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Settembre 2005 |
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Grande Punto La ripartenza viene da lì. Dicono. Anni fa ’sto nome – ripartenza – mica lo si usava; poi è arrivato l’Arrigo Sacchi e il "fulber" non è più stato tale: il contropiede ha preso a chiamarsi con il sostantivo di cui sopra e gli stop sono diventati "controlli dinamici". Anche perché, col calcio muscolare ed eretistico e dilagante più di Katrina, c’è sempre meno gente capace di fermare una palla e metterla a terra come dio comanda. Il diktat dell’indimenticato Mario Sperone "palla avanti e pedalare" l’han cacciato dentro a teorizzazioni dotte, ma alla fine, se non è zuppa è pan bagnato, e se proprio la mente non è completamente vinta dall’ottundimento che la TV attuale ci regala, uno arriva persino a capire che ti stanno rifilando una patacca calcistica. Ripartire, dunque. Ma a che punto è la notte torinese, quella che grava su di noi ? Questa Grande Punto che dovrebbe finalmente tornare a far vivere la Fiat , ‘sto punto c’è l’ha esclamativo o ci troviamo di nuovo di fronte a un bell’interrogativo? Che ne sarà di noi? Nulla da dire, la macchina è bella e da quando è arrivato Luca di Montezemolo di cose ne sono cambiate parecchie. In ogni angolo del gruppo è tornata la mano lunga di mamma Fiat e ce ne siamo accorti dalla rivoluzione operata a La Stampa, dove non è più stato scelto un direttore di facciata e dove hanno fatto nuovamente ingresso spessori e idee; ce ne siamo accorti vedendo che qualcosa capitava dalle parti della Casa del Lingotto: non più l’aria da 8 settembre e disperata di qualche mese fa, ma la sensazione che i vertici Fiat avessero finalmente trovato il loro Piave, la linea di difesa ultima, ma salda e solida: una linea da cui ripartire. Dopo tante troppe Caporetto, la Fiat pare, ad onta d’un presunto odore di vendita a gruppi dagli occhi a mandorla, aver trovato una meno precaria stabilità. Ora, la domanda potrebbe sorgere spontanea in qualcuno di voi: ma perché questo qui, a noi di Caselle, ce la mena con la Fiat? Che ce ne frega ? Dovrebbe fregarcene e tanto: eccome, se dovrebbe fregarcene. Ragionando non in termini di ore o di giorni, ma in periodi più ampi, è impossibile per un casellese non chiedersi di cosa potranno vivere i nostri figli. Per le nostre generazioni era matematico: crescevi e, se non prima, al massimo aggirata la boa dei vent’anni, un lavoro e una strada l’avresti trovata. Comunque. Sì, magari non era il lavoro della vita, avresti cambiato un paio di volte, va, ma il tuo cammino lavorativo era segnato. Stipendio tra il discreto e il buono; la macchina, una Fiat comprata magari da un dipendente della Casa torinese; quindici giorni di ferie e 35 anni così. Tutti un po’ troppo uguali forse, ma garantiti. Senza intoppi. Adesso mi pare che le cose siano un po’ diverse. I figli invecchiano in casa tra un lavoro saltuario e l’altro ( a proposito, quando sentiremo qualche filosofo inventare l’acqua calda e proferire "Precari di tutto il mondo unitevi?"), tra un contratto di formazione, uno "a progetto" e un paio di mesi " in nero". Anche perché, parliamoci chiaro, dove possono lavorare i giovani ? Credibile che possano tutti votarsi alla causa del turismo, dell’enologia o della ristorazione? Certo, le olimpiadi sono sicuro che ci lasceranno un indotto importante, ma non potrà salvarci tutti. Se qualche mese fa scrivevo che "Torino 2006" era la nostra ultima grande chance, adesso correggo il tiro: le ultime vicende di casa Fiat mi fanno pensare in un modo diverso. Anche loro devono essersi resi conto che sarebbero finiti tra i sommersi e non tra i salvati se le cose avessero continuato a rotolare. Certo che son cadute tante teste ( quella di Cimminelli tra queste), però che ripartenza poteva mai esserci provando ad attaccare solo indietreggiando? Adesso occorrerà vedere quanto dell’indotto d’un tempo sarà possibile ricreare dalle nostre parti e quanto lavoro la Fiat potrà far cadere sulle giovani generazioni nostre. Anche perché in questi ultimi anni di dissesto industriale abbiamo ampiamente dimostrato come 100 anni di Fabbrica Italiana Automobili Torino, di monocultura, abbiano pressoché azzerato le nostre capacità personali di stare nella concorrenza e sul mercato. La prova eclatante ci è venuta dalla vicenda del Torino Calcio. Sì, un po’ ve la menerò con quello che è successo sportivamente parlando al mio Toro, ma qui mi preme farvi riflettere su altri risvolti. D’accordo, una squadra di calcio è tutto e niente, e uno non può capire se non c’è dentro. Tutti però possono capire che per due mesi non abbiamo trovato in città e cintura uno straccio d’imprenditore che volesse accollarsi la squadra più amata in città (oh yes, a Torino siamo molti più di voi, cari nemici "rigatini"!) e la sesta forza del calcio italiano per numero di tifosi. E questa volta non c’erano scheletri nell’armadio, non c’erano sorprese nel bilancio, visto che le vicende di Cimmy e Tilly ci avevano azzerato. Una volta sia Nino Defilippis che Gianni Romeo mi facevano riflettere su un aspetto: come mai da noi, tolta la splendida Brunero, non c’erano praticamente formazioni ciclistiche dilettantistiche ? E sì che la nostra è la terra di Coppi, del "Cit", di Zilioli, di Conterno, di Balmanion: come mai? La risposta secca m’era venuta da Defilippis : "Qui abbiamo sempre lavorato per un unico padrone e se io e te producevamo bulloni, sapevamo che li avremmo venduti entrambi. Che i tuoi dadi fossero migliori dei miei c’entrava poco: li avremmo comunque venduti tutti e due alla Fiat. Allora perché provare a reclamizzarci attraverso lo sport se tanto avremmo venduto comunque? Mica dovevamo farci conoscere." Questo era il nostro mercato e questo unico padrone ha eliminato quasi tutta la voglia di competitività, la capacità di proporsi in un mercato sconvolto e impazzito dalla globalizzazione imperante. Così ha dovuto arrivare da Ceccano o Supino un pittoresco psicologo ciociaro, tale Giovannone, poco fascinoso e non di coscia lunga, con 180.000 euro per provare a salvare il nostro Toro. Perché Marengo e Rodda hanno accettato ? Mi sa che loro "a n’ aviu gnun", non ne avevano, e il primo che gli ha mostrato dei soldi l’hanno acchiappato al volo. Lo sdegno della città, i cori di condanna a Giovannone sono suonati falsi, tardivi e hanno ingigantito ancora di più la nostra pochezza. Meno male che poi è arrivato Urbano I, il Cairo che non s’è estinto come ad un certo punto pensavamo, e che ci ha ridato un po’ di dignità. Cairo però arriva da Alessandria e meno male che non arriva da Cuneo, la città che sfottevamo, visto che secondo noi gli abitanti giravano con le luci accese pure di giorno. Adesso il codice della strada è cambiato e le luci le portiamo accese pure qui. Se non altro è un modo per far vedere che almeno esistiamo. Noi del Toro possiamo persino dire che siamo rinati, ma a che prezzo. Quante volte, fratelli di fegato granata, siamo arrivati al punto di pensare che sarebbe stata meglio la dissoluzione, perché così almeno sogni e ricordi, quelli no non ce li potevano proprio rubare. Ma adesso però possiamo provare a ripartire anche noi. Punto e a capo. E pare che il nostro sia davvero un "grande punto", come quello che comincia di nuovo ad aleggiare sulla nostra zona. Forse non è ancora esclamativo, ma quantomeno pare non essere più interrogativo: è un punto bello fermo. Buono per provare a ripartire. Elis Calegari
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Sabato 10 settembre, alla presenza di molte autorità locali, provinciali e regionali, è stata inaugurata la nuova scuola dell’infanzia. Nel prossimo numero un ampio servizio sulla scuola casellese.
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• pag. 4: il programma del "Settembre
Casellese" • pag. 5: l’aeroporto nell’occhio del ciclone • pagg. 24-25-26: sport sport sport
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Camminiamo insieme Da alcuni anni a questa parte l’associazionismo è divenuto oggetto di convegni, indagini statistiche, riflessioni,… Tutto ciò è giusto e comprensibile in quanto si tratta di un fenomeno (ma preferisco chiamarlo "realtà") estremamente diffuso e diversificato nelle sue forme e finalità. Anche la nostra Città è da tempo sede di numerose associazioni e gruppi i quali attraverso le proprie attività animano la vita comunitaria ed offrono occasioni di crescita e di realizzazione ai propri soci. Periodicamente ritorna la domanda se l’associazionismo possa essere considerato volontariato in senso lato o meno: personalmente ritengo che i due concetti, se non propriamente sovrapponibili, hanno comunque ampi spazi comuni in quanto una delle motivazioni forti che spinge una persona ad aderire a sodalizi di vario genere è proprio quella di mettere a disposizione degli altri una parte del proprio tempo libero, delle proprie esperienze e capacità. Tutto ciò è chiaramente ed inequivocabilmente sinonimo di volontariato. L’adesione ad un gruppo o ad un’associazione è chiara dimostrazione di un interesse alla corresponsabilità nella gestione di quella che viene chiamata, usando un termine a volte un poco generico, "società". Nella nostra Città sono quasi un centinaio i sodalizi presenti ed operanti: il che equivale a parlare di decine e decine di persone impegnate nella valorizzazione del nostro tessuto sociale. Negli ultimi anni sono numerosi i gruppi spontanei di Caselle T.se che hanno deciso di costituirsi in associazioni vere e proprie: questo è un felice indicatore della serietà con la quale i cittadini intendono apportare il proprio contributo alla vita del Territorio. In questo panorama positivo (anche se molto rimane ancora da fare, soprattutto a livello di comunicazione e di interscambio) l’Amministrazione Comunale guarda con grande favore questo fermento di attività, di proposte, di suggerimenti e intende continuare a collaborare, nel rispetto reciproco delle autonomie di ciascuno, con tutti senza preconcetti od esclusioni di alcun tipo. Da una continua e proficua collaborazione (l’Amministrazione Comunale da sola non può fare tutto, come, d’altra parte, le Associazioni da sole possono trovarsi in difficoltà ad operare) possono nascere esempi di arricchimento reciproco e di tutta la Città. Da questo spazio gentilmente concessomi da "Cose Nostre" (altro pregevole esempio di volontariato qualificato e qualificante) desidero altresì lanciare una sorta di appello, rivolto a tutti, uomini e donne, giovani e adulti: aderire alle associazioni! Entrare in un gruppo significa conoscere nuove persone, scambiarsi esperienze, realizzare tanti piccoli e grandi progetti, comprendere meglio il paese nel quale si vive,…: importante è ricordare che l’associazionismo non vive in quanto tale, ma solo ed unicamente in funzione delle persone che decidono di farvi parte. Anche per dare la possibilità di conoscerci vicendevolmente, l’Amministrazione Comunale, congiuntamente con nove associazioni che in questo 2005 festeggiano anniversari di fondazione multipli di 5, ha deciso di trasformare la classica "passeggiata mattutina" della Festa Patronale in una vera e propria giornata dedicata alle associazioni, domenica 18 settembre 2005: "Camminiamo insieme – Associazioni in festa". Sarà una bella occasione per approfondire legami già esistenti e per crearne di nuovi. La giornata è, ovviamente, aperta a tutti: il programma completo e dettagliato lo potete trovare in queste pagine. Esprimendo sentimenti di viva stima e gratitudine nei confronti di tutti gli appartenenti alle associazioni casellesi ed augurandomi una grande partecipazione alla festa del 18 settembre, auguro a tutti un buon "Settembre Casellese 2005" che anche quest’anno presenta, proprio grazie allo lavoro sinergico di Amministrazione Comunale ed associazioni, un programma quanto mai ricco e vario. Il Consigliere delegato Alla Cultura ed Luca Baracco
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Una giornata particolare Il programma di questa nuova ed originale manifestazione è bello e speriamo che lo sia anche la festa. Tempo permettendo dovrebbe esserlo. Il condizionale è d’obbligo ma è già stata pensata l’alternativa. Se tutto va bene si ritroveranno, davanti alla nuova "Casa delle Associazioni", in Via Madre Teresa diCalcutta, 55, un gran numero di persone per festeggiare questa ricorrenza. Sì, perché di gran ricorrenza si tratta e questo è il programma della giornata: -ore 9.00 Ritrovo in Via Madre Teresa diCalcutta, 55 (davanti alla nuova sede della Pro Loco); -ore 9.30 Santa Messa in onore di Maria SS.Addolorata, patrona diCaselle T.se, celebrata dal Parroco donClaudio Giai Gischia; -ore 10.30 Interventi delle Associazioni che in questo 2005 festeggiano anniversari di fondazione multipli di cinque; -ore 11.30 Inaugurazione ufficiale del CentroCulturale ed Aggregativo Comunale, sede dell’Associazione Turistica Pro Loco, ed interventi ufficiali; -ore 11.45Omaggio ai defunti che in vita hanno fatto parte del mondo associazionistico (si recherà al cimitero una delegazione dei presenti); -ore 12.00 Rinfresco per tutti; - ore 12.30 Sfilata per le vie cittadine accompagnati dalla Società Filarmonica "La Novella"; - ore 13.15 Pranzo presso la sede dell’Associazione Alpini Sez. di Caselle in Via B. Bona. In questo particolare anno "2005" ricorrono oltre ai quinquenni e multipli, di fondazioni d’alcune Associazioni del nostro territorio, anche il ventennio di presenza nella Comunità Parrocchiale casellese di don Claudio Giai Gischia che festeggerà, con tutti noi, anche il suo trentacinquesimo anno d’ordinazione sacerdotale. Detto questo riassumo ora (chiedendo anticipatamente scusa se dimenticherò qualche particolare riferito alle Associazioni) la nascita e le finalità che queste nove associazioni, che quest’anno sono festeggiate, si sono prefissate. L’ordine in cui le elenco è puramente alfabetico e non ha alcun riferimento a particolari valori o interessi. aido: l’"Associazione Italiana Donatori Organi" nasce a Bergamo nel 1973 ma la Sezione diCaselle è aperta nel 1975; festeggia quindi quest’anno il suo trentennio di fondazione. Lo scopo di quest’Associazione è di promuovere, in base al principio della solidarietà sociale, la cultura della donazione d’organi, tessuti e cellule e la conoscenza di stili di vita atti a prevenire l’insorgere di patologie che possano richiedere come terapia il trapianto d’organi. A.N.P.I.: l’"Associazione Nazionale Partigiani d’Italia" è stata costituita a Roma nel 1944 ma festeggia, quest’anno, il sessantesimo anniversario della Liberazione d’Italia dall’oppressione del nazifascismo. I suoi scopi sono quelli di riunire tutti coloro che hanno partecipato, con azione personale diretta, alla guerra partigiana e battersi affinché i principi informatori della guerra di liberazione divengano elementi essenziali nella formazione delle nuove generazioni. ProgettoCernobyl: il "Comitato del Progetto Cernobyl" è un’associazione umanitaria fondata in Caselle nel 1995. Ricorre quest’anno il suo primo decennale di fondazione. Dal 1996 organizza e gestisce l’accoglienza temporanea di un gruppo di 15 ragazzine e ragazzini provenienti dalle zone colpite dal tragicamente noto incidente nucleare. I giovani ospiti non chiedono altro che la nostra ospitalità ed il nostro affetto. Cooperativa A.Scotti: la "Cooperativa Alessandro Scotti Alpini di Caselle" è stata costituita a Caselle il 15 febbraio 1990. Il 5 maggio dello stesso anno, la Signora Bruna Lazzaroni, moglie di AlessandroScotti, donò alla Cooperativa l’immobile che è oggi, grazie alla buona volontà di alpini e non alpini, una delle più belle sedi di tutto il Piemonte. È situata in Via Basilio Bona, 25. Corale di Mappano: il "Gruppo Corale di Mappano" è una formazione mista fondata nel 1990 e diretta da Enrica Baldi Borsello.Ricorre quest’anno il suo quindicesimo anniversario di fondazione. È composta attualmente da 32 elementi e canta a quattro voci dispari. Il repertorio è polifonico. Dal 1998 la Corale si fa promotrice a Mappano dell’Arcobaleno Musicale, manifestazione annuale che vede il succedersi di Ensembles corali e strumentali di valore. Croce Verde: la "Croce Verde" nasce nel lontano 1907 e diventa subito operativa per la pronta adesione di un nucleo di Militi Volontari. La Sezione diBorgaro/Caselle è fondata nel 1975. Compie quest’anno trent’anni. Lo scopo di quest’Associazione è, da sempre, quello di soccorrere gli infortunati e gli ammalati. Negli anni ottanta la Croce Verde è inserita nel sistema che razionalizza gli interventi per arrivare, infine, ai giorni nostri dove l’Ente contribuisce notevolmente all’attività del 118. La sede è in Via Savonarola, 8. Don Bosco Caselle: la "Don Bosco Caselle" nasce a Caselle nel 2000, l’anno del Grande Giubileo, dall’idea di alcuni cittadini, i quali, condividendo la visione cristiana della vita, integrano in comune la propria personalità, promuovono tutte quelle attività culturali e, in particolare, sportive dilettantistiche ritenute utili alla costruzione di una società fondata sul pluralismo. Al centro di tutto stanno la promozione della persona e i suoi valori cui tutte le attività devono conformarsi. Università della Terza Età: la prima"Università della Terza Età" italiana (fu siglata Unitre perché si apriva a tre età) nacque a Torino nel 1975 con lo scopo di abbattere le barriere di incomunicabilità fra le generazioni e di contribuire alla promozione culturale dei soci con l’attivazione di Corsi e Laboratori su argomenti specifici e la realizzazione di altre attività. La Sezione diCaselle inizia la propria attività nel 1995. Vivere il Verde: l’ "Associazione Vivere ilVerde" nasce dalla trasformazione del Gruppo Operativo fondato nel 1995. Ispirandosi ai principi della solidarietà umana, si prefigge come scopo la sensibilizzazione alla tutela ed al rispetto ambientale, non con progetti utopistici, ma con iniziative concrete e con proposte di collaborazione positiva. Tra i vari progetti realizzati vi è la gestione dell’aiuola sulla rotonda di Piazza Mensa e la manutenzione del giardino del Presidio per Anziani "G.Baulino". Ha la sua sede in Via Madre Teresa di Calcutta, 55. A tutto questo, come avrete già letto nel programma, si aggiunge l’inaugurazione della "Case delle Associazioni Casellesi", intitolata a Silvio Passera, che è già di fatto la sede della Pro Loco ma che ora lo diventerà ufficialmente e con tutti i crismi. L.B.-E.P. Dedicato a Silvio Passera Silvio Passera è stato un pietra miliare nella vita associazionistica casellese: socio fondatore del primigenio Club Arte & Cultura, grazie ad uno spirito non comune ha dato vita prima alla Pro Loco e poi è stato in grado di creare dal nulla "Cose Nostre", il mensile di cui è stato linfa e direttore responsabile per 15 straordinari anni. Strappato alla vita e agli affetti da un terribile incidente stradale nell’agosto dell’87, ha continuato ad essere ricordato dalla sua Caselle per il rigore morale, l’umanità e l’onestà intellettuale con i quali ha caratterizzato ogni giorno della sua vita. Che la Casa delle Associazioni da oggi porti il suo nome non è solo un atto dovuto: è il modo degno per ricordarlo ad imperitura memoria. Anni fa sembrava che la strada dove oggi ha sede la "sua" Pro Loco dovesse essergli intitolata, ma poi, per chissà quale motivo, il nome di Silvio venne cancellato dalla toponomastica cittadina. Oggi, finalmente, è stato posto riparo. Intitolare la Casa delle Associazioni casellesi a Silvio Passera è un segno chiaro, forte, pulito: indica la strada su cui procedere. Cercare di avvicinare e seguire il suo esempio di vita è il modo migliore, più alto per continuare a servire la sua e la nostra città. Elis Calegari
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"Jour de fète" Per anni, avendo le giostre in uggia, l’ho volutamente disertata. Mi sono sempre limitato a santificare la festa di Caselle, la terza domenica di settembre, con la prima e solenne "agnolottata" della stagione: parmigiano come se piovesse e a chiudere "persi pien", pesche ripiene. Di quella che era stata la festa di Caselle ai tempi di mio nonno, Giacu Blin, Medea e delle sue figlie poco nulla. Più nessun parente proveniente da Torino a scendere dal treno delle 11 e 20 con il pacchetto delle bignole in mano; più nessun giro sul Prato, secco o fangoso che fosse. Perché? Non sempre c’è un perché nelle cose. È che va così. Del resto, siamo cambiati un po’ tutti e lo stupore bambino è riservato ad altro e sempre meno ai giorni di festa. Un acquisto, una cosa nuova ti emoziona di più. Quanto un giocattolo di quand’eri piccolo. Un tempo, per la gente comune, non era così. Le pause erano talmente tanto poche che il loro arrivo era atteso e salutato con enfasi: la festa era davvero una festa. Il casual non esisteva e c’era la "muda" da rimettere, perché si doveva ben vedere che quello era un giorno diverso. Decoro e dignità, anche se i pantaloni era un po’ lucidi sul di dietro e il taschino della giacca era finito a destra, segno inequivocabile del rivoltamento. Forse le donne sentivano persin meno la fatica di dover cucinare per tanti e per tutti, perché poi c’era il ballo e il banco di beneficenza dove ci si andava ben sapendo che anche questa volta te ne saresti andato via con la solita biro o con la bomboniera che avevi provato a rifilare all’oratorio due stagioni prima. Per qualcuno c’era la "ciuca" canonica, ma era la festa e, perdonando, ci si poteva passar su. Jacques Tati nel suo "Jour de fête" l’ha esemplificata benissimo l’aria che si respirava in un paese in certi momenti: anche da noi bandierine ovunque, la processione e i "flambeaux", con la fiamma della candela che immancabilmente andava a bruciarti la carta. L’aria si faceva quasi elettrica nell’attesa che arrivasse l’ora di festeggiare. Mio suocero mi ricordava la frase di uno dei suoi conoscenti a Rubiana: "Sun mai divertime tant come col ani ca l’han cutlà me pari …"; traduzione: " Non mi sono mai divertito tanto come quell’anno che hanno accoltellato mio padre". Storie un po’ così, persino ingenue. Guareschiane. Giovannino Guareschi, per l’appunto, avrebbe dato tutta la colpa al progresso, al nostro progressivo inurbamento se per un certo periodo ci siamo dimenticati di origini e territorio, di radici e tradizioni. Adesso però non c’è kermesse che non conosca la folla e andar "per sagre" è diventato un gran bel passatempo. C’è nella gente una voglia di tornare a vivere insieme che avevamo dismesso negli anni del boom, anni fatti di piani e pianerottoli, di routine e poco altro "perché doman a venta ‘ndé a rusché". Ora cogli un desiderio diverso, di vita attorno ad un cortile, visto che le case di ringhiera non ci sono più. Dal Molinotto, a via Gandhi, dalla Madonnina a "Piazze d’estate", tra una grigliata e due note di liscio, è tornata la festa. Ma la festa della terza domenica di settembre è un’altra cosa: dev’essere una signora festa. È dedicata alla Madonna Addolorata e non è un grande invito al "chi vuol esser lieto sia", ma sono sicuro che sotto sotto, in questa circostanza, sorride anche Lei. E pazienza se nessuno dei miei arriva più col treno delle 11 e 20 con le paste in mano, questa volta ho voglia di correre io incontro a "la festa ‘d Casele": c’è anche un pezzo della mia storia là fuori e corro a prendermelo. Dopo due piatti d’agnolotti. Almeno. Elis Calegari
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Da venerdì 2/09/2005 a lunedì 5/09/2005 • Festa della Borgata Madonnina – Ballo, giochi e gastronomia –. Processione in onore della B.V. Maria – Spettacolo Pirotecnico lunedì alle ore 23,00 circa. Da mercoledì 7/09/2005 a lunedì 12/09/2005 • Festa dell’Associazione "L’Aquilone" – Ballo, giochi e gastronomia – Palatenda Prato della Fiera. Giovedì 8/09/2005 • Ore 20,45: S. Messa in onore della Natività della B.V. Maria – Chiesa dei Battuti. Sabato 10/09/2005 • Ore 21,00: Teatro"Il Mago di Oz" – Piazzetta di via Pertini a cura Ass. "CE.RE.IA". • Ore 10,00: Inaugurazione nuova Scuola Materna – Strada Salga. Domenica 11/09/2005 • 82° anniversario A.N.A. Casellese in collaborazione con i Vigili del Fuoco Volontari di Caselle T.se (Santa Messa e pranzo sociale) – Sede A.N.A. sez di Caselle T.se. Da lunedì 05/09/2005 a sabato 17/09/2005 • Stage di calcio per bambini – Centro Sportivo a cura del Caselle Calcio. Da sabato 10/09/2005 a domenica 18/09/2005 • Open di Tennis "Città di Caselle" – Tennis Club Caselle presso i campi "C’Entro". Venerdì 16/09/2005 • Ore 20,45: Solenne Processione dell’Addolorata alla presenza di S.Ecc. Mons Giacomo Lanzetti – Statua portata da Alpini e Carabinieri in congedo. • Ore 22,00: Ballo Liscio – Palatenda Prato della Fiera. Sabato 17/09/2005 • Ore 16,00: Apertura del Banco di Beneficenza parrocchiale – Oratorio "San Luigi". • Ore 16,30: Saggio di danza – Piazza Boschiassi a cura dell’Ass. "La Danse". • Gara di bocce a coppie B Selezione Campionati Regionali – Bocciofila di Str. Caldano, a cura dell’Associazione Bocciofila Casellese. • Ore 19,00: Apertura Stand gastronomico – Palatenda Prato della Fiera a cura dell’Ass. Turistica Pro Loco. Ore 21,00: Ballo liscio con "Wilmer e la sua orchestra" – Palatenda Prato della Fiera Ass. Turistica Pro Loco. Da sabato 18/09/2005 a martedì 21/09/2005 • Apertura Banco di beneficenza parrocchiale – Oratorio "San Luigi". • Mostra Bonsai a cura del Bonsai Club Caselle – Oratorio "San Luigi". Domenica 18/09/2005 • Dalle ore 9,00: Festa delle Associazioni e inaugurazione della Casa delle Associazioni "Silvio Passera"– Via Madre Teresa di Calcutta n° 55. • Ore 9,00-19,00: Torneo di Pallavolo – Prato della Fiera a cura del Caselle Volley. • Ore 9,30: S.Messa Solenne in onore di Maria SS.Addolorata, Patrona della Città, celebrata dal Parroco don Claudio Giai Gischia in occasione del suo 20° anniversario di presenza a Caselle T.se – Casa delle Associazioni "Silvio Passera" in via Madre Teresa di Calcutta n° 55. • Ore 9,00-18,30: Mostra fotografica – Portici di Palazzo Mosca a cura del Circolo Fotografico Casellese. • Ore 9,00-18,00: Mostra d’Arte – Manifestazione artistica – Portici di Palazzo Mosca. • Ore 10,00-18,00: Isola Arte – Manifestazione artistica – Piazza Europa e via Torino a cura del gruppo Pittori dello Scalo. • Gara di bocce a coppie B Selezione Campionati Regionali – Bocciofila di Str.Caldano, a cura dell’Associazione Bocciofila Casellese. • Ore 17,00: Concerto bandistico – Cortile di Palazzo Mosca a cura della Società Filarmonica "La Novella" di Caselle T.se. • Ore 19,00: Apertura Stand gastronomico – Palatenda Prato della Fiera a cura dell’Ass. Turistica Pro Loco • Ore 21,00: Ballo liscio con "Loris Gallo e la sua orchestra" – Palatenda del Prato della Fiera a cura dell’Ass. Turistica Pro Loco. Da lunedì 19/09/2005 a domenica 9/10/2005 • Tornei Sportivi Oratoriali – Oratorio "Giovanni XXIII". Lunedì 19/09/2005 • Gara di bocce poule 16 formazioni ABCC Memorial "Adriano Fiorio" – Bocciofila di str Caldano – Bocciofila Casellese. • Ore 19,00: Apertura Stand gastronomico – Prato della Fiera a cura dell’Ass. Tur. Pro Loco. • Ore 21,00: Ballo liscio con "Luca Frencia e la sua orchestra" – Palatenda Prato della Fiera a cura dell’Ass. Tur. Pro Loco. • Ore 21,00: Rassegna Fotografica "Silvio Passera" a cura del Circolo Fotografico Casellese – Presso sede in via Madre Teresa di Calcutta n° 55. Martedì 20/09/2005 • Gara di Bocce a coppie alla baraonda 8 gironi libera a tutti – Bocciofila di str. Caldano a cura dell’Ass. Bocciofila Casellese. • Ore 19,00: Apertura Stand gastronomico – Palatenda Prato della Fiera a cura dell’Ass. Tur. Pro Loco. • Ore 21,00: Ballo latino-americano – Palatenda Prato della Fiera a cura dell’Ass. Tur. Pro Loco e di "Dance whit me" dei Maestri Francesco e Rita. • Torneo di bocce – Prato Fiera a cura dell’Ass. Nuovi Anziani Casellesi. • Ore 23,00 circa: Grande SPETTACOLO PIROTECNICO in zona Prato Fiera. Mercoledì 21/09/2005 • Ore 20,30: Solstizio d’Autunno – Giardino del Presidio per Anziani "G.Baulino"a cura dell’Associazione "Vivere il Verde". • Dalle ore 15,00: Gita "Torino Cattolica-Torino ebraica" Comunità Parrocchiale e della sezione A.N.P.I. di Caselle T.se. • Gara Bocce a coppie alla baraonda per pensionati – Bocciofila di str. Caldano Ass.Bocciofila Casellese. Giovedì 22/09/2005 • Ore 21,00: Musical "C’era una volta scugnizzi" ’Istituto "D’Oria" presso il Palatenda del Prato della Fiera. Venerdì 23/09/2005 • Ore 21,00: Proiezione fotografica – Sala "Fratelli Cervi" a cura del Circolo Fotografico Casellese. • Ore 16,00 Sala Prove all’aperto e avvio corsi di musica – Palazzo Mosca. Sabato 24/09/2005 • Ore 15,00: "Griffin Games 2005" – Presso Palazzo Mosca a cura dell’Associazione "La Gilda del Grifone". • Ore 16,00: Premiazione dello Sportivo dell’Anno e dimostrazioni sportive – Palatenda del Prato della Fiera. • Ore 17,00: Presentazione del libro "Saluti da Caselle"– Presso Palazzo Mosca a cura dell’Associazione "La Forgia". • Bocciofila Mappanese : inizio gare bocce nazionali Punto a Volo. Domenica 25/09/2005 • Dalle ore 9,00: Pesca alla trota per disabili – A cura del Circolo Pescatori "Lago Mappano" presso il Lago di Mappano. • Ore 11,00 Festa dell’Anziano – S. Messa Sfilata e Pranzo – giochi e ballo – Palatenda del Prato della Fiera. • Bocciofila Mappanese : gare bocce nazionali Punto a Volo. • Ore 21,00 : Serata di Tango Argentino – Palatenda Prato della Fiera. Da mercoledì 28/09/2005 a domenica 2/10/2005 • Campionati Regionali di Tennis in carrozzina per
portatori di Venerdì 30/09/2005 • Ore 21,00: Spettacolo di giocoleria e di teatro di strada – A cura dell’Associazione "L’Orsetto" presso il Palatenda del Prato della Fiera. Sabato 1/10/2005 • Gita A.N.P.I. Caselle T.se: "Lago Maggiore: ritornare bambini…e poi…". • Ore 21,00: Concerto Gospel del "The Squash Blossom Gospel Choir" – Palatenda del Prato della Fiera a cura dell’Associazione Turistica Pro Loco. Domenica 2/10/2005 • Ore 15,00-19,00: Giocare con i pattini – Palatenda del Prato della Fiera a cura dell’Associazione "Gioco & Sport – Roller Skates". Da venerdì 7/10/2005 a domenica 9/10/2005 • 1° Raduno di camper a Caselle T.se – Piazze cittadine a cura dell’Ass. Tur. Pro Loco. • Meeting di tennis per disabili presso TNS di Via Fabbriche. Sabato 8/10/2005 • Ore 21,00: Teatro dialettale "Le disavventure del dottor Achille Bertotto" – Palatenda Prato della Fiera.a cura della Filodrammatica Casellese. Domenica 9/10/2005 • CASELLE A PORTE APERTE – Manifestazione culturale e sportiva di promozione della Città di Caselle T.se. • Ore 15,00: Concerto di musica folk – Presidio residenziale per anziani "G.Baulino" a cura dell’Ass. "Vivere il Verde" e dell’Ass. "Babemalà". • Ore 9,00-18,00: Caselle e Mappano 1° Torneo della bandiera "Margherita di Savoia" – A cura dell’Associazione "Sbandieratori e Musici di Mappano" • Ore 21,00: Concerto cover di Bob Dylan – A cura del gruppo "Jokermen". Venerdì 21/10/2005 • Ore 21,00: Proiezione di cortometraggio – Sala "F.lli Cervi".
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L'aeroporto nell'occhio del ciclone Un disguido all’aeroporto di Caselle ha fatto saltare il trapianto di cuore a una bimba di un anno, già operata due volte per una grave cardiopatia congenita, l’ipoplasia del cuore sinistro. È accaduto la notte tra il 22 e 23 agosto all’ospedale Regina Margherita di Torino dove tutto era pronto per l’intervento, ma l’equipe del professor Pietro Abruzzese ha dovuto arrendersi di fronte al fatto che a quell’ora lo scalo non era in grado di rifornire di carburante l’aereo che avrebbe dovuto volare in Spagna a prelevare l’organo. Il piccolo cuore si è reso disponibile verso le tre del mattino. La collaudata macchina del Centro Trapianti della Regione Piemonte si è messa subito in moto, riuscendo a ottenere l’assegnazione dell’organo e a reperire aereo e pilota. Intanto erano state allertate la famiglia della bambina, che si trovava in vacanza in Liguria, ed erano stati richiamati in servizio i componenti delle due equipe di trapianto chirurgico infantile necessarie per procedere prima all’espianto e poi al reimpianto dell’organo. L’intervento è saltato perchè la compagnia petrolifera erogatrice del carburante a Caselle chiude i battenti alle 23. Chi vuole rifornirsi più tardi deve dare un preavviso di tre ore. Come se non bastasse, quella notte lo scalo torinese era stato chiuso per lavori di manutenzione delle piste. La chiusura avrebbe potuto essere revocata, come previsto per tutte le emergenze militari, umanitarie e di soccorso. Ma la procedura avrebbe richiesto l’autorizzazione dell’Enac e due ore e mezzo di anticipo. Il capo scalo, riferiscono gli stessi medici, ha cercato una soluzione per gran parte della notte, ma gli ostacoli burocratici sono risultati insormontabili. "Siamo costernati, sembra incredibile che il trapianto sia saltato per motivi del genere. Nella notte sono stati fatti sforzi incredibili da parte di tutti", ha commentato il dottor Stefano Roggero del Centro Trapianti regionale diretto dal professor Antonio Amoroso, che nel 2005 ha gestito 131 trapianti di rene, 103 di fegato, 21 di cuore e sei di polmoni. "La bimba non è in pericolo di vita immediato – ha sottolineato Abruzzese, che avrebbe dovuto eseguire l’intervento – ma certo non sarà facile trovare un altro donatore compatibile in tempi relativamente brevi. Abbiamo già operata la piccola due volte, a questo punto solo il trapianto è in grado di salvarla". La Sagat, società di gestione dell’aeroporto, ha sottolineato come gli operatori dell’aeroporto hanno tentato tutto il possibile per poter contattare il personale delle società così da rifornire l’aeromobile in questione. Purtroppo, nonostante i reiterati tentativi, non è stato possibile comunicare con alcuna compagnia petrolifera. L’aereo quindi non ha mai raggiunto lo scalo di Torino Caselle ed è sempre rimasto presso lo scalo di Roma Ciampino. Sagat, pur nella consapevolezza di aver fatto ogni sforzo per risolvere positivamente la situazione, intende trovare, con tutti i soggetti interessati all’operatività dello scalo, una soluzione anche per i casi eccezionali come quello verificatosi la notte tra il 22 e il 23 agosto scorsi. La speranza è che in futuro possa essere attivata una sorta di reperibilità in grado di prescindere dalle ore di preavviso. Il cuore di un bimbo di un anno, rimarcano i medici, non si rende disponibile con alcun preavviso. Mara Milanesio
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Operazione città tranquilla L’occhio del Grande Fratello ha tenuto sotto controllo Caselle per tutta l’estate. No, il celebre reality show non è sbarcato all’ombra di Palazzo Mosca. Si tratta invece delle misure preventive adottate dall’amministrazione per arginare la microcriminalità nel periodo estivo. Le novità principali sono due. La prima riguarda direttamente i Vigili Urbani. "Una vettura del comune – ha spiegato il comandante AlessandroTeppa durante un’apposita conferenza stampa – dotata di una particolare telecamere ha permesso di punire i soliti furbi. Quelli che commettono le violazione più comuni al codice della strada. Per esempio passare col rosso o non rispettare una precedenza". La scelta del mezzo non è stata casuale. Una vettura comunale desta infatti minore attenzione rispetto ad un’automobile dei "Civich". Le contravvenzioni arriveranno direttamente a casa degli indisciplinati automobilisti grazie alla fotografia della targa. La seconda novità in questo senso riguarda invece la sorveglianza notturna della città. Una vettura della Union Security, società privata, ha svolto, e continuerà a svolgere fino ad ottobre, il proprio servizio delle 23 alle 5 di matina. "Questa extrema ratio – ha spiegato il primo cittadino Marsaglia – si è resa necessaria per arginare gli episodi di vandalismo che puntualmente, durante ogni estate, si moltiplicano". Costo dell’operazione circa quindicimila euro. Per il noleggio della telecamera l’amministrazione ha invece concordato di sborsare una parte del "bottino" in favore della ditta proprietaria. "La percentuale ha un tetto massimo – si è affrettato a chiarire il Sindaco – non vogliamo infatti incentivare nessuno a fare più multe possibile". I frutti raccolti grazie a queste misure preventive sono in effetti molto buoni. "Durante tutta l’estate – ha trionfalmente commentato l’assessore alla qualità della vita Franco Zaccone – non è stato registrato nemmeno un atto vandalico. È la prima volta da qualche anno a questa parte. Indubbiamente un segnale positivo che ha confermato l’impegno del Comune nella salvaguardia della sicurezza di tutti i casellesi. Vorremmo che la città fosse sorvegiata tutto l’anno come in questo periodo, purtroppo i fondo sono quelli che sono". Insomma un agosto sicuro per i nostri concittadini che, per scelta o per necessità, hanno dovuto passare la bella stagione a casa. Steu Bongi |
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Aperto al cambiamento e chiuso ...per credito Che il commercio cittadino langua, non è un mistero. Al di là d’una pittoresca e chiacchierata new entry in via Roma, sono più i negozi in procinto di chiudere di quelli che si dicon contenti. È vero che sono fioriti un bel po’ di bar e locali tutti belli e lindi (e in attesa che la piazza si riappropri d’un servizio che ci manca dai tempi in cui andavo a comprare gli stick dal padre di Giacinto Pietrini…), ma la musica non cambia. Quello che non fa il nostro mare immoto, inteso come clienti casellesi che preferiscono fare acquisti altrove, finisce col farlo la grande distribuzione – e il gigantesco Bennet di via Torino non ha ancora aperto i battenti…–, e i nostri dettaglianti soffrono. Chiacchierando amichevolmente una sera con Pippo Ciravolo, presidente della nostra AssoCommericianti, abbiamo sentito sottolineare più volte come debba – purtroppo o per fortuna – mutare il modo casellese di far commercio. Il presidente Ciravolo ci confermava, semmai ce ne fosse bisogno, che occorre cambiare mentalità per potersi inserire in un mercato sempre più impazzito, compresso tra offerte speciali e megastore. "Occorre – ci diceva Ciravolo – tendere ad una specializzazione e ad una qualità alta, perché questa è l’unica via. So che il mio è un discorso a volte impopolare, ma io l’ho vissuto sulla mia pelle: quando il mio cliente si è accorto che sì nel supermercato trovava forse – ma non sempre – le cose a minor prezzo, ma di provenienza vaga e dal sapore omologato, è tornato da me con frequenza maggiore. Certo, ho dovuto quasi rieducare alla stagionalità chi si affacciava nel mio negozio, ma è così che ho fatto capire che le vere cipolle di Tropea non ci possono essere tutto l’anno e che non è tutto oro quello che luccica. Occorre fare uno sforzo ulteriore: la nostra categoria deve capire che non possiamo più limitarci a smerciare, ma dobbiamo porci come gli specialisti dei nostri settori, consigliando e guidando i nostri clienti nell’acquisto. Solo così si può provare ad essere competitivi nei confronti della grande distribuzione". Ciravolo sottolineava, con una frase, il vecchio detto di Maometto e la montagna: "Sono finiti i tempi in cui la clientela si doveva adeguare agli orari: ora con l’offerta globale e "24 ore su 24" se non proviamo ad assecondare maggiormente i flussi a cui gli avventori sono sottoposti, non andiamo da nessuna parte. Quando ho provato a tener chiuso il mio esercizio ogni sabato pomeriggio, m’hanno dato del pazzo; ma se quello è il momento deputato dalle famiglie per le visite ai centri commerciali, che senso ha che io non me ne renda conto? Sarebbe una lotta contro i mulini a vento. Occorre una duttilità d’orario e poi un provare ad andare incontro alla gente. Un progetto come "Piazze d’estate" non solo ha riempito in modo gioioso molti sabati estivi dei casellesi, ma è servito a rinsaldare un rapporto e a far conoscere la nostra qualità. Abbiamo prodotti ottimi in casa, ma non dobbiamo tenerli chiusi in uno scrigno: dobbiamo portarli tra la gente, se vogliamo farci conoscere." C’è però, in questi tempi, un aspetto fortemente negativo per il commercio nostrano al dettaglio, aspetto che la super distribuzione non vive. Anzi, gli ipermercati sono stati voluti dai grandi gruppi proprio per avere denaro sonante immediatamente ed ogni giorno fresco fresco: lì entri e paghi e se provi a non farlo c’è la sicurezza a prendersi cura di te. Lì non è ammesso dire "pagherò". "Per noi – mi confida Claudio Battistella, titolare del negozio di piastrelle in via Mazzini –, credimi, la storia è ben diversa. Ma, chissà perché, non lo si comunica. Se ti dicessi che è diventato quasi uno sport nazionale quello di pagare dopo? Dopo e per modo di dire, perché sono tanti quelli che si presentano come amici e, si sa, che agli amici mica puoi dire di no. Pratichi lo sconto, accetti di ascoltare le loro difficoltà e ti fidi sulla parola del fatto che, prima o poi, verrai pagato. Gli "amici", subito dopo questo passo, diventano "conoscenti", per poi diventare a volte "latitanti", lasciando che il loro debito giaccia e taccia a lungo". Sono molti i negozianti cittadini a condividere questa situazione, ma spesso per quieto vivere la realtà non viene portata a galla, nella speranza, a volte flebile, che la situazione si risolva da sola. "La nostra categoria – prosegue Battistella – non è assolutamente tutelata in questo e si ritrova spesso sull’orlo del collasso. Nel mio caso io devo acquistare piastrelle, moquette e quant’altro avendo nei pagamenti un minimo posticipo dalle ditte e poi, che mi succede? Passano a volte anni prima che riesca recuperare quanto ho venduto. È davvero un malcostume e sono arrivato persino a chiedermi se non sia utile pubblicare un elenco dei morosi, per far sì che altri miei colleghi non si trovino a patire quello che patisco io". A volte i crediti sono così forti che un’azienda per quanto solida si trova ad essere fortemente in crisi, strangolata dagli obblighi e dalla concorrenza. "… e dal fatto che non hai quello che ti spetta. Ma che cosa succederebbe in qualsiasi altro ambito lavorativo se uno qualsiasi di noi si trovasse ad aver lavorato un anno gratis, rimettendoci pure dei soldi? Purtroppo, credimi, il fenomeno è talmente ampio che molti di noi rischiano la chiusura". Chiusura per crediti e non per debiti. C’è una bella differenza. La differenza che c’è tra un paese normale e un paese straordinario, dove una delle poche certezze è diventata quella dell’impunità? Elis Calegari
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Il saluto del Sindaco a Don Garbiglia, a DonThomas e alle suore che lasciano la nostra città ricordo ancora con rinnovata commozione l’arrivo di don Pierantonio Garbiglia a Mappano, nel Febbraio del 1998, quando la Parrocchia di Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù si era riunita in un caloroso abbraccio di benvenuto. Oggi purtroppo don Pier ci lascia, per affrontare con lo spirito e la devozione che gli sono propri, un nuovo incarico del suo cammino pastorale. Oltre al legame di amicizia personale che si era instaurato, ricordo di lui l’inesauribile voglia di fare, di coinvolgere i parrocchiani, sapendo catalizzare l’interesse degli adulti e dei bambini, che, in egual numero, affollano la parrocchia della Frazione. Sono certo che saprà svolgere la sua alta missione spirituale anche in Brasile, dove la popolazione locale premierà il lavoro svolto dimostrandogli stima ed affetto. I mappanesi non dimenticheranno facilmente il "loro" parroco, ora intento a seguire con diligenza i lavori per la costruzione dell’Asilo di Via Parrocchia, ora impegnato a coinvolgere i ragazzi nell’oratorio, regalando a quest’ultimo rinnovati momenti di gloria nell’epoca dei video giochi e dell’individualismo. Esprimo inoltre profondo rammarico per la partenza non solo di don Thomas, che in poco tempo ha saputo introdursi nella comunità parrocchiale ottenendo dimostrazioni di stima e simpatia, ma anche di Suor Vincenza e Suor Maria Teresa dalla Parrocchia di Caselle. Oggi più che la collettività sente la mancanza delle due religiose, impegnate, giorno dopo giorno, nella cura e nell’amore per il prossimo. La loro missione, silenziosa quanto concreta, regalava ai più anziani ed agli ammalati un impagabile sollievo; il vuoto incolmabile del loro trasferimento cede però spazio alla consapevolezza che un’altra comunità potrà beneficiare del loro affetto. Grazie dunque don Pier, don Thomas, Suor Vincenza e Suor Maria Teresa. Il Sindaco Giuseppe Marsaglia Cagnola
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Voi siete i miei legami A settembre dell’anno scorso, sono stato invitato a recarmi negli Stati Uniti. Mi reco perciò all’ambasciata americana a Roma. Ma mi sono sentito dire:"Lei non ha legami sicuri in Italia che ci assicurino che, una volta in America, tornerà in Italia". Un po’ stupito e arrabbiato, chiesi allora al console:"mi dovrei forse sposare e avere dei figli in Italia per avere quei legami che volete? Perché non vi basta il fatto che come sacerdote, sono in servizio in una parrocchia e devo tornare in Italia per la mia missione?". Presi dunque i miei documenti e tornai a Caselle per dedicarmi alle mie cose. Un anno dopo questo episodio, mi sento tornare adesso dagli americani e dire:"Ecco, signori, i miei legami in Italia. Ne ho centinaia, sono a Caselle; e non mi importa di andare in America: sto bene a Caselle con i miei legami". Sì, amici, voi siete i miei legami". Sto bene a Caselle, con voi bambini, con voi giovani e adulti. Perché, un po’ più di un anno fa, quando sono entrato nel quotidiano della vostra vita parrocchiale, ho subito trovato degli amici, dei fratelli, pure dei parenti come mi piace ricordare anche durante le celebrazioni. Ho vissuto e cercato di essere solamente uno con voi, uno di voi. Un fratello tra voi (anche se molto più abbronzato, anche d’inverno). Dopo un anno, come concordato tra le nostre diocesi di Torino e di Bassam, è arrivato per me il momento di lasciare Caselle per tornare a casa. Tornerò in Costa d’Avorio con dei bei ricordi e la soddisfazione di aver imparato molto da voi, preti e laici. Spero soltanto di aver potuto dare un po’ di calore della mia terra, uno po’ di colore all’ambiente di Caselle. Sicuramente tutto il possibile è stato fatto. Ed è bene così. Perché continua la sfida per ognuno dei credenti, per ognuno di voi, di dare la sua parte per la vita e il cammino della comunità verso la crescita nella carità, nella missione e nella santità. Sono stato un "servo inutile" e sono fiero di lasciare a voi, giovani e adulti il posto e il compito di dare sempre vita alla comunità, camminando insieme mano nella mano, giorno dopo giorno, lungo quest’anno e sempre. "Una rondine non fa primavera", ma molte, come voi, sì. Tengo a ringraziare tutti e ognuno in particolare, con tutto il cuore per quello che mi avete permesso di condividere con voi. Non vi lascio, ma torno semplicemente a casa. Prego il Signore Gesù di colmare ogni famiglia della grazia della sua presenza e del suo aiuto in ogni momento. Il Dio della Pace vi benedica. Don Thomas Loba
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Un saluto alle suore - un saluto dalle suore Ai primi di agosto Suor Vincenza e Suor Maria Teresa hanno lasciato la nostra comunità di Caselle. Vent’anni fa sono giunte da noi per vivere questa esperienza di servizio alla Parrocchia, un’esperienza che le ha fatte entrare pienamente nelle nostre famiglie e nella comunità.Prova ne sono i vari attestati di affetto e di riconoscenza che molti, alla notizia della loro partenza, con semplicità, hanno espresso. In questi giorni, più di uno mi ha chiesto: "Perché sono andate via?". Non certamente perché non si trovavano bene o per qualche altro motivo. Ma per lo stesso motivo per cui erano venute qui: disponibili al servizio là dove ce n’è maggiormente bisogno. E, da qualche anno a questa parte, la loro Congregazione della Sacra Famiglia di Savigliano, si trova in difficoltà: mancano tante suore, molte sono anziane e malate e devono essere seguite, mancano tante vocazioni... Sono così ritornate, con una decisione sofferta da parte loro e di tutti, alla Casa Madre. Le ringraziamo di cuore e vogliamo essere vicini a loro innanzitutto con la preghiera; quella preghiera che le ha accompagnate ogni giorno: nei momenti belli e sereni, come in quelli più difficili (penso, ad esempio, all’esperienza della mia malattia, 12 anni fa). Creeremo delle occasioni per incontrarle, in un prossimo futuro, anche per esprimere loro, in modo tangibile, la nostra riconoscenza, quella di tutta la comunità. Più che a loro stesse, seguendo il loro desiderio, con "adozioni a distanza" nelle Missioni seguite dalla loro Congregazione. Segnaleremo queste iniziative. Con un invito: soprattutto quelle famiglie, quelle persone malate o anziane che hanno beneficiato della loro amicizia e della loro presenza, del loro"punto di riferimento", le accompagnino con la loro riconoscente preghiera: penso sia sempre il regalo più bello. "Un saluto alle Suore, un saluto dalle Suore...". È l’incarico che mi hanno lasciato: estendere i loro saluti ad ogni famiglia: a quelle che le hanno conosciute e avvicinate già dall’inizio (per il catechismo o il servizio ai malati), a quelle che occasionalmente le hanno incontrate in questi ultimi tempi. Quello che Suor Vincenza e Suor Maria Teresa hanno seminato porti frutti nella nostra parrocchia. Don Claudio
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La festa della Borgata Madonnina Stessa storia tutti gli anni: si comincia con il solito cattivo tempo. Così è stato anche venerdì.Durante la gara a scopa violento temporale che però non ha scalfito la calma dei giocatori. Il primo dei Casellesi è risultato il Mischiatti che con il 4° posto si è aggiudicato il trofeo Memorial Bosetti. Un sabato di calma meteorologica ha portato sul palco i balli Caraibici della scuola "Dance with me" dei bravissimi maestriFrancesco e Rita, con l’elezione della damigella Elena Torino e la Miss Caraibica Stefania Coffaro. La Processione ha visto una grande affluenza di fedeli, affluenza che si è ripetuta durante la S.S. Messa della domenica. Chi è entrato nella Cappella, che è rimasta aperta durante i festeggiamenti, avrà sicuramente notato il nuovissimo altare in noce ideato, costruito e donato dal nostro amico Eugenio Enrietti "Pin ’dla Verna" grande "minusiere" e un po’ meno giocatore di scopa! Con il tutto esaurito del pranzo ci si avviava, scrutando il cielo, verso una serata di grande liscio... ma quello lì che comanda la pioggia la pensava in un altro modo e così verso le 22,30 arrivava violenta e improvvisa la grande pioggia. Il lunedì tutto andava per il meglio: grande musica con Riky e Sonia, elezione della Miss Madonnina, Rosanna Milia con le damigelle Federica Bollone e Nicoletta Pisello, a seguire grande spettacolo pirotecnico e premiazione della gara al punto con l’assegnazione del trofeo Memorial Tony Baravalle a Luigi Rotunno, 2° posto Aniello Vitale, 3° Cosimo Cosma. In chiusura saluti abbracci e arrivederci alla prima domenica di settembre 2006.Dimenticavo, alle 00,30 aveva ripreso a... piovere!
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Ciao, Don Pier! "Sono onorato di aver fatto parte della storia sacra mappanese. Soprattutto perché qui, nonostante passino gli anni, vengono sempre ricordati tutti i parroci che hanno prestato il loro servizio alla comunità". Con queste parole Don Pierantonio Garbiglia ha salutato Mappano prima di volare in Brasile per lavorare in una missione cattolica nella diocesi di Belem. "Spero di non essere ricordato – ha proseguito Don Pier – solo come il curato che ha fatto costruire la nuova scuola materna. Ho cercato di donare a tutti la mia umanità", una speranza che sicuramente non verrà disattesa. In questi sette anni infatti, il giovane parroco nato a Piobesi, ha lasciato un segno indelebile nel tessuto sociale della frazione anche per le molte iniziative e manifestazioni promosse sul territorio. Una su tutte la "Festa delle Regioni", divenuta anno dopo anno, un appuntamento fisso capace di unire tutte le anime dell’associazionismo e della società civile mappanese. "Per me questa – ha riferito durante la predica – è diventata la vera festa patronale". "Quando giunsi a Mappano sette anni fa – ha continuato – mi recai per la prima volta al Cim ad incontrare i sindaci di Borgaro e Caselle. Mi ricordo come fosse oggi la battuta del Senatore Vallone: a Mappano tutto quello che hanno se lo sono dovuto conquistare. Mi sono poi reso conto che aveva perfettamente ragione". Densa di cenni storici l’ultima omelia cominciata leggendo alcuni passi del diario di Don Mussa parroco di Caselle nei primi anni del novecento. "La storia Sacra di Mappano, come testimoniano queste righe, comincia nel 1911, anno in cui iniziarono i lavori per la costruzione della prima Chiesa e non come erroneamente si crede, nel ’42 quando venne creata la Parrocchia". "Già allora – ha proseguito – l’indole dei Mappanesi era piuttosto vivace, Don Mussa scrive infatti che sorsero numerose polemiche tra gli abitanti in merito a dove costruire il luogo di culto e su che tipo di festeggiamenti organizzare per la prima Cappella". Per l’addio di Don Pierantonio la Chiesa era completamente gremita a tal punto che molti fedeli sono duvuti rimanere fuori sul sagrato. Presenti anche moltissime autorità: il sindaco di Caselle Giuseppe Marsaglia, il primo cittadino di Borgaro Vincenzo Barrea, l’Assessore Pasquale Terranova, il Presidente del Cim Antonio Zappia e il consigliere Luca Baracco. Don Pier lascia sicuramente un ottimo ricordo a tutti quanti hanno avuto modo di frequentare l’ambiente parrocchiale in questi anni. A fine settembre raccoglierà il testimone Don Andrea Percivalle di Torino. Già impegnato nelle parrocchie di Santa Rita e di San Remigio ha accettato con entusiasmo questa nuova avventura. Stefano Bongi |
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Terra Santa, Terra Promessa La Terra Santa, un miraggio molto ambito, alla ricerca di quel Dio Trinitario; che nel Vecchio e Nuovo Testamento dà senso ad ogni cosa e ad ogni momento. Eylat, Arad, Masnada, Betshea, Qunram, molti siti archeologici importanti abbiamo visitato il Mar Rosso e il mar Morto abbiamo toccato e quanto caldo abbiamo sopportato! Ma la compagnia era così bella che nel cuore di ognuno nasceva una stella, la stella della fraternità che nel quotidiano ci accompagnerà. Grazie Don Piero, sei stato una guida super che ha arricchito la nostra conoscenza di storia e archeologia; grazie soprattutto per invitarci al silenzio come una "magia" e nella riflessione ci spronavi a trapiantare il nostro cuore in Dio per credere all’Amore e alla Resurrezione. Grazie Don Claudio, preziosa nostra guida spirituale che con la musica, la preghiera e il canto hai reso splendide le nostre celebrazioni, e con la tua carità premurosa e attenta hai favorito l’unità fra le diverse comunità. Grazie don Thomas, siamo sicuri che, come per la suocera di Pietro, hai chiesto al Padre di guarirci dalle nostre infermità perché, con Maria, imparassimo a dire il nostro "Sì" nonostante le nostre povertà. È vero, talvolta ti perdevi, ma noi ti abbiamo perdonato, perché assai ti abbiamo amato… E poi abbiamo meditato e visitato tutti i luoghi che compongono i Misteri della Luce: il Lago di Tiberiade, il Giordano, Monte delle Beatitudini, Cana di Galilea, il Monte Tabor, la Chiesa della Moltiplicazione dei Pani e dei Pesci, Cafarnao… e certo dalla finestra del paradiso papa Giovanni avrà mandato a tutti noi un sorriso. La Santa Messa nel deserto di Giuda e l’adorazione al Getsemani con gli altri amici italiani, ci ha fatto comprendere che il Pellegrinaggio vale se vissuto con cuore universale. Ebrei, Mussulmani, ortodossi, armeni e copti… tante persone e luoghi abbiamo incontrato e per loro e con loro abbiamo pregato perché cresca nel mondo la pace e la fraternità… e si avveri la profezia del profeta Isaia. A Betlemme e nella Grotta dei pastori abbiamo adorato, cantando il bambino Gesù, e poi tra muri e spari abbiamo riflettuto su ciò che veramente vale. Gerusalemme, il museo dell’Olocausto, il Cenacolo, il Getsemani, la Via Crucis, il Calvario, l’Anastasis, ci hanno fatto riflettere sulla sofferenza, quella del Cristo che si incrocia con quella dell’umanità il nostro patire familiare e personale. E là nella Basilica del Santo Sepolcro durante l’Eucarestia in quella raccolta cappellina abbiamo sentito che il Maestro ci chiamava per nome per invitarci tutti alla "missione" nella certezza che la strada delle Beatitudini ci guiderà alla resurrezione. Felicita
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Saluti da Caselle In una delle "Città invisibili" di Italo Calvino, "il viaggiatore è invitato a visitare la città e nello stesso tempo a osservare certe vecchie cartoline illustrate che la rappresentano com’era prima" suggerendo al visitatore di preferire la città delle cartoline alla presente anche se "la grazia perduta, può essere goduta soltanto adesso nelle vecchie cartoline, mentre prima nella città provinciale sotto gli occhi, di grazioso non ci si vedeva proprio nulla e men che meno ce lo si vedrebbe oggi, se la città fosse rimasta tale e quale, e che comunque la metropoli ha questa attrattiva in più, che attraverso ciò che è diventata si può ripensare con nostalgia a quella che era". Nella invenzione-analisi del profondo scrittore sono condensati tutti i sentimenti, le emozioni, le osservazioni del "visitatore" delle cartoline proposte nel libro delle cartoline "Saluti da Caselle", sia che esso sia nativo o residente da tempo o molto recente. Nessuno è testimone delle prime cartoline poiché abbracciano più di un secolo di storia. Dalle più antiche a quelle più vicine a noi corre lo stesso spirito, meritano lo stesso interesse; passa davanti agli occhi la descrizione degli edifici principali, le chiese, le scuole, il municipio, l’ospedale, la caserma, l’osteria, la stazione, ma anche le piazze e le vie quasi mai deserte, ma animate da persone incuriosite e in posa, felici di farsi immortalare. Diventa un aspetto importate di documentazione per l’abbigliamento, per l’atteggiamento, l’aspetto sociale, l’atmosfera, la trasformazione, ma anche la documentazione dei mezzi di trasporto; dal carro e dal landò alle prime automobili, sfiorando la tipicità aeroportuale con lo stazionamento di aerei che meritano una storia a sé. Una raccolta di immagini iniziata da molto tempo, percorrendo mercatini, contrattando con collezionisti diventati astuti mercanti che hanno esasperato il settore confidando nella loro sicura preda. Cartoline mostrate in timide esposizioni e in parte su calendari editi dalla Pro Loco, ma ora definitivamente raccolte in un libro edito dalla casa editrice Il Punto/Piemonte in Bancarella, curato dall’associazione La Forgia con la tenace volontà del presidente Luigi Manina, reso interessante con il commento paziente e sapiente dell’infaticabile Guglielmo Favero coadiuvato dal rigorosoTonino Gai. Correda il libro un "Elenco alfabetico delle vie e delle piazze e descrizione dei toponimi di interesse locale" che non è un’arida e tecnica elencazione ma un’occasione per conoscere parte di storia casellese attraverso i personaggi che hanno meritato la menzione di una via grazie al loro operato a favore della cittadinanza, dedicando tempo, passione e sacrifici. Essenziale alla realizzazione dell’opera è stato il contributo dell’Amministrazione e dei generosi sponsor Mauro Pogliano della Baita; Filiberto Martinetto della Filmar, e M.E. Studio Soc. Ingegneria Srl. Una solidarietà che permette di conservare per sempre una memoria ed è insieme atto generoso nell’estendere a tutti il possesso e il ricordo della città attraverso la cartolina che è sviluppo e compendio anche di tecniche fotografiche, di stampa, di influenze artistiche. Come la natura, così l’opera dell’uomo è in continua trasformazione, queste immagini rappresentano il passato ma anche il presente e il futuro; mentre ci svelano lo stato di un tempo, inevitabilmente lo confrontano con il presente e lo proiettano inesorabilmente nel futuro. Domenico Musci |
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In Val Maira, su ad Elva Com’è bello camminare in una valle verde… Ancora troppo pochi piemontesi conoscono quella splendida parte della loro regione che prende il nome di Val Maira caratterizzata da tanto verde, acqua in abbondanza, sentieri escursionistici del tutto nuovi e un patrimonio culturale incantevole, conservatosi intatto dal Medioevo. Il paese più rinomato della valle è certamente Elva, suggestiva borgata di sicura origine romana, resa celebre dal famoso pittore Hans Clemer, il maestro d’Elva per l’appunto, che nel Quattrocento affrescò mirabilmente la chiesetta dell’Assunzione della Vergine, dove per molti secoli non ci fu neanche un quadro della Vergine Assunta, ma dove pullulavano simboli esoterici e curiosi personaggi fantasiosi. Gli abitanti di Elva si arricchirono nei lunghi e freddi inverni grazie al commercio di capelli, che in passato li rese celebri nel mestiere dei "caviè" e gli permise di comprarsi ville di grande prestigio nelle terre del Marchesato di Saluzzo. Da Elva gli appassionati di trekking troveranno una varietà di sentieri che esplorano in lungo e in largo la montagna, passando attraverso posti dove forse non ci sono ancora orme umane. Per arrivare ad Elva si può passare attraverso la cosiddetta strada del Vallone, costruita dagli stessi elvesi a ridosso della montagna e da cui si può ammirare lo strapiombo mozzafiato sottostante, da vero brivido! Altri bei paesi da visitare in Valle sono Macra, Celle di Macra, Stroppo e Sampeyre, tutti caratterizzati da una nutrita presenza di abitanti di origine occitana che stanno pian piano riscoprendo e valorizzando le loro tradizioni culturali e alimentari. Un’altra gita merita Dronero, bella cittadina ai piedi della valle, ben ristrutturata e caratteristica per i famosi "ciciu del Villar", curioso fenomeno di erosione geologica di Villar San Costanzo. La leggenda vuole che siano cento legionari romani pietrificati da San Costanzo, la realtà dimostra che si tratta di numerose colonne di terra, di altezza varia, sormontate da un cappello di pietra, che assumono la forma di fungo e sono il risultato di secolari trasformazioni causate dagli agenti atmosferici. Davvero molto interessanti da vedere e da scoprire all’interno del parco naturale in cui si trovano. Potrebbe diventare una risorsa turistica di grande successo, se solo fosse più conosciuta. Concludendo, la Val Maira sembra essere il posto ideale dove riposarsi e dove respirare un’aria genuina, tradizionale, degna del miglior Piemonte. Laura Giordano |
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| ALMANACCO IN PDF |
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Una bella banda Molti gli impegni della Filarmonica Casellese "La Novella" nella prima parte del 2005. La nostra banda cittadina è stata infatti presente nelle fortunate edizioni dei Carnevali di Mappano e Caselle. In aprile è stata protagonista nelle manifestazioni di Caselle e Mappano legate alla celebrazioni del XXV aprile; inoltre il primo maggio ha partecipato ad un grande raduno bandistico (oltre 30 bande provenienti da tuta la provincia) tenutosi a Torino, in piazza Castello, organizzato dall’ANBIMA, l’associazione nazionale bandistica. Contemporaneamente ogni lunedì sera nella sede di Via Basilio Bona sono proseguite le prove per i nuovi e impegnativi brani che il Maestro Lampa ha inserito nei concerti e che sicuramente sono stati di gradimento per tutti gli appassionati. Per quanto riguarda infatti l’attività concertistica i musici hanno potuto esibirsi nel cortile di Palazzo Mosca per il concerto di Primavera e nell’ambito del Maggio Mappanese. Ma non finisce qui perché settembre è già colmo di impegni per la nostra Filarmonica. Domenica 4 settembre sfilata per i festeggiamenti della Madonnina; l’11 settembre i nostri musici sfileranno insieme agli Alpini in festa della sezione casellese; il 18 settembre al mattino sfilata per le vie cittadine e il pomeriggio concerto per il settembre casellese; Ma le iniziative della nostra Banda non finiscono qui. Dopo il buon successo per i festeggiamenti di Santa Cecilia 2004 (ricordiamo fra l’altro, il gemellaggio con la banda di Vandorno e la visita al Santuario di Oropa, con oltre 200 presenze) la Novella non intende deludere i suoi sostenitori. Sono in fase di definizione, infatti, le celebrazioni dei festeggiamenti di Santa Cecilia e per l’edizione 2005 che si terrà il 12 e il 13 novembre prossimo. La Direzione della Novella ci ha anticipato che il pranzo sociale si terrà presso il ristorante "Mangia Ben" di Cassinasco presso Canelli con possibilità di visitare lo splendido Santuario di N.S. dei Caffi (Madonna delle Grazie e degli Alpini) recentemente ristrutturato. Maggiori dettagli saranno dati nel prossimo numero del giornale. Occorre infine ricordare che a giugno si è concluso il Corso di Orientamento Musicale che la Filarmonica ha organizzato in collaborazione con il Comune di Caselle e con il patrocinio della Regione Piemonte diretto dallo stesso Maestro Lampa.Tutti gli allievi (circa una quindicina) hanno superato brillantemente l’esame finale e si apprestano ad entrare fra le file dei musici effettivi. La Novella e il maestro Lampa intendono comunque lavorare per un nuovo corso di orientamento musicale aperto a tutti i giovani e meno giovani e che inizierà dopo la metà di settembre. Chi fosse interessato può rivolgersi alla sede della Novella in via Basilio Bona (sopra l’anagrafe) ogni lunedì sera dopo le 20.30 oppure telefonare al numero 348.8605384. Zetaesse
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Cantorie Riunite Sappiamo che con l’arrivo di settembre, ci si consola dal ricordo estivo partecipando alle varie feste delle borgate e patronali che offrono programmi ricchi e variegati di avvenimenti ricreativi, sportivi e culturali che ci tengono compagnia oltre fine mese. Portandoci avanti con il lavoro, pensiamo far cosa gradita anticipare che fra un mese si svolgeranno due interessanti avvenimenti che hanno come denominatore comune la musica. Il primo evento sono le "Cantorie Riunite" ovvero il raduno dei cori parrocchiali della zona vicariale; il secondo, l’avvio della rassegna musicale "Casell...e Musica 05" giunta alla sua settima edizione. A riguardo delle "Cantorie Riunite", dobbiamo ritornare indietro con la memoria al 1995 per trovare l’ultima volta che si sono svolte nella nostra parrocchia. Come tradizione ormai consolidata da circa mezzo secolo, i cori delle parrocchie della zona vicariale si ritroveranno per i due appuntamenti in programma. Il primo venerdì 14 ottobre nella chiesa di San Giovanni alle 21 con la Messa di Requiem ed il secondo domenica 16 ottobre in Santa Maria per la Messa Solenne. A dirigere questo eterogeneo coro il maestro e prof. Alessandro Ruo Rui. Il secondo evento riguarda "Casell...e Musica"; come accennato sono sette anni che questa rassegna musicale propone una serie di appuntamenti molto belli e interessanti, sempre sotto l’egida di Piemonte Musica. Anche questa edizione di Casell...e Musica vedrà l’avvio venerdì 14 ottobre ma al mattino con l’insieme strumentale "Intenzioni Sonore" e la proposta di una "lezione concerto" per le scuole elementari, mentre domenica 16 al pomeriggio il concerto e aperto a tutta la cittadinanza con l’esecuzione in versione originale delle Stagioni di Antonio Vivaldi. La rassegna proseguirà fino a novembre inoltrato con concerti musicali, bandistici e corali di cui il calendario non mancheremo di pubblicizzare sui prossimi numeri del giornale. Giunti a questo punto qualcuno potrebbe obiettare che manca ancora un mese, crediamo però che le informazioni siano belle interessanti, e perché no anche accattivanti, quando si usano i verbi coniugati al futuro e non utilizzando il passato. Pierangelo Schiavon "Piemonte in Musica" è un’iniziativa dell’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte, nata per promuovere un organico circuito regionale delle attività musicali, con la collaborazione dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, dell’Unione Musicale di Torino, del Teatro Regio di Torino e di altre strutture musicali piemontesi. |
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Il Caffè del Viale È bastato il volgere di un’estate e, tra sprazzi di caldo torrido e piogge rinfrescanti, sono spuntati come funghi… ben tre nuovi locali a Caselle, che si vanno ad aggiungere a quelli storici, alle sempreverdi "piole"e ai più classici bar. Ognuno di loro è particolare per la struttura che offre, per il luogo in cui è situato, per la diversa tipologia di persone a cui si rivolge, ognuno ha la propria storia che si intreccia con quella della gente che lo frequenta. Non solo bar, dunque… Inauguriamo, con questo mese, una nuova rubrica che andrà a curiosare tra i "caffè" casellesi, nuovi e vecchi, perché un bar è anche un punto di ritrovo, un rito giornaliero, un luogo di chiacchiera e relax, un punto d’osservatorio sul mutare lento e veloce di abitudini, mode, gusti del nostro paese-città. Il "Caffè del Viale" di Maria Rosaria e Tony Lobosco è stata una delle piacevoli sorprese di quest’estate che va a finire. Non solo un bar ma un’accogliente casa con giardino tanto che sembra di essere ospiti anziché clienti. "Tutto è successo per caso – afferma il proprietario – prima è nato il progetto di ristrutturazione della casa e poi l’idea di riservarne una parte a bar. Volevo che assomigliasse a certi caffè della riviera ligure, che facesse sentire la gente come in vacanza". In queste giornate di tiepido sole settembrino il dehors è un viavai di ragazzi e giovani che sotto gli ombrelloni, tra gerani e begonie nel pieno della fioritura, snocciolano i ricordi delle ferie appena trascorse e si godono gli ultimi centimetri di libertà prima della ripresa scolastica. Più in là una nonna approfitta della pausa-nipotino per un sempre gradito caffè ristretto con annesso gelato al cioccolato per il vispo pargoletto. "Un successo inaspettato – ci conferma il signor Tony – c’è gente a tutte le ore e il posto piace perché tranquillo e rilassante, si complimentano in tanti, dai ragazzi alle persone anziane, a tutti piace il nostro giardino semplice e colorato…" E quando la scuola elementare, situata proprio di fronte, aprirà i battenti sicuramente il "Caffè del Viale" l’adotterà. "Ho già accantonato una serie di brioche, patatine e leccornie varie per le merende scolastiche e non dei nostri futuri piccoli clienti: i bambini" ci rassicura il proprietario. Di sera la casa giallo sole con i fiori, il muretto di pietre e il giardino roccioso si illumina e diventa l’oasi per le famiglie durante le passeggiate e il luogo di ritrovo per molti adolescenti che tra il chiacchiericcio sommesso gustano i cocktail cubani che vanno per la maggiore: Mojito, Mulata, Isla de Pinos… "Niente di alcolico – precisa il signor Tony "solo sciroppo e una base di rhum". Verso mezzanotte "Il Viale" chiude il cancello e ritorna ad essere una casa privata per riaprire al mattino presto, quando il profumo delle brioche appena sfornate sarà la prima tentazione per i casellesi assonnati in cerca di un dolce risveglio. Antonella Ruo Redda
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Nuovo Direttore all’U.T.T. di Caselle Lunedì 11 luglio, in una bellissima giornata di Sole, è avvenuto il passaggio di consegne dal Col. Roberto Garbi al Col. Carlo Uberti che subentra al vertice dell’Ufficio Tecnico Territoriale di Torino-Caselle. Hanno presenziato all’evento numerose personalità e rappresentanti sia della D.G.A.A. (Direzione Generale Armamenti Aeronautici) che del mondo industriale aeronautico, tra cui il Gen. Ispettore Giovanni Perrone Compagni (Direttore Generale di Armaereo), il Col. Pilota Dino Fabbri, Comandante della Base di Cameri e il Col. Pierluigi Mancini Direttore del 1° R.M.V. di Cameri. Presente anche il Brig. Generale Massimo Rigattieri che sino alla fine dello scorso anno dirigeva l’U.T.T. di Caselle. Dopo una serie di discorsi rivolti non solo ai diretti responsabili ma anche a tutto il personale di Caselle, prima dei saluti finali sono stati consegnati al Col. Garbi alcuni doni di benemerenza e ringraziamento per l’opera svolta nei mesi del suo operato a Torino. Come ormai di consuetudine desideriamo dare alcuni dati del nuovo Direttore dell’U.T.T. casellese. Il Col. G.A.r.n. Carlo Francesco Uberti, nato il 12 maggio 1958, è entrato all’Accademia Militare di Pozzuoli (NA), nell’ottobre del 1977, con il Corso Turbine 3°, nel ruolo Ingegneri del Genio Aeronautico. Nel novembre del 1983 terminata l’Accademia con il conseguimento della laurea in Ingegneria Meccanica e del grado di Tenente, è stato assegnato al 1° Centro Manutenzione Principale (1° CMP) velivolo Tornado del 53° Stormo di Cameri (NO). Presso il 1° CMP che nel tempo ha cambiato nome (ora si chiama 1° Reparto Manutenzione Velivoli ossia 1° RMV) per i velivoli Tornado e Typhoon, ha ricoperto svariati incarichi. Nei tanti anni di RMV, ha partecipato a numerose attività, tra cui il supporto logistico e manutentivo per i velivoli che hanno partecipato alle operazioni della Guerra del Golfo del 1991, e del Kosovo nel 1999. Negli anni di permanenza al 1° RMV (Novembre 1983 - Settembre 2000) ha frequentato numerosi corsi presso la scuola di lingue dell’A.M. di Ciampino (Roma), presso la Scuola di Guerra Aerea di Firenze e presso ditte nazionali ed estere coinvolte nel programma Tornado. Nel Settembre del 2000 è stato assegnato all’Agenzia NETMA (Nato EFA and Tornado Management Agency) di Monaco di Baviera (Germania), dove vi è rimasto per tre anni sino al settembre del 2003. Qui si è occupato delle attività correlate alle modifiche da apportare per il miglioramento e l’incremento della efficienza, sicurezza ed operatività del velivolo Tornado. Dall’ottobre del 2003 è stato assegnato all’Ufficio Tecnico Territoriale Aeromobili di Torino (UTT) con l’incarico di Capo del Secondo Ufficio Aeromobili, occupandosi di programmi quali Typhoon, AMX e C27J. Dal 1° luglio 2005 è stato promosso Colonnello e nominato Direttore dell’U.T.T.
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45 anni delle "Frecce Tricolori" Il 4 settembre si è svolta all’aeroporto di Rivolto (UD), in occasione del 45° anniversario delle "Frecce Tricolori", la Giornata Azzurra 2005, la più grande manifestazione aerea dell’anno in Italia. A festeggiare la PAN erano presenti altre sei pattuglie acrobatiche nazionali: la Patrouille de France sui Dassault/Dornier Alpha Jet, la Patrouille Suisse sui filanti Northrop F-5, il Team 60 svedese sui piccoli Saab 105, i Red Arrows inglesi con i BAE Systems Hawk T.Mk.l, la "Aguila" spagnola sui Casa C-10l, la Jordanian Falcons con quattro monomotori ad elica Walter Extra EA300S. A queste formazioni si sono affiancate le pattuglie acrobatiche private dei Red Bulls, con i monomotori Sukhoi SU-3l, e del Breitling Jet Team, una delle poche pattuglie acrobatiche civili al mondo ad esibirsi con velivoli a getto, gli Aero L39 di costruzione cecoslovacca. La giornata, favorita dal bel tempo, ha permesso lo svolgimento completo dei programmi di volo entusiasmando non solo il pubblico presente in massa, stimato in oltre 500.000 persone, ma anche le autorità intervenute per l’occasione. Ogni pattuglia si è esibita con emozionanti figure come quella della formazione francese che ha disegnato in cielo un grande cuore trafitto al centro dal "solista" simulando una freccia scoccata da un misterioso arciere o come la Patrouille Suisse che alla fine dell’esibizione ha effettuato l’apertura a ventaglio sganciando i "flares" dando così l’effetto dei fuochi artificiali. Come al solito mozzafiato le evoluzioni delle Red Arrows inglesi che con le loro rapidissime e ravvicinate figure, incroci ad alta velocità hanno tenuto i presenti con il fiato sospeso. Le esibizioni delle pattuglie acrobatiche sono state intervallate dalle evoluzioni di singoli velivoli tra cui non si può non citare il C-27J Spartan giunto da Caselle. Il grosso aereo da trasporto ha effettuato alcune manovre mozzafiato come lo spettacolare "tonneaux" che in genere si vede fare solo a velivoli come il Tornado o il Typhoon. Anche il "Typhoon" del 4° Stormo di Grosseto ha entusiasmato le folle effettuando quasi tutta l’esibizione con i post-bruciatori accesi. Alla manifestazione erano inoltre presenti svariati prodotti dell’industria aeronautica italiana come il filante Piaggio P.180 "Avanti" biturboelica d’affari la cui velocità di oltre 700 Km orari si avvicina a quella dei "business jet", o come l’Agusta AB.139, elicottero di punta della casa costruttrice, che ben presto vedremo operativo sul nostro territorio nei colori della Airgreen di Robassomero. L’AerMacchi ha presentato per la prima volta sul cielo di Rivolto il secondo esemplare del nuovo addestratore M346, un vero gioiellino di alta tecnologia e valido successore del MB-339 che potrebbe un giorno vestire i colori della PAN. Dall’Olanda è giunto un Loockheed Martin F-16 nella livrea "special color" mentre l’A.M.I. ha portato lo stesso velivolo sia in versione monoposto che biposto. Dall’Austria il solito ma affascinante Saab Draken dalla sgargiante livrea bianca e rossa che riprende i colori nazionali, scortato dallo Short Skyvan robusto velivolo da trasporto di costruzione inglese. Discreta la mostra statica che comprendeva tra l’altro quasi tutta la serie di aerei appartenuti alle Pattuglie Acrobatiche Nazionali del passato, compresi i primi due tipi usati dalla PAN, il Canadair CL-13"Sabre" ed il mitico Fiat G-91. In mostra anche un Breguet Atlantic, pattugliatore marittimo biturboelica che solo pochi giorni prima ha partecipato alla ricerca di alcuni naufraghi nel Canale di Sicilia. Accattivante la presenza di un Piaggio P-166DL3 dell’A.M.I. con sul muso dipinta una grande bocca di squalo e sulla fusoliera il numero 20.000, ad indicare le ore volate dalla flotta di questo bimotore italiano. Il settore dell’ala rotante era dominato dalla presenza di due Mil MI-24 "Hind" ungheresi, uno in volo e l’altro in statica, elicottero che desta sempre un certo timore nel vederlo tanta è la sua aggressività e potenza. Prodotti dall’Agusta erano presenti un HH-3F "Pelican", nonché gli AB212AM di cui un esemplare si è esibito sventolando il tricolore italiano. Come da tradizione, la "Giornata Azzurra", si è conclusa con la splendida esibizione dei padroni di casa, le Frecce Tricolori, che con i suoi dieci MB-339A/PAN hanno disegnato nel cielo tutto il loro repertorio acrobatico dell’anno chiudendo la manifestazione con la sempre spettacolare apertura a bomba. Chissà se potremo ammirare le evoluzioni della PAN nel cielo della nostra città, come avveniva un tempo, magari anche in occasione della inaugurazione del nostro G-91 in fase di restauro.
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Ultime notizie dall’aeroporto Il 13 luglio la easyJet, la compagnia aerea a basso costo leader in Europa, ha festeggiato il 6 milionesimo passeggero trasportato in Italia, proprio in partenza da Caselle sul volo Torino-Londra Luton. In occasione di questo importante avvenimento il fortunato passeggero di Pianezza, in viaggio con tutta la famiglia, è stato premiato con 4 voli easyJet, andata/ritorno, da Torino per Londra o Parigi. "L’aver raggiunto quota 6 milioni di passeggeri trasportati dall’Italia – dichiara Giovanna Picciano, marketing manager di easyJet per il mercato italiano – sono un risultato ragguardevole se si considera che solo nel prossimo anno prevediamo di trasportarne 2 milioni e 500 mila. Sono lieta che questo importante traguardo sia stato raggiunto a Torino. Abbiamo iniziato a volare dal capoluogo piemontese lo scorso ottobre e da allora oltre 85.000 persone hanno già volato con easyJet su entrambe le rotte, Londra e Parigi, con un tasso di riempimento dei voli superiore all’80%". Dal 12 settembre la Air Vallée collega Torino a Genova e a Trieste. Il volo è effettuato con Dornier 328Jet, da 31 posti, da lunedì a venerdì. L’aeromobile decolla da Caselle alle ore 7.00 per arrivare a Genova alle 7.30 e ripartire per Trieste alle 8.00 con atterraggio alle 8.55. Il collegamento di rientro da Trieste via Genova parte alle ore 9.25 con atterraggio a Caselle alle 11.20.
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Una lezione al mondo occidentale Mi ricordo di aver letto, forse l’anno scorso, che il presidente Usa pretese la censura su un film; un film costato moltissimo, che attraverso disastri climatico-ambientali giungeva alla fine del mondo e alla scomparsa della specie umana. Alcuni esperti non ritennero la pellicola, così irrealistica. Anzi secondo molti poteva trattarsi di una eventualità neanche troppo lontana. L’idea che gli spettatori si potessero allarmare e accusare l’amministrazione Bush per la scarsa attenzione prestata alle questioni ambientali e al rispetto dell’ecosistema avrebbe potuto creare un serio imbarazzo all’amministrazione stessa, decisamente contraria al trattato universale sulla riduzione delle fonti inquinanti, di Kyoto. Qualcuno azzardò anche a dire "affinché i cittadini statunitensi si rendano conto dei tarli del sistema economico e politico in cui vivono è necessaria una qualche catastrofe naturale". Con l’arrivo dell’uragano Katrina, quelle parole suonano anticipatrici. Gli ultimi sondaggi pubblicati dalla stampa statunitense dicono che il 59% degli intervistati pensa che Bush abbia reagito in ritardo alla tragedia che aveva colpito la Louisiana e il Mississippi. Unendo questo dato a quello del crollo del sostegno alla guerra in Iraq, si vede bene che Katrina ha causato l’onda finale destinata a coprire di fango anche la Casa bianca. L’acqua non si è ancora ritirata e già salgono le polemiche. Contro Bush e le spese militari che hanno impedito che i lavori di ammodernamento del sistema di pompe idrauliche che proteggeva New Orleans fossero completati; contro polizia e servizi d’emergenza, del tutto inadeguati; contro le strutture della società, che consentono che decine di migliaia di persone vivano in case di legno, quando non in baracche, come una Aceh qualsiasi; contro l’assenza della Guardia nazionale, schierata a Baghdad e dintorni. Quel che con tutta evidenza dicono le immagini e i resoconti dei giornalisti che si sono avvicinati alla zona del disastro, è che i poveri – da quelle parti – soffrono a causa del ciclone e delle inondazioni né più né meno che come i loro simili indonesiani. Proprio in questi giorni l’ufficio di statistica federale ha rivelato che nel 2004 i poveri degli USA sono 37 milioni cioè il 12,7% della popolazione. La società statunitense, è contemporaneamente ricchissima e poverissima, e la parte "di sotto" ha indici sociali peggiori di quelli di molti paesi del sud del mondo; quanto a mortalità infantile, servizi sanitari, e così via. Nella contea di New Orleans, il 67 per cento degli abitanti è afro-americano e il 34 per cento della popolazione vive al di sotto del livello federale di povertà. Quelli che vediamo agitarsi nell’acqua o arrampicati sui tetti, pur essendo cittadini del paese più potente del mondo (ma spesso sono migranti senza documenti), vengono trattati più o meno come Washington tratta i poveri del Messico. Oggi hanno bisogno urgente di aiuto, di riparo, di acqua potabile, di ricostruire la loro capacità di darsi reciprocamente una mano. Gli stessi saccheggi nella città devastata esprimono un legame sociale assai fragile e necessità urgenti; perché meravigliarsene, se la comunicazione, negli Usa e in occidente, ossessivamente ripete che lo scopo della vita è solo il denaro? Il ciclone Katrina mi auguro sia l’11 settembre climatico di George W. Bush e del suo sistema politico ed economico. Gli Stati uniti hanno nell’ultimo mezzo secolo imposto il loro dominio al mondo provocando il suo reciproco nel cieco terrorismo, allo stesso modo il disprezzo per la natura in nome di una economia di rapina ha alla fine prodotto la devastazione di un super-uragano non in qualche regione del sud, ma nello stesso territorio – ricco, tecnologico, moderno – della superpotenza. Ma di nuovo, come nel caso dello tsunami asiatico le conseguenze di una politica energetica folle ha colpito i poveri. Una lezione fondamentale che il mondo deve trarre dallo tsunami del 26 dicembre e dall’uragano Katrina del 31 agosto, è che dobbiamo prepararci ad altri disastri ambientali in arrivo, ivi compresa un’anticipazione degli effetti del cambiamento climatico. Oltre a mobilitarci in massa per soccorrere le vittime, dobbiamo agire immediatamente per rendere giustizia alle future vittime del cambiamento climatico. È la sopravvivenza dell’intera umanità, e noi non dobbiamo permettere a qualcuno di barattare la nostra terra, e la nostra cultura per interessi economici a breve termine. La vulnerabilità di milioni di persone richiede che robusti sistemi pubblici in queste occasioni forniscano cibo e acqua, assistenza sanitaria e medicine. Le esigenze di beni e servizi pubblici per l’assistenza e la riabilitazione ci portano in una direzione completamente diversa dalle pretese di privatizzazione del Wto e della Banca mondiale. La compassione, e non il denaro, è la valuta del nostro essere uniti. Soprattutto, esso ci richiama all’umiltà, ci ricorda che davanti alla furia della natura siamo impotenti. Ernesto Scalco |
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Ricordo di Paolo Canavera Lo portava con onore il nome Paolo Canavera, in ricordo dello zio carabiniere, morto in Africa nei primi mesi del 1936, insignito della Medaglia d’Argento al Valor Militare. La città di Caselle gli ha intitolato una via in regione Salga e una piazza dove vi è il monumento ai Carabinieri. Lui, Paolo junior, era nato pochi mesi dopo, ad ottobre del 1936. In età adulta aveva sempre partecipato alle ricorrenze in ricordo dello zio, accompagnando "mia marina", la mamma dello zio. La sezione degli ex Carabinieri "Paolo Canavera" di Caselle ha partecipato con la bandiera e una folta rappresentanza ai funerali. Grande lavoratore, tenace e robusto, dotato di un paio di mani doppie di quelle di una persona normale. Imprenditore agricolo nel pieno senso della parola, ottimo allevatore, nel suo carattere modesto, ha sviluppato una efficiente azienda agricola, riunendo di nuovo la proprietà Canavera alla cascina "Maghina" in strada Mappano. È stato, forse, il suo penultimo desiderio, perché l’ultimo, espresso poche ore prima di spirare, è stato quello di far capire ai familiari di farsi portare a casa alla "Maghina" dove era nato. Si è interrotta un’amicizia che durava dai primi anni ’50, quando con altri amici coetanei o quasi, si passava la domenica pomeriggio a girare nel cortile della cascina a bordo della Jeep (la Willis americana) residuato di guerra, che forte del cambio con le ridotte e la trazione sulle quattro ruote, in qualche cascina è stata la pioniera dei futuri trattori. Alla domenica sera, a frotte dalla Goretta, in bici, al cinema Italia. Una partita a calcio balilla, da "Bertin" caffè Garibaldi, e poi, proprio come ora, a mezzanotte tutti a casa. Poi la Vespa, il gruppo Giovani Coltivatori, il Club 3P, la sezione Coltivatori Diretti, la Cooperativa latte, hanno cementato una profonda stima e fiducia reciproca. Nel breve e forse lungo periodo di un anno, 27 agosto 2004, quando gioiva per essere diventato nonno, i primi sintomi del male che poi risultò ribelle ad ogni cura. Sempre cosciente ha cercato di far pesare poco su chi gli stava vicino le sue sofferenze. Amorevolmente assistito dalla moglie Rita, dalle figlie e dalle sorelle, fino al 25 agosto di quest’anno. Grande partecipazione alla veglia funebre ed al funerale, anche se disturbato da un violento acquazzone, sabato 27. Dalle colonne di qesto giornale, che sappiamo leggeva con attenzione, rinnoviamo alla famiglia le nostre sentite condoglianze. Luigi P.S. Un gruppo di amici, accogliendo l’invito dei familiari "non fiori ma opere di bene", sta raccogliendo offerte che saranno destinate in beneficenza secondo la volontà dei congiunti. Il centro di raccolta è presso Mario Mussa, alla cascina "Bollettina" in strada Goretta. La S. Messa di trigesima sarà celebrata domenica 25 settembre alle ore 11 nella Chiesa di Santa Maria.
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Preg. Direttore ho letto il Suo editoriale di "Cose Nostre" di Luglio-Agosto 2005. È vero, qualche volta veramente vorremmo "dimetterci un po’ da questo mondo", però subito dopo quasi a mò di medicina dice "di sentire il bisogno di riprenderci le cose semplici, di tornare a pensare e riconsiderare gli affetti". Bravo Direttore, Lei ha messo per scritto quanto io, e credo anche altri, pensiamo ma non siamo mai stati capaci a comunicarcelo. Tutto l’articolo mi ha fatto bene al cuore ed ho gioito riflettendo che non sono il solo a pensare che forse è giunto il momento di ritornare ai modi semplici, che non vuol dire essere dei sempliciotti, ma veramente tornare agli affetti, fare un lungo respiro e riflettere in silenzio e cercare con lo sguardo attorno a noi altri bisognosi anch’essi di affetto, di un sorriso. Siamo stufi degli urli, delle invettive, delle minacce. Grazie direttore per avermi indotto a pensare e a scrivere queste parole. Complimenti ancora per tutto l’articolo e per tutto il giornale. Filiberto Martinetto |
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Spett. Assessore Odetti e caro direttore di Cose Nostre, a proposito di rifiuti differenziati, ai quali cerco nel modo migliore di adeguarmi, vorrei far presente due cose eclatanti: 1. la raccolta dei vestiti. Io vedo due contenitori: quello di Via Maria Teresa di Calcutta di fianco alla scuola, l’altro in via Audello, all’altezza di piazzale Borsellino. Tutti e due vengono forzati (da due signore?), estraggono in mezzo alla strada o sul maciapiede tutto il contenuto, scelgono quello che gli fa comodo e poi lasciano il resto in mezzo ai piedi dei passanti; non è certo un bel vedere. Oltre a questo lasciano pure lo sportello aperto. 2. Gli addetti alla raccolta dei rifiuti arrivano con il camion e, pur avendo già molto meno da fare (con importo da pagare per noi sempre uguale se non aumentato), se c’è qualche cosa che dà loro fastidio, lo buttano di lato senza degnarsi di rimetterlo a posto. Non si può far nulla? Lascio a voi giudicare e se possibile provvedere. Lettera con firma |
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Venerdì 17 giugno i bambini della Scuola dell’Infanzia "La Famiglia" hanno concluso l’anno scolastico con la recita intitolata:"Una festa per dire grazie" perché il linguaggio della riconoscenza non è mai fuori moda. Perché prima di essere un dovere è un valore che qualifica le relazioni tra le persone. Perché non dire grazie a chi ci dà un pezzo di pane, un fiore, un giocattolo? A chi ci insegna o ci aiuta a vivere con il suo amore, le sue cure, la sua tenerezza? Una festa per dire grazie, perché ringraziare è bello, perché siamo tutti interdipendenti gli uni dagli altri: il panettiere dal mugnaio, il mugnaio dal contadino, il contadino dalla terra, la terra dal cielo... Una festa per dire grazie per educare i bambini alla riconoscenza e a manifestarla con piccoli gesti che apriranno al sorriso i loro volti e il volto delle persone amate. Una festa per dire grazie ai genitori, ai nonni, agli amici... Grazie per il dono della vita, grazie a tutti coloro dai quali abbiamo ricevuto un regalo. Terminata la recita, come consuetudine, i bambini di cinque anni sono stati chiamati sul palco e hanno ricevuto il diploma e il cappello da laureato che simboleggia la fine di un primo ciclo di scuola. Noi insegnanti vogliamo augurare a questi bambini Buona Fortuna per la loro nuova esperienza scolastica. Inoltre desideriamo ringraziare vivamente i genitori che molto amorevolmente ci hanno aiutato per realizzare questo spettacolo (dai papà per il montaggio del palco e del telone per l’ombra, alle mamme per l’allestimento del cortile per aver fornito il rinfresco). Grazie di tutto. Le insegnanti
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Serata con gli alpini della Julia La sera del 16 luglio 2005 il gruppo alpini di Caselle ha ospitato per una cena ormai diventata abituale, gli alpini dell’operazione Domino, del 3° reggimento della Julia di stanza a Tolmezzo in provincia di Udine, (dove il sottoscritto ha passato un anno da alpino nel 1962). Alpini al comando del capitano Andrea Barzotto, ma anche quattro belle e brave ragazze alpine, che prestano servizio di vigilanza nell’aeroporto Sandro Pertini di Caselle-Torino. Presenti alla cena il comandante della stazione carabinieri di Caselle luogotenente Sini, il presidente della Sezione Alpini di Torino Chiosso con i vice presidenti Castello e Gatti, il presidente della Sezione di Susa, Giuliano e il vice presidente della sezione di Conegliano, Visentin. Ospite d’onore il vice comandante della Brigata Alpina Taurinense colonnello Biagini. Un momento emozionante della serata è stato quando il colonnello Biagini ha conferito i gradi a due neopromossi caporali. Alpino Aldo Merlo
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La voce della Pro Loco Con la biciclettata di domenica 31 luglio si sono concluse le iniziative della 1° edizione della manifestazione denominata "Piazze d’estate 2005". Grande è stata la partecipazione dei casellesi a tutti gli eventi organizzati: ed erano ben 42. Per questa grande partecipazione non posso far altro che ringraziare tutti i cittadini, anche a nome dell’Amministrazione Comunale e delle altre Associazioni del territorio che assieme a noi hanno curato l’organizzazione di questa manifestazione. Il mese di agosto ci è servito per preparare il Settembre Casellese 2005. Alla pagina 4 di questo giornale trovate il programma completo di questo Settembre Casellese. Da alcuni anni il nostro Settembre è sempre più bello e ricco di iniziative, che le tante associazioni casellesi in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, con grande impegno preparano. In questo spazio del giornale dedicato alla Pro Loco vi voglio ricordare le varie manifestazioni da noi organizzate per la festa patronale. Sabato 17 alle 19,30 al Palatenda del Prato Fiera il gruppo Giovani della Pro Loco, che fa capo a Daniela e Gianpiero Barra, ripeterà l’esperienza dello stand enogastronomico, esperienza ben riuscita nel 2004; il "Costina Party" (così lo chiamiamo noi) continuerà anche nelle sere di domenica 18 e lunedì 19 settembre, è possibile informarsi sul menù e prenotare al n° di telefono 339/82.45.576. Ad allietare queste 3 serate della festa patronale vi saranno delle grandi orchestre: sabato 17 dalle 21 Wilmer e la sua orchestra, domenica 18 Loris Gallo e la sua band e lunedì 19 l’orchestra spettacolo di Luca Frencia (sempre dalle ore 21 in poi). Martedì 20 settembre la scuola di ballo "Dance with me" dei maestri Francesco Fava e Rita Grumo, ci intratterrà prima e dopo lo spettacolo pirotecnico che (aerei permettendo) si svolgerà alle 23 circa. Tutte le serate danzanti sono ad ingresso gratuito. Martedì non ci sarà più lo stand gastronomico, funzionerà il bar con i panini, patatine e tante altre specialità culinarie. Ma la giornata che ci vedrà protagonisti sarà domenica 18 settembre. Inaugureremo la nostra nuova sede in via Madre Teresa di Calcutta, 55; si chiamerà Casa delle Associazioni e sarà intitolata al compianto Dott. Silvio Passera fondatore e 1° presidente della nostra Pro Loco e di "Cose Nostre" il giornale di Caselle. Per il nostro parroco, Don Claudio Giai Gischia, il 2005 è il 20° anno di presenza a Caselle e il 35° di ordinazione sacerdotale. Per 9 Associazioni casellesi il 2005 è l’anniversario di fondazione multiplo di 5. Per ricordare nel tempo tutto questo si è approntato un evento speciale e significativo al quale siete tutti invitati e del quale a pagina 2 trovate il programma completo; in caso di maltempo la manifestazione si terrà (mantenendo gli stessi orari indicati) presso il Palatenda del Prato Fiera, mentre l’inaugurazione della Casa delle Associazioni verrà rimandata ad altra data. Sempre a cura della Pro Loco sabato 1 ottobre alle 21 nel Palatenda del Prato Fiera, con brani e scenografie sempre nuove, potrete assistere al concerto gospel del gruppo "T.S.B. Gospel Choir". Mentre tutto questo avviene, la nostra macchina organizzativa sta preparando il 1° raduno camper. Qui a fianco trovate il volantino con il programma dei 3 giorni. L’invito è rivolto anche ai camperisti casellesi che vorremmo vedere in prima fila in piazza Falcone con il loro camper, assieme ai loro amici che con piacere accoglieremo da ogni parte d’Italia. La giornata di domenica 9 ottobre è ricchissima di avvenimenti: la chiameremo "Caselle a porte aperte". Oltre al 1° raduno camper alle ore 15,00 nel Baulino avrà luogo un concerto di musica folk a cura delle associazioni casellesi "Vivere il Verde" e "Babemalà". Dalle 9 alle 13 a Mappano e dalle 15 alle 18 a Caselle si svolgerà il 1° torneo della bandiera "Margherita di Savoia" a cura dell’ associazione Sbandieratori e Musici di Mappano; interverranno a questo torneo 14 gruppi di sbandieratori provenienti da ogni parte d’Italia. Non mancate: stiamo "lavorando" per voi, anche per noi però..., unicamente perché ci piace, perché questo è il nostro hobby. Gianni Frand Genisot
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1° Raduno Camper 7/8/9 ottobre 2005 Venerdì 7 ottobre 2005 -Nel pomeriggio primi arrivi e sistemazione in piazza Falcone (centro città) - Pomeriggio e cena liberi -Ore 21 serata danzante con orchestra al Palatenda del Prato Fiera -Spaghettata di mezzanotte al Palatenda del Prato Fiera Sabato 8 ottobre 2005 -Al mattino arrivo e sistemazione in piazza Falcone (centro città) -Tempo libero per visita alle mostre (pittura - storia aeronautica - fotografia) e acquisti nei negozi - Pranzo libero - Ore 15 partenza per visite guidate: a) Reggia di Venaria Reale (pullman gratuito) - Ingresso ¤ 3,00b)Castello, Parco di Agliè e Cantina dell’Erbaluce diCaluso (pullman gratuito) - Ingresso ¤ 8,00-Cena libera -Ore 20,45 partenza pullman (gratuito) per “Torino di notte” -Ore 21 serata danzante con orchestra al Palatenda del Prato Fiera -Spaghettata di mezzanotte al Palatenda del Prato Fiera Domenica 9 ottobre 2005 -Ore 9,30 Santa Messa in Santa Maria Assunta -Ore 10,30 visita guidata in Caselle T.se (centro storico e mostre) -ore 12,30 pranzo in compagnia con saluto delle autorità -Ore 15,30 Torneo Nazionale della bandiera: sbandieratori di Caselle e di molte altre città italiane. 15,00 € a persona - bambini fino a 12 anni gratisNota bene : dalle autostrade per raggiungere Caselle Torinese percorrere la tangenziale per l’aeroporto usufruendo dell’uscita 4.Per partecipare prenotare
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Il Settembre Casellese del Circolo Fotografico Le vacanze sono appena terminate e subito si è inghiottiti dallo spietato ingranaggio dei doveri e delle attività quotidiane. I dolci piaceri dell’ozio programmato, svaniscono così rapidamente da perdere la connotazione della realtà, ed assumere la caratteristica di un miraggio creatosi nelle torride giornate estive. Fortunatamente per noi fotografi, questo brusco risveglio è mitigato dall’approssimarsi degli eventi del Settembre Casellese; riusciamo a ritagliarci delle parentesi di monastica clausura per poter scegliere, lontani da qualsiasi ingerenza famigliare e professionale, le immagini che parteciperanno alle mostre ed alle proiezioni. Isolati dal resto del mondo, accarezziamo con lo sguardo gli istanti fissati sulle pellicole, ipotizzando la loro resa fotografica dopo la stampa e pregustando gli sguardi ammirati e stupiti di chi condividerà con noi la presentazione al mondo delle nostre creature. Saranno molte le immagini da presentare e quindi potremo prolungare questo nostro narcisistico piacere intellettuale a lungo, in modo che il risveglio alla realtà, sarà graduale ed estremamente poco invasivo. Domenica 18 settembre, sotto i portici di Palazzo Mosca, prenderanno vita le immagini che ci siamo divertiti a catturare nelle uscite di gruppo, sul tema della pubblicità ed il commercio. Lunedì 19 settembre, nella sede di via Madre Teresa di Calcutta 55, alle ore 21 inaugureremo la rassegna Silvio Passera 2005, che diventerà la vetrina della nostra migliore produzione a tema libero dell’anno, sotto forma di stampe e proiezione di diapositive. Venerdì 23 settembre chiuderemo la nostra manifestazione fotografica dedicata ai festeggiamenti della nostra Città, con la serata di proiezioni nel salone "Fratelli Cervi" di via Mazzini, alle ore 21, e la distribuzione degli omaggi tra coloro che avranno partecipato con il loro giudizio, a scegliere le immagini più interessanti della mostra presentata domenica 18 settembre. Un’occasione per tutti di gustare ottimi "bocconi"fotografici, che oltre a non influire sul totale calorico giornaliero permessoci da spietati tiranni, potrà far prolungare, anche solo per pochi attimi, quei magici momenti che la fine dell’estate, inesorabilmente, cancellerà dalla nostra quotidianità. Dino De Vecchi Programma delle attività •Domenica 18 settembre: Dalle ore 9 alle 18 sotto i portici di Palazzo Mosca in Piazza Boschiassi a Caselle inaugurazione della mostra fotografica patrocinata dalla F.I.A.F. dal titolo "Pubblicità e commercio", realizzata dai soci del circolo e abbinata alla manifestazione "Vota la foto" •Lunedì 19 settembre: Alle ore 21 nella sede del circolo inaugurazione della mostra "Rassegna Silvio Passera 2005" che rimarrà esposta fino alla fine di ottobre; a seguire proiezione collettiva dei soci. •Venerdì 23 settembre: Alle ore 21 nel salone Polifunzionale "Fratelli Cervi"di Via Mazzini a Caselle serata di proiezioni dei seguenti soci: Mario Ferrando con "Himalaya indiano - nel Ladakh:da Dely al Kardung La sino alla Nubra Valley", Antonio Sala con "Tanzania: dal Ruaha al Selus", Daniele Borgoni con "Un pomeriggio di giugno – Riccione 2004" e Silvia Sales con "Paris toujours". Nel corso della serata premiazione della manifestazione "Vota la foto". •Lunedì 26 settembre: Autore della serata Gabriele Bellomo che ci presenterà una proiezione dal titolo: "Marrakech express" •Lunedì 3 ottobre: Autore della serata Giovanni Coizza che ci presenterà una proiezione dal titolo "Valle d’Aosta -da Champorcher alla Val Veny" •Lunedì 10 ottobre: PHOTOMATCH - 1° Game - i giocatori devono portare 3 diapositive sul tema assegnato. |
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Torneo "Open città di Caselle" e tanto altro Quando leggerete queste righe, tempo permettendo, sarà già quasi arrivata alla sua conclusione la terza edizione del torneo "Open- Città di Caselle". Patrocinato ampiamente dall’amministrazione cittadina, l’appuntamento giocato sui campi del C’entro e del Tennis Club Caselle di via alle Fabbriche, è la gara più lauta e più importante che la storia tennistica casellese abbia conosciuto. Una storia che data dalla fine degli anni ’60 del secolo scorso e che ora ha potuto bearsi d’un appuntamento di cartello dotato di ben 5.000 ¤ di montepremi e che ha visto convenire nella nostra città un centinaio di atleti provenienti da molte regioni italiane.Il torneo s’è avvalso della presenza di alcuni protagonisti di elevata caratura che hanno fatto degna compagnia al "defending champion", il nostro Stefano Dolce, vincitore dell’edizione 2005 e ad Emanuele Sapio, che, con l’ottima prova disputata a Saluzzo, s’è guadagnato i punti per salire sicuramente a 2.4 nelle classiche nazionali. Erano presenti giocatori del calibro di Alberto Giraudo del T.C. Cordenons di Pordenone, che a dispetto della sua classifica italiana che lo vuole "solo" giocatore di seconda categoria, fascia 2, è ormai presenza abituale nei tornei internazionali Futures e Challenger ATP , o di Ivano Rolando ex n° 19 d’Italia; in campo femminile spiccavano le presenze di Vittoria Maglio e Alice Moroni, una ragazzina lombarda di soli 14 anni che con le sue coetanee non si diverte proprio a giocare e già vince e compete a livello professionistico. Ovviamente c’era anche la nostra Cristina Dolce, colei che l’anno scorso di questi tempi sembrava destinata a scendere in terza categoria e che ora pare proiettata verso i vertici della serie B. In estate Cri ha vinto un torneo Open a Trento ed ha giocato così bene che i dirigenti del club trentino le hanno proposto un contratto professionistico assai allettante. Nella prossima stagione, seppur a malincuore "Sweettina" difenderà altri colori, anche se Cri-Cri rimarrà pur sempre nostra, visto che la dirigenza del T.C. Trento, riconoscendo l’ottimo lavoro fatto dallo staff tecnico del T.C. Caselle sulla giocatrice sanmauriziese, ha deciso che non solo la Dolce dovrà continuare ad allenarsi sui nostri campi, ma ha incluso nel pacchetto del contratto il pagamento da parte trentina di tutti gli allenamenti che Cristina dovrà svolgere presso il nostro tennis club. Il vuoto che Cristina lascia nella formazione nostrana di serie C verrà in parte colmato dall’arrivo della forte tennista romena Sorina Raicu, una 2.7 che fino all’anno scorso ha difeso i colori del T.C. Monviso, club di Grugliasco da cui proviene anche Andrea Camoletto un giocatore 3.3 di Volpiano dall’enorme potenziale ancora inespresso. Detto dei giocatori e delle giocatrici d’elevato livello (dei risultati dell’Open, chiusosi con la finale giocata sabato 17 settembre, daremo conto nel numero d’ottobre), occorre anche dire qualcosa a proposito dell’attività più spicciola. Se i corsi della scuola tennis ripartiranno a ridosso dell’ultima settimana di settembre (info: 011/9962141) sia per i ragazzi che per gli adulti, ha preso il via il nostro torneo sociale, il grande campionato casellese che vede al via gare di singolare maschile, femminile e di doppio alla baraonda. Il torneo ha in lizza tutti i nostri giocatori più forti di quarta categoria, quelli che domenica 11 settembre sono andati a giocarsi l’accesso al campionato federale di divisione regionale D 1 alla Canottieri Tanaro di Alessandria. Anche di questo evento daremo conto nel prossimo numero. Nel numero di ottobre ci sarà anche spazio per raccontarvi che cosa abbiamo approntato per gli atleti diversamente abili. I nostri campi dal 28 di settembre al 2 di ottobre ospiteranno l’edizione 2005 dei campionati piemontesi di tennis in carrozzina e nel week end attorno al 9 di ottobre si terrà una stage comprendente un aggiornamento riservato agli insegnanti di tennis e un torneo dedicato ai disabili mentali che vedrà la partecipazione del coach argentino, responsabile azzurro, Daniel Sampayo. Ma questi sono argomenti che meritano una trattazione diversa e più articolata: ne riparleremo più avanti. Elis
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C’entro Siamo tornati! Il C’entro ha riaperto i battenti, ha ripreso in pieno tutte le sue attività e ha davanti una stagione ricca di novità e di sorprese che, a sentire le voci che girano, sembrano non finire. Si riparte, magari un po’ appesantiti dalle ferie e magari con qualche chiletto di troppo ma poco importa, istruttori e estetiste del C’entro sono a completa disposizione per il "restauro" di inizio autunno. Per chi invece volesse continuare a rilassarsi bagno turco e sauna sono le scelte più azzeccate, senza tralasciare il solarium, utilissimo per trattenere ancora un po’ l’abbronzatura delle calde spiagge italiane e, perché no, per sentirsi più belli. In palestra i corsi sono ripresi a pieno regime, anche in virtù della "settimana degli eventi" che dal 10 settembre al 16 ogni giorno ha proposto un’attività diversa, sapendo coinvolgere casellesi di tutte le età. Molto hanno preso i nuovissimi corsi musicali e il fatto che quest’anno si potrà persino scegliere tra roba come la danza del ventre e cose meno romantiche come la kick boxe. Chi volesse può optare però per la danza del… mentre: mentre gli altri lavorano e si sfiancano fisicamente, io me ne sto tra il bar e il ristorante e di qua qualcosa di buono passa di sicuro. Rafa è tornato a deliziare i nostri palati con ottime pizze, mentre dalla cucina ogni giorno è ripreso a salire angelico il profumo dei piatti di mare. E, per dire, se uno ha sete ? Lì uno fa davvero fatica a resistere alle tentazioni dei "dream barmen" Paolo, Dario, Mauro & company. Solo svaghi in questo periodo? A giudicare da come se le danno nel nuovo campo da beach volley, non direi proprio. Le tenzoni durano sino ad ora tarda, visto che il campo è illuminato e in più mi dicono che sta per cominciare un gran bel torneo. E il calcio? Tra la Filmar che si allena e gioca sul nostro campo a 11, un pezzo del "reality" mappanese che verrà vissuto dai ragazzi di Petrone nel nostro impianto e le sfide amichevoli, riusciamo a sopravvivere alla fase di stallo delle nostre attività ufficiali di calcio a 5 e calciotto. Ma con il "Memorial Ala – Cidda" in pieno svolgimento ogni venerdì siamo già ritornati a respirare aria di agonismo. Infatti, non resta che comporre i calendari delle due nuove edizioni invernali dei tornei di calcetto e calciotto over 30, attendere con impazienza il 3 ottobre, data di inizio dei campionati, e tutto, voilà, ritornerà come sempre. E anche uno come me, che al C’entro ci vive, toccherà parcheggiare di nuovo al Port dij Gai: oh, quando questi riprendono a giocare a calcio mi capitasse mai di trovare un parcheggio vicino! Che sia perché al C’entro ci si diverte che c’è tutta ’sta gente qui? Manuel Desiderio
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Al via la nuova stagione calcistica casellese Dopo la bufera torna il sereno in casa Caselle Calcio. Nelle scorse settimane, dopo l’inizio della preparazione della squadra, si erano diffuse voci alquanto preoccupate di una possibile rivoluzione societaria. La tensione era sfociata nell’annullamento del torneo amichevole che la prima squadra del Caselle, quest’anno impegnata nel campionato di prima categoria, avrebbe dovuto giocare sui campi di via alle Fabbriche come primo impegno della nuova stagione. Per qualche giorno è circolata anche la voce che il presidente rossonero, Rossano Pavanello, potesse lasciare il timone del club. Un’ipotesi che, dopo un lungo faccia a faccia tra giocatori e dirigenti, è stata esclusa. "Si è trattato di un lungo chiarimento – spiegano dal club rossonero – cose che accadono normalmente in una società di calcio. Pavanello resta il presidente del Caselle Calcio". In panchina, per quanto riguarda la prima squadra, è stato confermato Virardi, nonostante le polemiche che lo avevano accompagnato proprio nelle ultime fasi della preparazione. Dopo la bufera, quindi, torna il sereno ed è già ora di fare sul serio. Domenica 11, infatti, è iniziato il campionato di prima categoria. Il Caselle è stato inserito nel girone ormai "consueto" per questa categoria, quest’anno formato da formazioni canavesane ma anche da diverse squadre storiche di Torino. Tra le tante vanno segnalate le neo-retrocesse Vanchiglia e Olympic Collegno, che sicuramente cercheranno di risalire subito in Promozione come il Caselle, e il Pozzomaina, formazione storica che con il Barcanova Salus e il Filadelfia ha sicuramente ottime possibilità di insidiare le posizioni che contano. Da non dimenticare, ovviamente, il Leinì Lombardore, formazione confezionata apposta per tentare il salto di categoria che il Caselle affronterà, ironia del calendario, all’ultimissima giornata di campionato. Le ostiche avversarie dei rossoneri saranno quindi: Ardor San Francesco, Carrara 90, Barcanova Salus, Pozzomaina, Leinì Lombardore, Eureka Settimo, San Donato, Filadelfia, Pertusa Biglieri, Pianezza, La Salle, San Maurizio Robassomero, Olympic Collegno, Vanchiglia, Italia 1861. Questo, invece, il calendario che attende il Caselle Calcio: -11 settembre: Pozzomaina-Caselle -18 settembre: Caselle-Pertusa Biglieri -25 settembre: Carrara 90-Caselle -2 ottobre: Caselle-La Salle -9 ottobre: Olympic Collegno-Caselle -16 ottobre: Caselle-San Maurizio -23 ottobre: Pianezza-Caselle -30 ottobre: Caselle-Ardor San Francesco -6 novembre: Filadelfia-Caselle -13 novembre: Caselle-Barcanova Salus -20 novembre: Vanchiglia-Caselle -27 novembre: Eureka Settimo-Caselle -4 dicembre: Caselle-Italia 1861 -11 dicembre: San Donato-Caselle -18 dicembre: Caselle-Leinì Lombardore. Il girone di ritorno inizierà a fine gennaio. Alessandro Previati
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Bilancio di fine estate Devo purtroppo ripetere quello che ho già scritto sull’ultimo numero di Cose Nostre; che quest’anno i risultati non sono arrivati come tutti noi speravamo. Non è certamente mai venuto meno l’impegno, sia dei giocatori sia dei componenti il Direttivo, ma le soddisfazioni dello scorso anno purtroppo non ci sono state date. I nostri portacolori hanno partecipato a tutte le selezioni sia regionali sia nazionali ma con scarsa fortuna. Speriamo che questo finale di stagione ci riservi qualche cosa di bello. Per quanto concerne, invece, il calendario delle manifestazioni future (Settembre Casellese 2005) occorre urgentemente affermare che quest’anno è stato stravolto causa la concomitanza con altre gare regionali o nazionali. Si tratta principalmente di due grosse ed importanti gare. La prima è una gara regionale a coppie di categoria "B"; la seconda invece è la fase finale, della Coppa Italia per Società che si svolgerà presso il Bocciodromo "La Nuova Lucciola" diCarignano e che ci vedrà impegnati. Il nostro calendario è invece il seguente: -domenica 18/09, alle ore 14.00, inizio gironi della gara, a coppie, alla baraonda che terminerà martedì 20/09; -lunedì 19/09, con inizio alle ore 8.30, quarto Memorial"Adriano Fiorio". Una pool per 16 formazioni con quadrette A, B, C, C; -martedì 20/09 completamento gironi e finale della gara a coppie alla baraonda; -mercoledì 21/09, alle ore 14.00, gara a coppie alla baraonda per pensionati. A seguire tra fine settembre e inizio ottobre (data da definire) il Campionato Sociale Individuale. Come ho detto all’inizio speriamo tanto tutti che arrivino ancora grossi risultati ai quali eravamo "ormai" abituati. E. Pavanati
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