che si è trasformata in un autentico grande successo con una partecipazione record come solo gli alpini, maestri in fatto di aggregazione, sanno fare. A cura di Nadia Bergamini foto di Aldo Merlo |
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JULIA. Un nome che raggiunge il cuore di tutti gli italiani Julia. Un nome che raggiunge il cuore di tutti gli italiani, e non solo. Fra tutte le gloriose Brigate Alpine la Julia, nell’immaginario collettivo, a torto o a ragione, rappresenta la quinta essenza della cosidetta "alpinità". Ma è un riconoscimento costato un prezzo altissimo: un mito pagato un tributo in vite umane sul fronte greco-albanese della Vojussa, sul ponte di Perati e Golico, e sul fronte russo. Laggiù nella steppa inesorabile la Julia, punta di diamante dell’Armir scriverà pagine che hanno commosso il mondo intero grazie alle testimonianze di Mario Rigoni Stern e Nuto Revelli con i best sellers "Il sergente nella neve" e "Centomila gavette di ghiaccio". E’ il gennaio del ’43 quando l’allora Divisione Julia, spossata dopo un’estenuante marcia attraverso la steppa, si assesta sulle rive del Don. L’Armata Rossa sfonda e da il via all’operazione "Piccolo Saturno". Per il contingente italiano è la fine, l’inizio dello sbandamento... e della disfatta. La Divisione Julia perderà gran parte degli effettivi fra caduti e dispersi che non fecero ritorno, come l’Alpino Tommaso Caglio di Vallo, morto nel campo di concentramento di Uciostoje. Oggi la Brigata Alpina Julia è interamente dislocata in Friuli Venezia Giulia e rappresenta la punta di diamante delle Unità per il combattimento in montagna. Aperta alla collaborazione multinazionale con Ungheria e Slovenia i quadri sono alimentati, oltre che da militari in servizio permanente, da volontari in ferma breve., Beppe Muri |
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