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Gennaio 2005

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Pagina 1

"Slow Life" a tutti

L’agenda nuova era lì sulla scrivania. E non l’avevo neppure aperta.

Sì, guardandola in modo distratto, m’ero chiesto ancora una volta di che cosa si sarebbero riempite tutte quelle pagine bianche: che cosa il nuovo ci avrebbe portato.

Una sorta di gioco vano che faccio da sempre, mi porta a sfogliare il libro vuoto dell’anno che va a cominciare, immaginando quanto e come i dodici mesi riusciranno nuovamente a stupirmi.

Quali pagine si andranno a collocare gioie e dolori ?

E soprattutto, di quali località l’irrazionalità degli eventi ci farà scoprire l’esistenza ?

Beslan per i primi otto mesi del 2004 non era neppure un posto. Se ne stava nascosto in un paese che porta un nome improbabile da operetta: chi conosceva l’Ossezia e Beslan?

Poi, d’improvviso la bestia s’è svegliata e le pagine di fine estate si sono sporcate di sangue.

Com’era accaduto per Vukovar, per Banja Luka, nomi che hanno grondato ma che sono stati ormai dimenticati e ingoiati da altre agende, da altri luoghi e altri anni.

Perfino una tragedia immane e perpetua come quella di Cernobyl fa fatica a rimanere nella memoria.

Nuovi posti arrivano insieme a nuovi giorni, e a volte sembra che il destino si diverta a portare a galla luoghi dove per secoli anche il niente ha fatto fatica ad accadere.

Già, il destino.

Quante volte è stato tirato in ballo nell’ultimo mese.

Nei giorni che dovevano segnare per il mondo cristiano solo serenità, la violenza della natura s’è manifestata in maniera inusitata ed apocalittica.

Lo tsunami ha riempito le nostre ore, svuotato i nostri cuori: forse mai nella storia dell’uomo una catastrofe era stata documentata in tutta la sua tremenda forza distruttiva, entrando nelle nostre case e colpendo così forte allo stomaco.

Il paradiso "finanziabile anche in comode rate" delle Maldive e dell’Indonesia è diventato inferno.

Mille storie si sono intrecciate e l’Uomo Moderno, elettronico e computerizzato, s’è trovato nudo di fronte all’imponderabile e all’ineluttabile. Il "tutto possibile", che pareva assodato e certo nella nostra "civiltà superiore", è stato spazzato via e non c’è stato spazio che per il vuoto assoluto: noi, ricchi mendìchi a ringraziare l’aiuto dei veri mendicanti; noi sconosciuti e irriconoscibili davanti all’ignoto.

Abituati ad avere sempre una spiegazione, non ci sembrava possibile arrenderci al silenzio consequenziale ai nostri tanti perché.

Arresi, abbiamo rispolverato il destino.

Lo stesso accampato per quei poveri che hanno visto la loro vita chiudersi a Crevalcore, un posto che per noi è solo una via dalle parti di corso Grosseto: c’era la nebbia: meglio prendere il treno, molto più sicuro dell’auto in giornatacce emiliane così...

Ma qui forse è un’altra storia e il destino c’entra davvero poco.

E non c’è neppure da chiedersi se Dio stia troppe volte girato dall’altra parte.

Spesso le pagine delle agende si riempiono d’orrori perché questi non sono altro che la logica conseguenza di realtà che qualcuno ha volutamente ignorato, come se causa ed effetto fossero disgiunti.

È che purtroppo non esistono neppure più le provvide sventure: domani è sempre un altro giorno e rimbalza dagli schermi: già sulle spiagge che hanno conosciuto morte e devastazione gli uomini "civili" hanno fatto riaprire gli ombrelloni: the show must go on e i locali hanno dovuto ricacciare il dolore per provare a tornare a vivere.

Questi anni veloci che tutto paiono ingoiare, che ruminano le macerie dell’avere e ci fanno dimenticare quanto più importante sia l’essere, inghiottiranno nuovi giorni e nuove pagine d’agenda.

Il prossimo anno però mi piacerebbe ci ritrovassimo tutti qui, a dirci che questa follia s’è placata, e che, "ognuno nel suo particulare" – almeno in questo –, ci si è riappropriati del tempo e delle cose.

Quelle piccole e che sanno di buono. Quelle scontate e che perciò non finiscono mai nelle agende: un sorriso, una carezza; rallentando un po’ questo vortice di vita che troppo ci avviluppa e che ci porta a vivere in accelerazione costante.

Un augurio per questo 2005? "Slow life" a tutti: che si possa tornare tutti ad una vita meno isterica ed epilettica, capaci di riassaporare il gusto che ha un mattino e quello che portano con sé le stagioni.

Perché è vero che si può morire a Phi Phi Island in una vacanza "mordi e fuggi", ma farlo morendo tutti i giorni un po’, senza capire chi siamo e chi ci sta accanto, dove ci stanno portando, è sorte ancora peggiore.

Che l’agenda 2005 vi sia lieve: possano le restanti 345 pagine ospitare solo cose lente e belle.

Buon anno!

Elis Calegari

Festa per Enrica Baldi Borsello

Domenica 19 dicembre, nella Sala Consiliare di Palazzo Mosca, s’è tenuta la cerimonia di premiazione del "Casellese dell’anno".

Com’è noto e anticipato nello scorso numero di "Cose Nostre", la speciale giuria ha inteso consegnare il prestigioso riconoscimento 2004 ad Enrica Baldi Borsello, la direttrice della corale di Mappano.

Giunto alla sua quarta edizione, il premio che nel 2001 all’esordio era andato a Giovanni Verderone, un anno dopo a Gianni Rigodanza e nel 2003 a Filiberto Martinetto, in quest’occasione, non solo è andato ad onorare la prima donna della sua giovane storia, ma anche un’esponente proveniente dal cuore della frazione mappanese.

Articolo a pag. 3

Le Associazioni casellesi hanno una nuova casa

 

Da lunedì 10 gennaio l’Associazione Turistica Pro Loco, il Giornale "Cose Nostre", il Circolo Fotografico, il Circolo Filatelico, l’Associazione Storia Aeronautica (ASA 2000), il Bonsai Club, l’Associazione Provinciale Allevatori (APA), il Gruppo Teatrale "I Fuoriscena", il Caselle Volley, la Società Pescatori Sportivi Casellesi, l’Associazione Sportiva "Gioco & Sport Roller Skates" hanno iniziato la loro attività nella nuova sede in via Madre Teresa di Calcutta 55, angolo via Vernone (di fianco al Maxistore Dimeglio).

Articolo a pag. 15

 

Pagina 2

L'Occidente e lo Tsunami:

Si sono accesi i riflettori su una delle zone più povere del mondo.

La tragedia che ha concluso un anno già drammatico, sta mostrando ogni giorno di più tutto il suo carico di morte e distruzione, portando alla ribalta l’atroce realtà: si calcola che la cifra finale dei decessi potrà raggiungere il numero di circa 160.000/170.000 unità, in buona percentuale bambini.

All’orrore della devastazione causata dalla natura, si aggiunge l’orrore dell’uomo: sono pedofili e stupratori l’ultimo incubo per i sopravvissuti del maremoto nel sudest asiatico. La polizia indonesiana ha aperto un’inchiesta su un possibile traffico di bambini, dopo le tante denunce, secondo le quali minori che erano stati visti in salvo dopo l’onda anomala che si è abbattuta sul Paese, sarebbero poi spariti nel nulla. A tracciare un primo scenario è il Segretario generale dell’Onu, Kofi Annan, che in un’intervista dichiara: "È il peggior disastro che abbiamo mai affrontato; per la ricostruzione ci vorranno dai cinque ai dieci anni".

In effetti sono avvenuti altri disastri ambientali di questa intensità: i due più recenti, in aree relativamente limitrofe alle attuali; precisamente nel luglio ’76, in Cina, un terremoto provocò 242.000 vittime e nel maggio del ’91, in Bangladesh, dopo un’alluvione, si contarono 300.000 morti.

Sinceramente se non avessi fatto la ricerca, pur avendone un vago ricordo, non sarei stato in grado di indicarne il tempo né la gravità.

Questo dimostra che la percezione di un evento, sebbene molto tragico, tende a sfumare nella nostra memoria, soprattutto se non ne siamo coinvolti in qualche modo. Anche ora, i media continueranno a dare risalto alla tragedia, almeno finché tutti i turisti saranno rientrati dal "Paradiso per pochi", divenuto "Inferno per tutti".

I "bianchi" stanno rientrando accolti tra i microfoni: gli psicologi li aiuteranno a superare il trauma di una vacanza interrotta violentemente, in qualche caso anche la perdita di una persona cara, ma per chi resta sul posto sarà possibile ricominciare a vivere, seppure nella loro storica povertà?

Nessun giornale ha pubblicato dati su quanto guadagnano i lavoratori della Nike o quelli della Reebok; i contadini che si spezzano in due per coltivare il riso; nessuno a quanto ammonta il salario dei lavoratori del turismo, o con quanto riuscivano a vivere le migliaia di pescatori che sono affogati con i loro figli nelle squallide baracche, vicine al mare, baracche che i turisti giudicano "caratteristiche" e fotografano in abbondanza per far vedere al ritorno agli amici come sono poveri, ma felici gli abitanti. Purtroppo la povertà e lo sfruttamento di quelle persone è dimenticata a maggior gloria di vacanze mordi e fuggi. Quanto vale una vita umana? Dipende dal passaporto; se di uno Stato dell’Unione Europea o degli Stati Uniti, si parla di vite strappate e hanno un altissimo valore e corre l’obbligo dell’aiuto prioritario, del cordoglio umano e sociale. Se invece non hanno nemmeno il denaro per un documento d’identità, non esistono: sono soltanto cadaveri da bruciare per evitare il pericolo d’epidemie.

Fra poco forse la fame e la dissenteria torneranno abitudine costante di quelle popolazioni, alleviati soltanto da aiuti silenziosi di operatori umanitari. Eppure si racconta di superstiti locali che hanno saputo dare ai ricchi occidentali, aiuto, sostegno, forza e speranza, loro che per primi mancano delle ricchezze materiali da noi considerate essenziali.

La "gara della solidarietà" che si è messa in moto, ancora prima della fine dell’anno, dimostra almeno due cose, tra loro assai differenti: la prima è che le persone, i cittadini, l’umanità mostrano in occasioni sciagurate come queste, una generosità inaspettata. Saranno magari anche gesti facili che non impegnano più di tanto, ma sono spontanei e segno di una solidarietà di questi tempi non scontata; la seconda riguarda i governi e le multinazionali e la capacità che hanno costoro di trasformare tutto in sterco. All’inizio, il presidente U.S.A. George W. Bush ha annunciato fiero un’offerta di 15 milioni di dollari (11 milioni di euro). Dopo l’accusa di tirchieria, ha allargato i cordoni della borsa fino a un prodigo gruzzoletto di 35 milioni di dollari (27 milioni di euro). L’Iraq costa agli Stati uniti tra i 200 e i 300 milioni di dollari al giorno! La generosità della Casa Bianca, il suo compassionevole conservatorismo, stanziava perciò l’equivalente del costo di tre ore di occupazione dell’Iraq. Ma le polemiche non si placavano e così Bush ha rilanciato : "Stavolta non bado a spese" fino a 350 milioni di dollari: poco più di un giorno d’occupazione.

Non è il solo paragone scandaloso. La stessa straordinaria generosità emana dalle grandi corporations.

La Coca Cola offre 10 milioni di dollari: vale la pena ricordare che nel 2003 il suo utile lordo è stato di 5,5 miliardi di dollari (ha cioè regalato meno dello 0,2 % del suo utile).

Il colosso farmaceutico Pfizer (che produce tra l’altro il Viagra) regala 10 milioni di dollari cash e 25 in medicine, ma il suo utile netto è stato nel 2003 di 3,9 miliardi di dollari e nel 2004 è cresciuto. La lista delle elemosine è lunghissima, ma due esempi sono illuminanti: la Nike ha regalato ben un milione di dollari, una prodigalità quasi insensata per una corporation che nel 2004 ha dichiarato utili operativi per 1,6 miliardi di dollari, non solo, ma che questi utili li ricava in gran parte dal lavoro dei suoi operai e delle sue operaie thailandesi che lo tsunami ha falcidiato nei giorni scorsi.

Anche La General Electrics ha offerto munifica un milione di dollari: azienda che nel 2003 ha avuto un utile netto di 16 miliardi di dollari, cioè in questi giorni ha regalato un sedicimillesimo del suo reddito. Come se uno di noi, che guadagna sedicimila euro netti l’anno, avesse dato in aiuto solo un euro, con il famoso SMS, provocando anche, come saprete, la polemica tra la Croce Rossa e la Protezione Civile per spartirsene la gestione.

Ernesto Scalco

L'amministrazione comunale si mobilita

Anche la Città di Caselle T.se non può rimanere insensibile a quanto è avvenuto nelle Regioni del Sud-Est asiatico a seguito del maremoto che ha colpito l’intera zona dell’Oceano Indiano domenica 26 dicembre scorsa.

Lo "tsunami" (questo è il termine ormai tristemente noto con il quale si identifica il fenomeno) ha causato decine di migliaia di morti accertati ed un numero imprecisato, ma comunque enorme, di dispersi.

Numerose sono le Associazioni, i gruppi e tanti i cittadini che si sono prodigati in queste settimane in raccolte fondi.

Anche l’Amministrazione Comunale al completo (Maggioranza e Opposizione, senza distinzioni) si sta attivando per portare il proprio contributo per la ricostruzione alle popolazioni così duramente provate.

Un primo, limitato, stanziamento di ¤ 1000,00 è già stato fatto in forma d’urgenza nei giorni immediatamente seguenti la catastrofe. Poca cosa se confrontata con l’entità della distruzione, ma si tratta di un primo passo al quale ne seguiranno altri a seguito di alcuni incontri tra i rappresentanti consiliari durante i quali verranno prese le decisioni da attuare in tal senso. Un’attenzione, pertanto, che non si esaurisce con il primo intervento di emergenza, ma che proseguirà con azioni più significative. Successivamente verranno date maggiori informazioni in merito.

Un dovere: contribuire generosamente

"Invito tutti i credenti e gli uomini di buona volontà a contribuire generosamente a questa grande opera di solidarietà verso popolazioni già duramente provate ed esposte ora al rischio di epidemie". Questo è l’appello che il Papa ha lanciato, associandosi agli appelli provenienti da ogni parte del mondo.

Un appello a favore di quei poveri sopravvissuti, costretti a restare nelle loro terre martoriate. Per loro, al sottosviluppo e alle varie forme di arretratezza, si è aggiunta questa catastrofe che taglierebbe le gambe anche a popolazioni molto sviluppate.

Già subito nelle prime ore dopo il cataclisma sono partite indicazioni e proposte: numeri di c/c, sms, associazioni private e pubbliche... Canali diversi per convogliare segni concreti di disponibilità e di condivisione, giungendo a mettere insieme anche delle cifre considerevoli.

Di fronte a questa situazione (come a diverse altre nel passato) più di uno obietta: "Ma ciò che offro, giungerà a destinazione o si fermerà per strada?" Più di una persona si è posta (e mi ha posto) una domanda simile.

La fiducia è una cosa seria, ed è vero. Come è altrettanto vero che chi abusa della disponibilità dei donatori compie un gesto abominevole.

Questo non significa però arrivare a rifiutare l’aiuto con la scusa:"Tanto gli aiuti non arrivano a destinazione". Significa invece scegliere organizzazioni e persone che ci ispirano fiducia. E condividere, sentendoci "come una unica dolente famiglia che piange la morte di tantissime persone e la distruzione di intere comunità". È questa l’unica vera, solida motivazione che ci può spingere ad una solidarietà concreta e costante, non solo occasionale. Una solidarietà non suscitata solo da queste circostanze tristi, ma che diventa una mentalità, perché, purtroppo, non mancheranno mai le persone in difficoltà che si aspettano un aiuto... ed è un loro diritto riceverlo!

Formarsi una mentalità solidale: dovrebbe essere il primo frutto di queste terribili vicende.Quali strade seguire, poi, per realizzarla e viverla, sta alla coscienza di ciascuno di noi.

Don Claudio

Pagina 3 - PRIMO PIANO

Festa per Enrica Baldi Borsello

Domenica 19 dicembre, nella Sala Consiliare di Palazzo Mosca, s’è tenuta la cerimonia di premiazione del "Casellese dell’anno".

Com’è noto e anticipato nello scorso numero di "Cose Nostre", la speciale giuria ha inteso consegnare il prestigioso riconoscimento 2004 ad Enrica Baldi Borsello, la direttrice della corale di Mappano.

Giunto alla sua quarta edizione, il premio che nel 2001 all’esordio era andato a Giovanni Verderone, un anno dopo a Gianni Rigodanza e nel 2003 a Filiberto Martinetto, in quest’occasione, non solo è andato ad onorare la prima donna della sua giovane storia, ma anche un’esponente proveniente dal cuore della frazione mappanese.

Ma sarebbe riduttivo pensare che Enrica Baldi Borsello sia stata scelta e poi premiata soltanto perché donna e perché mappanese.

No, Enrica Baldi Borsello ha meritato l’ambito riconoscimento in virtù d’una vita esemplare vissuta sempre a fianco dell’associazionismo, mettendosi al servizio della comunità.

Insieme al marito Franco, noto ingegnere e progettista, Enrica Baldi è stata una delle prime figure a cercare, quasi trent’anni fa, di vivificare ed unire un territorio condiviso da ben cinque comuni ( Caselle, Borgaro, Leinì e per piccole porzioni anche da Torino e Settimo...) e vittima dell’estemporaneità costruttiva e sociale, dalla vita scandita più dai ritmi d’un dormitorio che da quelli d’un vero borgo.

Grazie all’opera di gente come Enrica Baldi nel corso degli anni il tessuto di Mappano s’è però modificato, tanto da darle un’identità e una dignità propria: non più una landa di frontiera troppo periferia di città per essere paese, troppo paese per essere il possibile inizio della città.

Per anni è stata venduta come grande ricchezza della frazione la linea urbana "46" dell’ATM, una sorta di cordone ombelicale che la legava al resto del mondo. Oggi, per fortuna, non è più così: la comunità di Mappano è ricca e vitale e ha un valore intrinseco; pur essendo venuta su con criteri costruttivi più appartenenti ad un puzzle che ad un vero progetto organico, la frazione ora appare meno "collage" d’un tempo. Ma è sul piano umano che molta Mappano è cambiata.

Sì, è vero esistono alcune sacche che ancora la penalizzano, ma le associazioni godono d’un attivismo e una partecipazione con pochi eguali: ogni avvenimento è vissuto con la forza della consapevolezza e con il compiacimento d’aver contribuito alla realizzazione di qualcosa d’importante. La "festa delle regioni", inserita nel maggio mappanese, è esempio massimo dell’integrazione e della voglia di vivere insieme. A Mappano.

Ma quanta strada s’è fatta!

Vent’anni fa l’idea di Enrica Baldi Borsello di mettere su una corale pareva ai più una fuga in avanti, una lieta pazzia che non qualcosa destinato ad unire, lasciando un segno profondo.

Invece, aveva ragione lei. Aveva ragione Enrica Baldi.

Con lei quella specie di Fontamara che era Mappano negli anni ’60 è approdata con dignità grande e nuova ad Assisi, a Mentone, a portare un messaggio importante: anche un posto di risulta, un’espressione geografica approssimata, ha cuore e gente per costruire una storia.

Di questa storia Enrica Baldi Borsello ne è parte: unendo le voci ha contribuito ad unire un paese che paese per gli altri non era.

Ecco perché ha meritato e merita il titolo di "casellese dell’anno 2004".

A consegnarle la medaglia, opera di Enrico ed Ennio Pavanati, c’erano sugli scranni consiliari il sindaco Giuseppe Marsaglia, l’assessore Massimiliano Bertini, il consigliere Luca Baracco, il presidente del C.I.M. Antonio Zappia, il presidente della Pro Loco Gianni Frand Genisot e il direttore di "Cose Nostre" e tutti hanno voluto sottolineare quanto e come Enrica Baldi Borsello fosse degna di fregiarsi del premio.

Elis Calegari

Perché Matteo no

Una petizione sottoscritta da quasi 200 persone aveva avanzato la candidatura a "casellese dell’anno" per Matteo Jacovelli.

Chi sia Matteo Jacovelli è persino superfluo spiegarlo ai casellesi.

Matteo ha superato il destino amaro che la vita ad un certo punto gli ha riservato mettendosi al servizio degli altri e davvero sono poche le associazioni che non hanno conosciuto la sua opera.

Detto questo, diventa davvero difficile spiegare le ragioni d’un no. Si rischia di dire delle banalità.

Comunque, visto che erano in tanti a chiedere una risposta bisogna provare a darla.

Il premio "casellese dell’anno" non è un concorso e, per regolamento, vale solo quanto deciso dalla giuria designata. Le petizioni, in questo caso, non valgono.

Anche perché creerebbero precedenti.

Non è certamente il caso di Matteo che apprezzo e stimo, ma: e se domani arrivasse qualcuno – senza titolo e merito – forte di cinquemila firme comprate?

È un paradosso e la risposta va da sé ed è anche per questo che la "voce del popolo" non ha avuto l’esito che i firmatari si attendevano.

Matteo Jacovelli è stato comunque inserito nel novero dei papabili e poi, come tutti gli altri candidati, è stato posto al giudizio dei giurati. Che hanno scelto.

E non si tratta del solito "magna magna" o del premiare uno dei "soliti noti".

Matteo merita di sicuro un altro tipo di premio che oltre al cuore qualcuno potrebbe dare.

Premiare chi muto, "uso obbedir tacendo", si mette al servizio degli altri, dovrebbe rinverdire quanto faceva la nostra unica banca quando ero bambino, dando ai meritevoli "Il premio della bontà": e di Matteo Jacovelli scopriremmo così che ve n’è più d’uno.

Il premio per il "casellese dell’anno", per sua natura, è però cosa diversa.

Ed è per questo che un uomo buono e mite come Matteo non ha ricevuto un premio che pensava di meritare.

Anche se a chiederlo erano in parecchi.

Elis Calegari

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Pagina 4 - attualità

Problema viabilità

Dopo un periodo di prevenzione, più severità nel 2005

Il Sindaco: Chiedo più rispetto per il codice stradale, senza dover arrivare alla "tolleranza zero"

Dichiarazioni apparse su alcuni organi di stampa hanno allarmato la cittadinanza, per questo motivo abbiamo inteso rivolgere alcune domande a Giuseppe Marsaglia, sindaco di Caselle riguardo alla sicurezza e alla viabilità della nostra città.

Sindaco, per quale ragione ha deciso che da quest’anno a Caselle i vigili applicheranno la linea della "tolleranza zero"?

"Come già più volte ribadito, dopo un periodo di prevenzione che non ha sortito gli effetti desiderati, si è ritenuto opportuno, nel rispetto di chi agisce seguendo le regole, operare con maggior severità senza comunque arrivare alla tolleranza zero".

Qual è la sua opinione sui recenti atti di vandalismo che hanno visto come protagonista Caselle nelle scuole, in piazza, sulla facciata della chiesa?

"Purtroppo non è un fenomeno che riguarda solo la nostra città, tuttavia per risolvere tale problematica, ci stiamo attivando per un servizio di vigilanza che preveda una autovettura che percorrerà le vie della frazione e del concentrico munita di telecamera a bordo, che registrerà le violazioni del codice della strada ed osserverà in particolare le aree più a rischio . Il servizio sarà svolto per le 24 ore giornaliere ad intervalli che stabilirà il Comando di Polizia Municipale."

Stanno proseguendo i lavori vicino alla nuova stazione, ma in alcuni punti manca la segnaletica verticale ed orizzontale, come si devono comportare i cittadini?

"Stiamo provvedendo a posizionare una segnaletica provvisoria, e nel più breve tempo possibile sarà operativo un impianto di illuminazione per alleviare i disagi che attualmente gravano in zona".

Quali saranno le principali iniziative dell’Amministrazione durante il nuovo anno?

"Intendiamo attivarci su diversi fronti, però mi impegno a trasmettere a questo giornale un elenco puntuale degli interventi futuri non appena approvato il bilancio di previsione 2005. Non solo per avere la certezza di non promettere ciò che non si riesce a realizzare, ma anche nel rispetto dei Consiglieri Comunali, i quali con me discutono e discuteranno le opere future del nostro Comune."

Mara Milanesio

Il comandante dei "civich": "miglioriamo la convivenza"

La polizia urbana impegnata su più fronti

Occorre però sanzionare chi non rispetta le regole

Il dott. Alessandro Teppa è il comandante dei Vigili Urbani di Caselle, e questo è un ruolo non facile. Non è facile in una Città che conta quasi 17.000 abitanti, con tre zone ben distinte e fare tutto questo questo contando su un numero di collaboratori inferiore al dovuto. Nonostante questo è riuscito ad ottenere ottimi risultati del 2004. Il dott. Teppa esordisce ringraziando il lavoro dei suoi collaboratori che gli hanno consentito di incrementare la sicurezza, mantenendo il trend iniziato negli anni passati. Trend che si può evidenziare adeguatamente tramite poche cifre scelte a caso. Nello scorso anno ci sono stati ben 60 sequestri di auto (poco più di uno a settimana). Ottimo anche il risultato del corso di educazione stradale che la polizia municipale ha tenuto agli studenti delle medie, dopo il quale si è quasi annullato il numero di contravvenzioni per guida senza casco. Questo si inserisce e completa il rapporto con le scuole che quotidianamente vede i nostri vigili di fronte ai plessi scolastici, anche per eliminare i piccoli furti che nelle ore mattutine si verificavano. Diminuiscono le denunce di smarrimento dei cani (anche grazie al lavoro congiunto dell’Ufficio Tributi e dell’URP) ed il conseguente fenomeno del randagismo. Mentre si sta sempre più sensibilizzando i padroni dei cari animali alla raccolta degli escrementi. Nel settore commerciale e sanitario proseguono gli accertamenti, denotando come i nostri operatori commerciali siano rispettosi delle regole e nei locali pubblici saranno intensificate le verifiche per quanto riguarda gli orari, i videogiochi e la nuova legge sul fumo. Nel lavoro del corpo, continua il Comandante Teppa, non vi sono solo i compiti di sicurezza e repressione delle violazioni. Vi sono state nel 2004 circa 1000 notificazioni tra civili e penali, 23 notifiche di reato all’Autorità Giudiziaria e 248 accertamenti relativi a infortuni sul lavoro. Oltre ai controlli sui cambi di residenza e sulle cessioni di fabbricati. Se le cose stanno così, perché parlare di "tolleranza zero"? di sicuro non per fare cassa, ma, usando le parole del Comandante Teppa "per migliorare la convivenza tra casellesi e non". Continua il dott. Teppa "a Caselle l’Amministrazione non vuole tartassare la gente. La zona blu esiste da tre anni e, quando si rende conto che il prezzo è minimo, la si accetta e la si rispetta. Sappiamo che esistono zone in cui il posteggio è prolungato e questo sarà sanzionato, anche al fine di non creare disparità tra onesti e no e di conseguenza ridurre delle disparità di trattamento". Per quel che riguarda la sicurezza, il Comandante sottolinea "che il suo corpo, in collaborazione con i colleghi di San Maurizio e San Francesco, già pattuglia l’aeroporto fino alla chiusura notturna. Il servizio si intensificherà per le prossime Olimpiadi. Mentre nel centro abitato si sta notando una diminuzione dei reati, anche grazie all’egregio rapporto coi Carabinieri, con cui sono perennemente in contatto. L’obiettivo è collaborare per evitare ogni atto vandalico, anche quello in piena notte" Nonostante la carenza di personale, e la speranza nell’assunzione di un paio di nuovi vigili, ricorda Teppa che "un vigile è distaccato perennemente a Mappano per i servizi nella nostra frazione ed un altro vigile gli si affianca temporanemante". L’attenzione del nostro corpo di Vigili è rivolta a noi, solo dal rispetto comune delle regole otteniamo una migliore qualità di vita oltre a maggiore sicurezza per noi e gli altri. Quindi, aiutiamo i Vigili che aiutano noi tutti i giorni e a tutte le ore.

Davide Gosti

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Pagina 5 - Attualità

L'obiettivo è far rispettare le regole

New York era la città americana più violenta. Poi nel 1993 venne eletto sindaco Rudolph Giuliani che ha provveduto a ripulire le strade di questa città con un (discutibile perchè molto violento) programma denominato "tolleranza zero". Sulla stampa locale è apparsa una dichirazione del Sindaco Marsaglia, in cui egli parlerebbe di "tolleranza zero". Anche Caselle come New York? L’Assessore alla viabilità Terranova dice che non è corretto parlare di "tolleranza zero" ed il termine sarebbe nato da un’interpretazione giornalistica. "All’interno della nostra comunità – continua l’Assessore – l’obiettivo è far rispettare le norme in vigore". Quindi niente più parcheggi selvaggi o auto e motorini che a Caselle e a Mappano sfrecciano a velocità sostenuta, ma neppure fare differenze tra le auto. Insomma, una rispolverata al vecchio adagio "la legge è uguale per tutti". Il tutto condito da sana ragionevolezza, l’Assessore Terranova rifiuta categoricamente anche la sola ipotesi che questa stretta sia dovuta alla necessità di fare cassa. Il vero obiettivo è rendere il nostro comune più sicuro anche per i pedoni ed i ciclisti. Se si volesse fare realmente cassa, allora si dovrebbe fare ricorso veramente alla tolleranza zero, vista la quantità di piccole infrazioni che ciascuno di noi commette. Se, invece, si intende tutelare le fasce più deboli, ecco che vi sarà repressione più forte dei soli comportamenti più gravi e pericolosi, o che creano differenze del tipo "perché a me la multa e a lui no?". Tutto questo, come lo stesso Assessore ricorda, è svolto con la collaborazione stretta e valida del corpo dei Vigili Urbani. Consapevoli che è attraversato dal grosso problema della mancanza di personale. Alla nostra città spettano, secondo la legge regionale, 17 Vigili, che non abbiamo. Non solo. La realtà municipale è composta da tre realtà distinte: Caselle, Mappano e l’aeroporto che disperdono le già poche forze disponibili. Anche se è interesse comune incrementare il numero del personale, ciò è reso problematico con le recenti finanziarie che impediscono di assumere nuovo personale. È compito anche della Amministrazione non smettere questa ricerca di sicurezza quando termina il servizio dei Vigili Urbani. È allo studio una collaborazione, a "costo quasi zero" per la comunità, con un istituto di vigilanza che sorvegli le zone a rischio della nostra città, anche in risposta ai recenti atti vandalici che hanno colpito le nostre scuole. Infine è necessario uno sforzo che esce dalle competenze della nostra amministrazione. Vi sono progetti con la Provincia per le strade che le competono. Più volte i mappanesi hanno richiesto i dossi in strada Cuorgné, ma la Provincia (proprietaria della strada) non concede l’autorizzazione perché vengano posti. Quindi, come questo fatto dimostra, la buona volontà dei nostri amministratori propone. Oltre alla Provincia,il discorso sulla sicurezza deve essere svolto con la locale stazione dei Carabinieri, sempre, ma in particolare quando i nostri Vigili non sono in servizio. La collaborazione è stretta ed ottimale. Insomma, questa stretta sulle infrazioni al codice della strada serve solo per rendere la nostra Città sempre più sicura e abitabile.

Davide Gosti

Pagina 6 -  Persone

Antonella, Barbara e Roberta Martinetto: tre imprenditrici coraggiose

La tradizione della perfezione

La ricetta per arginare i prodotti cinesi parte da qui: eccellenza nella produzione e grande serietà

 

Un luogo comune vuole che a parlare di Caselle e dei Casellesi si faccia in fretta: tanto non c’è niente da dire.

Ma girandolo e rivoltandolo un po’ questo paese ti accorgi che cose e gente che ci dan lustro ne abbiamo eccome.

Spesso la riservatezza fa sì che non si mostrino, non amino esibire ciò che fanno e quanto valgono, ma basta scavare un po’ e ti accorgi che attorno a noi son molti quelli che apprezzano quanto la nostra terra ha saputo produrre.

Mesi fa, ad esempio, un quotidiano come "La Repubblica" ha dedicato un groso articolo ad Antonella Martinetto: una donna coraggiosa.

Antonella non è solo una casellese d.o.c.: è una che ha scelto di non andarsene da questi posti e di provare a vincere la sua partita proprio qui.

Oddio, un po’ s’è spostata, con sua sorella Barbara dirige la Remmert che sta a San Maurizio e si sa che a Caselle guardiamo con un certo sospetto sia quelli di Ceretta che quelli di Borgaro: lontani e "pa bon", però per Antonella e Barbara Martinetto uno strappo si può fare, anche perché è qui da noi che continuano ad abitare e continuano a riservare per il nostro paese un posto speciale nel cuore.

Ti accolgono in una stanza della sua azienda dove l’originalità e la creatività si colgono anche nei quadri appesi alle pareti dove nastri delle più svariate fogge creano decorazioni impreviste e curiose e denotano uno "stile".

Innovazione e tradizione, disponibilità ed esperienza sono il marchio di un’ azienda: la Remmert, che Antonella , insieme alla sorella Barbara, dirige dal 1984.

Quarantacinque anni, studi in Scienze Politiche, una figlia di 12 anni e un marito anche lui impegnato nell’azienda di famiglia, socia dell’AIDDA (Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda) Antonella è "figlia d’arte".

Il padre, Filiberto Martinetto, ha fondato nel 1961 la Filmar, azienda leader nella produzione di nastri per tende che copre il 50 % della domanda italiana, ora presente anche nel settore ospedaliero, dove annovera tra i clienti le maggiori case farmaceutiche mondiali.

"Mio padre aveva tre figlie e ci ha destinate ognuna ad un’azienda: io e Barbara dirigiamo la Remmert, mentre Roberta è rimasta alla Filmar con mio padre.

L’azienda è grande e la sfaccettatura dei prodotti che offre è quanto mai varia: si parte dai 3 millimetri del semplice nastrino per arrivare ai 20 centimetri delle imbragature per sollevare le navi. Le difficoltà in questo settore sono tali e tante che se non lavori con passione scegli di andartene. Vent’anni fa per sopravvivere bastava realizzare un prodotto accettabile, oggi ci vuole l’eccellenza e una grande puntualità".

"Della perfezione abbiamo fatto una tradizione" questo è il motto che contraddistingue la Remmert e non potrebbe essere altrimenti avendo clienti come Armani, Valentino, Prada. Un’azienda che va controcorrente, che non sceglie l’omologazione, che crede fortemente nella qualità del prodotto offerto, che decide di produrre anziché commerciare prodotti scadenti.

"I grandi nomi dell’alta moda "conferma Antonella Martinetto" ci vedono come punti di riferimento per ciò che riguarda l’accessorio, ci contattano telefonicamente e spesso vengono a controllare il prodotto finito.

I nostri non sono mai grandi numeri: può succedere che Valentino ci ordini svariati metri di nastro per la sua ultima collezione, ma anche solo 5 etichette in oro per firmare l’abito nuziale di JLO, Jennifer Lopez. "

La disponibilità verso il cliente che sceglie l’azienda è totale, qualsiasi richiesta deve essere presa in considerazione. Antonella è risoluta nell’affermare: "Mio padre ci ha insegnato a non dire mai di no: ci penso, ci provo, cerco di risolvere il problema, eventualmente fornisco l’indirizzo di chi può fare al posto nostro. Occorre essere partecipi e competere sulla fiducia."

La Cina dei grandi numeri, dei prezzi stracciati è il punto dolente, l’unica strada è puntare sulla qualità, differenziarsi, far nuovamente apprezzare il gusto del "made in Italy". Non è senza una sottile vena polemica che Antonella ribadisce: "È necessario tutelare la nostra creatività: abbiamo ottimi designer che devono continuare a lavorare in Italia anziché andare in Cina ad insegnare ai cinesi a fare le brutte copie dei nostri prodotti. Un "protezionismo delle idee" è indispensabile se vogliamo cambiare rotta".

Flessibilità e adattamento continui al fluttuare del mercato sono gli elementi indispensabili per rimanere a galla.

"Il mondo della moda è quanto mai volubile e in perenne trasformazione per cui non si fanno più programmi stagionali come qualche anno fa ma gli ordini coprono massimo tre mesi. Le borchie che erano al top due mesi fa ora sono già superate, se le hai in magazzino non le vendi più. Questo comporta un lavorare a rilento, un dover continuamente ricominciare da capo per reimpostare prodotti ed adattarsi a richieste sempre nuove e diverse."

La Remmert con i suoi 80 dipendenti, di cui 60 donne, è un’azienda prettamente femminile, questo comporta indubbi vantaggi ma anche qualche problema. "Io prediligo il rapporto con le donne e ritengo un vantaggio esserlo. Sia i fornitori, che i clienti parlano più volentieri con una donna, spesso sono donne anche le compratrici, ci si intende con uno sguardo, il senso del denaro e della concretezza ci rendono simili. Non so se non ci hai mai fatto caso, ma mentre gli uomini prima parlano di sciocchezze e solo alla fine di cose serie, le riunioni tra le donne non durano mai più del tempo prefissato. La mia sensibilità di donna mi fa essere solidale con le mie dipendenti per cui nella nostra azienda si è flessibili sul tema dell’orario e si lascia che chi ha carichi familiari, li gestisca con elasticità".

Conciliare lavoro e vita familiare è per una donna il più arduo dei compiti, trovare il giusto equilibrio tra i diversi ruoli fa parte di una sapiente ricetta che Antonella asserisce di aver trovato "La mia è semplicissima: essere aiutata in casa, fin dal momento della nascita di mia figlia (sono tornata in azienda 15 giorni dopo il parto) e non derogare sugli spazi minimi indispensabili per la famiglia. Entro al lavoro alle 8, stacco dall’1 alle 2 per pranzare in famiglia, alle 7 rientro a casa e il sabato e la domenica non lavoro, salvo in occasione delle fiere internazionali a cui non potrei mancare".

Continuare a mantenere la Remmert ai livelli di eccellenza che la rendono riconoscibile sul mercato come firma di alta qualità resta per Antonella e Barbara Martinetto l’obiettivo prioritario. "Siamo gli unici in Italia ad utilizzare ancora telai a navetta, vecchi di 50 anni, per la produzione del nastro jacquard, macchine che producono 200 metri di tessuto al giorno ma garantiscono una qualità che non ha uguali. Solo la Francia, che è la madre dello jacquard, e la Germania sono ancora in grado di realizzare questa lavorazione. Fino a quando riusciremo a produrre questo tessuto ormai raro? Mi sa che se smetteremo noi, in Italia non ci sarà più nessuno".

Inevitabilmente ci si chiede quale futuro abbiano le nostre piccole e medie aziende, quelle che da sempre ci hanno resi riconoscibili dentro e fuori l’Italia per l’alto valore dei propri prodotti. Antonella non ha dubbi in merito:

"Bisogna avere il coraggio di cambiare rotta, di innestare il processo inverso, occorre trasformarci da industriali dei grandi numeri ad artigiani dalle modiche quantità. Poche cose ma fatte bene, la carta vincente è: non disperdere il patrimonio delle nostre tradizioni ma saperle vendere adeguatamente sul mercato, continuando a produrre qui, in Italia; solo così si potrà superare la crisi. Il mio sogno è di vendere i miei prodotti a quei 30 milioni di cinesi ricchi che di certo non comprano… cineserie".

Sommersi da merce sempre più scadente in fatto di qualità, logorati da un consumismo eccessivo che innesta inesorabilmente il meccanismo dell’"usa e getta" spetta anche a noi consumatori riappropriarci della capacità di scegliere, di distinguere, oltre le firme vere o fasulle, la qualità del bello, del duraturo nel tempo, del marchio che dà garanzia.

Così salutando Antonella Martinetto non possiamo che augurarci che il suo coraggio di cambiare rotta sia la scelta salutare di tanti per ritornare a dare respiro alle nostre aziende, per tornare a produrre con un nostro stile, per rieducarci tutti quanti, consumatori e non, al gusto del bello.

Antonella Ruo Redda

 

Pagina 7 - Attualità

I Vigili del Fuoco di Caselle impegnati
in un nuovo grande progetto

I componenti della Delegazione di Caselle dell’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco Volontari sono di nuovo impegnati in un grande progetto, che è anche il coronamento di tanti anni di impegno sociale svolto a tutela del territorio e della popolazione.

La Delegazione, oltre ad occuparsi dello sviluppo del Distaccamento Vigili del Fuoco Volontari di Caselle, si è posta come obiettivo l’acquisto di due nuovi automezzi di soccorso, un’Autopompa Serbatoio ed un Polisoccorso, necessari ad affrontare il sempre più crescente numero di interventi che i pompieri si vedono ad eseguire, e in sostituzione degli automezzi dell’attuale parco macchine che, anziani di decine d’anni, iniziano a lamentare vizi di funzionamento e scarsa affidabilità.

Per poter far fronte all’impegno economico, di circa Euro 330.000,00, la Delegazione ha promosso una campagna di raccolta fondi diretta alle Amministrazioni dei Comuni di Competenza territoriale del Distaccamento (Caselle, Borgaro e Leinì), alle Società che hanno sede produttiva nei citati comuni, alle Associazioni di Volontariato del territorio ed al libero contributo di singoli cittadini.

Per ora la Delegazione ha presentato il progetto alle Amministrazioni comunali e ad alcuni imprenditori locali; inoltre ha coinvolto il Gruppo Alpini di Caselle che, con il carattere che li contraddistingue, ha accolto l’iniziativa con entusiasmo mettendo subito in moto la perfetta macchina della solidarietà. Per questo gli Alpini hanno organizzato, come riportato sul numero di Cose Nostre dello scorso dicembre, due cene per circa 350 persone a base di bagna cauda, ed hanno promosso una lotteria i cui proventi, ammontanti ad Euro 2.200,00 sono già stati consegnati, da parte del Presidente del Gruppo Alpini, Michele Aimone Gigio, alla Delegazione al termine della serata conclusiva del 7 dicembre.

Il Sindaco di Caselle, Giuseppe Marsaglia, per l’Amministrazione di Caselle e a nome delle Amministrazioni comunali di Borgaro, per il Sindaco Vincenzo Barrea, e di Leinì, per il Sindaco Nevio Coral, ha chiesto la disponibilità all’Assessore alla Protezione Civile della Regione Piemonte, Caterina Ferrero, a sostenere l’acquisto di un mezzo idoneo a svolgere un servizio pubblico di primaria importanza.

Nella lettera di richiesta, il Sindaco di Caselle ha sottolineato, in previsione dell’evento olimpico 2006, il ruolo che vedrà la Città di Caselle interprete del titolo di "Comune Olimpico" in quando sede di Aeroporto.

La Delegazione, per rendere trasparente l’esecuzione del progetto e per poter dimostrare a chi aderisce all’iniziativa un uso corretto delle donazioni, ha aperto un conto corrente specifico per concentrare le donazioni stesse.

La Banca di appoggio, per chi volesse direttamente intervenire, è la Banca del Piemonte, Agenzia di Caselle, avente le seguenti coordinate bancarie – CAB 30290 – ABI 03048 – C.C. 081955 – CIN "Q"; a fronte di ogni donazione la Delegazione rilascerà ricevuta di versamento al donante.

La Delegazione di Caselle, dell’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco, fin d’ora si rende disponibile ad accogliere presso la propria sede, sede del Distaccamento dei Pompieri di Caselle, le Associazioni ed i singoli cittadini che vogliono fare parte dell’iniziativa al fine di illustrare in modo approfondito il progetto e le peculiarità degli automezzi.

Ringraziando per la generosità già dimostrata dai cittadini, dagli Alpini e chi già con piccole offerte ma con grande passione ci ha già aiutati; i Vigili del Fuoco Volontari di Caselle sperano di poter contare sulla grande sensibilità di tutti, come già successo anni fa per l’acquisto della "Cesoia Idraulica", al fine di portare a termine questo progetto volto a fornire al territorio un servizio sempre più adeguato alle esigenze della popolazione.

APS MERCEDES

Polisoccorso SCAM 4x4

TABELLA TECNICA

Gli automezzi oggetto dell’ambizioso progetto sono un’Autopompa Serbatoio (APS) modello VSAC 4000 S su telaio Mercedes Benz Actros 1841 l/42, allestita dalla BAI Brescia Antincendi International s.r.l., e un Polisoccorso SCAM SM50 4x4, allestito dalla BAI Tecnica s.r.l.

L’APS dispone di una vasca d’acqua di 4.000 litri, un serbatoio di liquido schiumogeno da 250 litri, pompa antincendio per naspo e lance, doppia cabina per la squadra dei Vigili e cassone posteriore con alloggiamenti vari per tutto il materiale antincendio e di primo soccorso necessario a fare fronte agli incendi ed ad altri tipi di intervento.

Il Polisoccorso, anch’esso a doppia cabina ed a 4 ruote motrici, dispone di una vasca d’acqua da 900 litri, pompa ad alta pressione e cassone posteriore con l’alloggiamento, in vari scomparti, di tutto il materiale tecnico necessario per fare fronte in particolare agli incidenti stradali.

La spesa suddivisa per automezzi, completi di ogni attrezzatura per poter essere utilizzati per il soccorso tecnico urgente, è dell’ordine di Euro 250.000,00 per l’APS e di Euro 80.000,00 per il Polisoccorso.

Nelle due foto i mezzi prescelti: L’Aps Mercedes e il polisoccorso Scam 4x4.

 

Presto in restauro le tele della Confraternita

Un aiuto per i "Battuti"

Un progetto per curare il nostro piccolo gioiello barocco

Sul numero di novembre del giornale cittadino "Cose Nostre" era già apparso un dettagliato ed interessante articolo, per mano di Laura Giordano, inerente la tanto cara ai casellesi chiesa della Confraternita dei Battuti.

Di cosa si parlava? A chi era rivolto? Desidero riprenderlo velocemente per sottolineare quello che è indubbiamente un progetto importante di salvaguardia del nostro patrimonio artistico-culturale.

La chiesa dei Battuti è già di per sé un prezioso esempio di arte, cultura e storia: un piccolo gioiello architettonico nel cuore del Centro storico che vola ormai verso i trecento anni dalla costruzione (data, infatti, 1721 la conclusione dei lavori di edificazione). Al suo interno numerose sono le opere presenti e tante sono quelle che necessitano di radicali interventi conservativi e/o di restauro.

In modo particolare vi sono quattro tele di grandi dimensioni sulle quali un intervento qualificato non è ulteriormente procrastinabile nel tempo.

Quasi tutti i casellesi sono, prima o poi, entrati in questa chiesa; tanti se ne sono affezionati per varie ragioni; numerosi sono i cittadini che la sentono come "propria" (ed è bello e significativo che venga chiamata affettuosamente e semplicemente "Batù").

Proprio per queste ragioni un gruppo di volontari ha voluto scommettere su un’operazione di intervento sulle opere pittoriche di tale complesso architettonico, espressione del migliore barocco piemontese. Questo gruppo, o comitato spontaneo che dir si voglia, non è composto da "Esperti" con la "e" maiuscola, ma da persone che, come molte altre, amano quella chiesa e sentono la necessità ed il dovere civico di intervenire per preservarla, almeno in parte, dagli effetti del tempo.

Già sono stati contattati Studi specializzati nel restauro e sono stati approntati i preventivi di spesa dettagliati. Sono pervenute tutte le autorizzazioni del caso da parte della Curia Arcivescovile e della Sovrintendenza torinese. Questo progetto di restauro delle tele ha, inoltre, ricevuto anche il patrocinio della Città di Caselle T.se. Insomma, si sono messe tutte le basi per poter partire ed operare sui quadri in questione.

Com’è facile immaginare, per concretizzare tale intervento il Comitato necessiterà dell’aiuto di tutti: sono già state interpellate alcune Istituzioni e Ditte del Territorio mentre altre verranno contattate in seguito. Ma importante, e oserei dire fondamentale, sarà il contributo che tutti i cittadini sapranno e vorranno dare (sia come singoli sia come realtà associative locali).

Questo genere di interventi non può semplicemente essere demandato a "qualcun altro", ma devono necessariamente essere fatto propri dalla popolazione affinché divenga in questo modo patrimonio comune e condiviso.

Nelle prossime settimane verranno fornite informazioni circa le modalità di contribuzione al progetto e le fasi attuative del progetto stesso, mentre per adesso si può fare riferimento direttamente in parrocchia.

Rivolgo, quindi, a tutti un invito a valutare questo progetto e a prenderne conoscenza dai responsabili stessi.

Luca Baracco

 

Pagina 8 - Attualità

Otto anni di odori malsani nonostante le promesse

La grande puzza

L’impianto Compost è a Borgaro... ma l’olezzo è tutto di Mappano

Otto anni di odori malsani nonostante le tante promesse. Adesso i cittadini interessati dalle esalazioni dell’ impianto di Compostaggio dell’ Amiat sito al confine tra Borgaro e Mappano sono pronti anche ad azioni dimostrative dure pur di ottenere un diritto che da troppo tempo gli è stato negato: quello di poter respirare a pieni polmoni un’ aria pulita. La storia di quell’impianto, di recente balzato anche alla ribalta delle cronache per presunti casi di epatite ad alcuni lavoratori, è purtroppo una storia all’ italiana di un progetto che, in tutto il resto del mondo, funziona alla perfezione e che invece a Borgaro pare non funzionare al meglio. I primi lavori per l’ impianto di compostaggio partono nel 1996. Qualcosa è andato storto. E i disagi, enormi, si sono subito riversati in pieno sui cittadini della zona. Giorni interi di puzze insopportabili, file di camion della nettezza urbana sulle strade, nottate insonni per l’aria irrespirabile. Nell’inverno scorso l’Amiat ha cominciato ulteriori lavori di manutenzione, ma la puzza di pattumiera aleggia ancora sovrana.

"Ci sono giorni in cui dobbiamo rimanere barricati in casa non potendo nemmeno aprire le finestre per la forte puzza", dicono i cittadini.

Dall’Amiat assicurano che queste saranno le ultime proteste dei mappanesi: "Abbiamo collaudato il nuovo impianto di depurazione per il quale i lavori sono partiti mesi fa – dicono dall’azienda –. Salvo imprevisti il nuovo impianto sarà attivo tra breve e non ci saranno più problemi per i cittadini. Non solo: lo sbalzo termico che abbiamo registrato in questi giorni ha sicuramente aumentato i problemi di esalazioni. Chiediamo ancora un briciolo di pazienza".

Ma forse i cittadini sono stanchi di avere pazienza. Nei prossimi giorni è previsto un incontro pubblico con il sindaco Barrea e i dirigenti dell’Amiat. Incontro organizzato dal consorzio intercomunale di Mappano: "Siamo pronti a scendere in piazza" dice Antonio Zappia, presidente del Cim

Pagina 9 -Primo piano

Perché si tende a bruciare gli scarti?

...L’inceneritore neppure

Ma è la soluzione migliore?

Accade a volte che per interesse generale fondamentale una comunità locale debba sobbarcarsi dei rischi, ospitando sul proprio territorio impianti sospettati di essere nocivi per l’ambiente e la salute. In questi casi le argomentazioni oggettive e serie dei proponenti, usualmente, vengono spese per creare il consenso, senza il quale in una democrazia non si possono imporre rischi o vincoli a nessuno.

Da qualche anno una specie di malattia infettiva deve aver influenzato quasi tutti i politici di ogni colore, convinti che l’unica soluzione al problema dell’eccedenza di rifiuti sia quella di bruciarli. Per confondere i più sprovveduti sono stati persino inventati dei nomi nuovi a questi impianti: termovalorizzatore o anche termoutilizzatore, ma non sono altro che una "caldaia" ove con l’apporto di un combustibile i rifiuti vengono ridotti in cenere. Forse non interessa molto conoscere la struttura o la complessità di questi impianti, ma che sia più importante capire quali danni, problemi, disturbi o conseguenze sanitarie, possano aspettarsi coloro che vivono nella comunità locale che si accolla l’impianto e nell’arco di alcuni chilometri dal sito, o se veramente si possono trarne dei vantaggi, probabilmente sì. L’argomentazione più ricorrente è quella di presentarli in alternativa alla discarica a cielo aperto. Tutti sanno quanto sia disgustosa alla vista e all’olfatto (ad esempio la discarica di Basse di Stura) e quindi se si presenta in alternativa un complesso chiuso, dipinto con un colore gradevole, ove tutto quello che per definizione abbiamo imparato a chiamare rifiuto, cioè sostanza inutile e schifosa, viene distrutto per sempre dalla nostra vista, non può essere che un’ottima soluzione. Se poi i tecnici garantiscono che l’inceneritore non puzza, allora il cittadino non ha più il minimo dubbio. Il fastidio che tutti riescono meglio ad individuare è la puzza, ma ricordiamoci che questa è soltanto il male minore. Spesso si cerca di convincere la popolazione che, non solo non puzza, (ed è vero) ma si può risparmiare sulla bolletta di conferimento e si può produrre energia elettrica o riscaldare l’abitazione o entrambe le cose, col calore prodotto da questa favolosa caldaia. Per aver seguito numerosi convegni, raccolto molta documentazione, visitato impianti, mi sento di sostenere che non è questa la panacea che risolve tutti i mali; ogni farmaco produce degli effetti indesiderati. Tutti sanno che in natura nulla si crea e nulla si distrugge, per cui col processo di combustione di una materia così poco omogenea, volere o no, si innescano una serie di reazioni, con conseguente espulsione in atmosfera di fumi pericolosi, e contemporanea produzione di ceneri, che occorre smaltire in discariche speciali. Nessuno può sostenere di possedere la tecnologia per bruciare rifiuti senza produrre diossine. Le diossine sono emerse negli ultimi 15 anni come composti chimici fra i più pericolosi. Uno studio intensivo ha confermato che esse interferiscono con la normale crescita in tutti i mammiferi, inclusi gli esseri umani. Le diossine inoltre, danneggiano gravemente il sistema nervoso centrale, il sistema immunitario, il sistema endocrino ed il sistema riproduttivo e solo causa di una varietà di tumori. Le diossine non vengono prodotte intenzionalmente (eccetto che per scopi militari), ma si originano come prodotti indesiderati in molti processi industriali. Una recente stima sulla produzione mondiale di diossine, (che ammonta a 3000 Kg per anno) indica che le maggiori fonti sono le seguenti: inceneritori di rifiuti solidi urbani 1130 kg/anno pari al 36,7% del totale; cementifici e produttori di clinker, che bruciano rifiuti pericolosi, 680 kg/anno pari al 23% del totale; il rimanente da diverse altre fonti industriali.

La produzione di cenere poi non è indifferente: circa il 25 % del peso del conferito. La cenere è di gran lunga più tossica dei rifiuti ordinari urbani, e il suo smaltimento in discarica è particolarmente costoso. Essa contiene considerevoli quantitativi di metalli pesanti come piombo, cadmio e mercurio, prodotti dal processo di combustione. Tutto ciò è anche particolarmente pericoloso per le falde acquifere. I medici sanno che il piombo è un veleno che attacca parecchie parti del corpo. Vi è già troppo piombo disperso nell’ambiente, nessun tipo di incremento delle immissioni di piombo è dunque accettabile.

Nei primi anni ’80, le lotte delle popolazioni venete, hanno portato alla chiusura degli inceneritori di Monselice (PD), di Sacca Fisola e Mirano (VE) e di quasi tutti gli impianti simili, presenti all’interno degli Ospedali. Ma ora, ci dicono che questa era archeologia industriale e che i nuovi impianti sono supersicuri. Sarà, ma l’energia nucleare insegna.

Quello dell’incenerimento è quindi prima di tutto un problema di salute; ma anche sotto un profilo economico e strategico, questa scelta sembra alquanto contraddittoria: perché costruire nuovi inceneritori, anziché puntare alla riduzione della produzione di rifiuti e al loro recupero come materia prima? La raccolta differenziata della carta, del vetro, della plastica, dell’alluminio favorisce il recupero quasi totale in termine di materia originale, questa attività inoltre può creare occupazione: bruciare questo "bendiddio" è una soluzione non solo stupida ma da veri incoscienti. Gli inceneritori richiedono un grande investimento finanziario, necessitano di un quantitativo continuo di materiale da bruciare; hanno bisogno di plastiche e carta per elevare il potere calorifico, essi sono quindi diretti concorrenti del riciclaggio perché competono sulle stesse risorse. Ho saputo che in Germania, il forte incremento della raccolta differenziata, sta mettendo in crisi gli inceneritori esistenti, parte destinati alla chiusura perché obsoleti e altri per mancanza di "materia prima". Perché ripetere lo stesso errore? A chi conviene mantenere o costruire nuovi impianti d’incenerimento in Italia? Per avere sicurezza di proventi finanziari a lungo, con le autorità locali che procurano i rifiuti, le compagnie richiedono contratti a lungo termine (25 anni). In altre parole, gli inceneritori saranno sovvenzionati con denaro pubblico, il riciclaggio sarà antieconomico, il cittadino pagherà per essere avvelenato. Riconosco che a breve termine, se non si costruiscono inceneritori, i rifiuti dovranno ancora essere destinati alla discarica. Ciò non è desiderabile; ma perlomeno è un’opzione che può essere invertita in qualunque momento in futuro, con un lavoro intensivo, mirato a ridurre la quantità di rifiuti prodotti, a potenziarne un programma di riciclo e di riuso. In questa ottica, appare "debole" la risposta che si affida unicamente alla raccolta differenziata e al riciclaggio, in quanto agisce a valle e non a monte del problema, puntando a gestire in modo migliore la massa dei rifiuti già prodotti, senza darsi pensiero di ridurre questa massa, che è invece in costante e vertiginoso aumento. Occorre perciò mettere in discussione il modo di produzione e quindi il sistema economico-sociale nel suo complesso. Non sto pensando ad una società della povertà francescana, sono convinto che questo discorso non minaccia il "benessere", ma anzi punta proprio a recuperare o a costruire un benessere più autentico.

Ernesto Scalco

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Pagina 10 - Oroscopo

Non è vero ma ci credo!

Proviamo a giocare un po’ con le stelle
per cercare di capire che futuro avremo

Chi di noi, può dire di non aver almeno una volta letto con più o meno indifferenza, il proprio futuro, in un oroscopo; fanatici o scettici, in qualche maniera, si viene travolti dall’alone di magia e misticismo trasmesso dall’antica arte dell’astrologia. E anche in quest’inizio d’anno ci si pongono le medesime domande sulle diverse sfere della nostra quotidianità: amore, famiglia, salute, denaro. Gli astrologi dicono che il 2005 sarà un anno di grandi cambiamenti sia a livello personale sia a livello sociale. Ma vediamo segno per segno cosa ci riserva il futuro.

L’Ariete, pervaso da una stanchezza iniziale da un’eccessiva pigrizia, in estate con il transito di Saturno, sentirà l’esigenza di creare nuove prospettive; attenzione però a Marte che entrerà nel segno a marzo rendendo i nati in questo segno un po’ nervosi; buone le prospettive amorose, mentre ai cambiamenti estivi si affiancheranno anche interessanti viaggi.

Spaccato in due l’anno del Toro, che riceverà per i primi sette mesi ampi successi e innumerevoli proposte professionali, mentre da luglio dovrà combattere con Saturno, pianeta dei grandi cambiamenti e delle grandi decisioni. In amore è prevista una grossa novità, storie importanti e nuove opportunità.

I Gemelli avranno un anno da ricordare, i pianeti amici rendono piacevoli questi dodici mesi. Si superano finalmente le difficoltà del periodo precedente e le stelle annunciano nuove situazioni e fortuna nei nuovi incontri.

Ostile al Cancro si presenta Giove, almeno nella prima parte dell’anno, mentre dall’estate Saturno regala al segno un po’ di serenità e una nuova decisiva svolta che porterà ai nati in luglio maggiore allegria e spensieratezza.

Per il Leone invece è il momento di pensare alla carriera, sarà socievole, forte, attraente. La maggioranza dei pianeti sarà in posizione favorevole per questo segno zodiacale, questo si tradurrà in maggiore disponibilità verso una persona amata e anche nei confronti di chi può fare molto nel lavoro. Opposto alla Vergine si trova Urano, il pianeta che spingeva cambiare vita, atteggiamenti, ad assumere un nuovo comportamento nei confronti degli altri. In amore è aprile il momento per poter cambiare mentre luglio porta buone notizie e incontri.

Continua la corsa di Giove nel segno zodiacale della Bilancia, sarà la seconda metà del 2005 ad essere veramente importante per questo segno, qualche cambiamento ad aprile investirà il lavoro, mentre dicembre riserverà tante sorprese sotto l’albero. Per lo Scorpione le occasioni migliori arriveranno nella prima parte dell’anno, prima cioè che Saturno inizi un transito che porta un certo rallentamento nelle questioni di carattere professionale e pratico. Tra i mesi più intensi maggio e giugno che risulteranno tra i periodi migliori, ma sarà poco prima dell’estate che il segno riuscirà a mettere a segno un bel successo.

Anche il Sagittario potrà contare molto in questo anno; Giove e Saturno saranno entrambi favorevoli per la maggior parte del tempo, la spinta di Venere e Mercurio porterà nuove proposte, Marte termina le ostilità a partire dalla metà di giugno.

Marte entra anche nel segno del Capricorno regalando più opportunità e prospettando nuovi amori; a fine aprile sono possibili nuovi incontri, mentre le storie che iniziano in giugno devono essere valutate con molta cura, l’anno si chiude in perfetta armonia e bellezza.

Anche per l’Acquario il 2005 si apre con uno scenario molto interessante, produttivo sotto i punti di vista. Venere, pianeta dell’amore, proprio a febbraio è nel segno, mentre l’ estate è sorretta da ottime stelle, fine anno in bellezza sempre accompagnato da Venere.

I Pesci, che hanno già modificato in parte la loro esistenza, continuano in questo nuovo anno il loro percorso. A febbraio si prospettano cambiamenti e nuovi contatti, con l’inizio dell’estate i pesci diventano irresistibili, si prospettano amori sempre molto caldi, novembre accende l’autunno, nuovi viaggi e esperienze sono all’orizzonte.

Messe da parte le previsioni astrologiche, prospettando il bene e la fortuna da esse annunciate, vorrei augurare, senza alcuna retorica, che anche il "cielo" interiore di ognuno di noi sia pieno di serenità e armonia. Buon anno!

Elisa Coffaro

  Pagina 11 - Almanacco

Natale ci ha regalato la neve
e lepri e volpi girano attorno a casa

La prima decade di questo Dicembre 2004 è passata con giornate miti ed anche con un clima piacevole. Le minime sono andate sotto lo zero solo il giorno 4, ove per la tanta evaporazione del terreno e la bassa temperatura , -2°, la campagna era tutta bianca per la brina. Poi verso le otto arriva fitta da Nord, insolitamente, la nebbia, fitta, ma solo per poco tempo.

Mentre da noi il clima è anche piacevole, 8-10° le temperature massime per lo scirocco e il libeccio, il Centro Italia e la Sardegna nei giorni 6-7 e 8 sono colpite da grandi precipitazioni ed alluvioni.

Il giorno 8, sempre per il clima mite, si vede il grano spuntare dal terreno: ha impiegato un mese prima di venire fuori!

Nelle mattine limpide dall’undici al 15, con minime attorno ai –3/–4°, è facile vedere le stelle cadenti che per istinto ti fanno quasi portare le mani sulla testa per ripararti dalla botta. Saranno le lacrime di Santa Lucia, 13 dicembre, visto che siamo lontani da San Lorenzo, 10 agosto?

In questi giorni si vede che la neve sulle prealpi, nelle aree esposte a sud, si alza vistosamente.

Il 18, come previsto, arriva il Phön, il vento caldo da ovest, che verso sera soffia poi freddo. Il 21 è il solstizio d’inverno: il giorno più corto e la notte più lunga. Inizia il 21 l’inverno astronomico, mentre per i climatologi è già iniziato il giorno primo dicembre.

Il 21 e 22 la campagna è tutta bianca per la brina e la minima del 22, con il mattino del 31 sono le più basse del mese, –7,5°.

Il mattino del 25, S. Natale, il cielo è coperto e vi è una leggera foschia. Le luci non brillano, sono offuscate un po’ come le luci del Presepe. La circolazione è scarsa: in poco più di mezz’ora non passano più di sei auto. Cade un leggero nevischio. Il pettirosso, senza internet o TV, sente che il tempo a breve cambierà, ed è arrivato sul marciapiede di casa a raccogliere le briciole di pane.

Infatti alla sera del 25 inizia a nevicare e nevica per tutta la notte fino alle prime ore del mattino: 9 cm. Mentre il 26 piove tutto il giorno.

Sono molte le tracce lasciate sulla neve dagli animali durante la notte: qualche grosso topo, un cane girovago, un gatto e inconfondibile la volpe. Ha girato attorno a tutta la cascina in cerca di qualche boccone prelibato per le feste.

Più lontano dalla cascina, il 27 mattino, a circa 200 mt da noi, passa veloce una volpe. Si può vedere perché il terreno è tutto bianco per la neve. Avrà incrociato anche le tracce di una lepre, liberata pochi giorni prima per il ripopolamento delle campagne. Mancano invece le tracce del tasso e del riccio, ormai in letargo.

Frattanto, nella notte tra il 25 e 26, ora nostra, nel Sud Est asiatico, Oceano Indiano, per il maremoto si alzano due grandissime onde anomale che seminano distruzione e morte per migliaia di persone.

Tra le vittime anche turisti italiani sorpresi sulla spiaggia per il bagno. Quando sentiamo parlare di maremoto ci viene alla mente ciò che ci aveva raccontato un nostro pro-zio. Nel 1908 lui, militare di leva, era stato inviato a soccorrere gli abitanti di Palermo e Messina: due città "cancellate" dal terremoto prima e dal maremoto subito dopo.

Il 27 e 28 le minime ritornato sopra lo zero per aria calda e umida da sud, 86-83% di umidità. La neve in campagna si scioglie, mentre rimane ancora sul terreno senza vegetazione.

Poi dal 29 si torna sotto lo zero con le minime che con il 31 raggiungono, come sopra scritto, i –7,5°.

Da noi la neve totale di questo mese è di 9 cm, mentre a Balme (1432 mt) è di 37 cm.

Luigi Chiabotto

 

 
 

meteo nostro

Osservazioni effettuate a Caselle Torinese
 Cascina Gallo Grosso
(262 m. lm.)

A cura di 
Luigi Chiabotto

 

DICEMBRE 2004

- Temperatura minima: –7,5° i giorni 22 e 31

- Temperatura minima più alta: 1,5° il giorno 2

- Temperatura minima media del mese: –2,23°

- Giorni con temperatura minima di zero o meno gradi: 22

- Temperatura massima: 10,5° i giorni 7 e 10

- Temperatura massima più bassa: 0,5° il giorno 25

- Temperatura massima media del mese: 5,81°

- Temperatura media del mese: 1,79°

- Giorni con 10 o più gradi: 3

- Giorni con pioggia o neve: 3

- Totale neve: 9 cm pari a 12 mm di pioggia

- Giorni senza sole: 5

- Totale pioggia e neve fusa nel mese: 44,5 mm

- Piovosità media di questo mese dal 1980: 43,3 mm

 

DICEMBRE 2003

- Temperatura minima media del mese: –1,4°

- Temperatura massima media del mese: 6,10°

- Temperatura media del mese: 2,35°

- Giorni con pioggia o neve: 10

- Totale pioggia o neve fusa nel mese: 197 mm

- Giorni senza sole 8

- Mattino più freddo del 2004 il 30 gennaio con –8,5°

- Il giorno più caldo del 2004 il 23 luglio con 36,5°

- Temperatura media del 2004: 12,38°; del 2003: 12,36°;
del 2002: 12,28°

- Giorni con pioggia o neve nel 2004: 79; nel 2003: 74;
nel 2002: 108

- Totale pioggia e neve fusa nel 2004: 950 mm;
nel 2003: 917 mm; nel 2002: 1605 mm

- Media annua di pioggia e neve fusa dal 1980: mm 934, 89

 

Pagina 12 - Cronaca

L’ultimo consiglio comunale del 2004

Il 16 dicembre si è tenuto l’ultimo Consiglio Comunale del 2004.

È iniziato alle 21, come di consueto, con l’apertura al pubblico per eventuali osservazioni e proposte.

Ha chiesto la parola un nostro concittadino, che segnalando il proprio caso di persona non più giovanissima in condizioni di mobilità dal lavoro, intendeva dichiarare che la sua difficoltà immediata non è la sopravvivenza ma l’esigenza di trovare al più presto un’occupazione dignitosa. Il Sindaco gli ha risposto che in considerazione di questo problema, purtroppo comune a molte persone in questi tempi, è stato attivato un servizio, presso la segreteria, che classifica tutti i casi simili e, nell’ambito del possibile, attraverso il contatto con le aziende locali, tenta di collocare coloro che si trovano in cerca d’impiego.

A proposito di problemi legati all’occupazione il consigliere Macis di Rifondazione Comunista ha voluto segnalare la pesante situazione delle sette persone inquadrate come LSU -lavoratori socialmente utili – e impiegate negli uffici e nei servizi comunali: i sette sono in attesa di sapere quale sarà la decisione della Giunta quando si avrà lo scadere del contratto in corso. Macis ha proposto che vengano "stabilizzati", in altri termini assunti in pianta stabile come dipendenti, proponendo di attingere fondi da capitoli in cui, a suo dire, si potrebbe risparmiare.

Il Sindaco ha risposto che si stanno studiando tutte le soluzioni possibili, tra cui eventualmente l’assunzione nella Società di Servizi, in ogni caso ha garantito che ci s’impegnerà a non lasciarli senza lavoro. Il consigliere Destino (Udc), a proposito di sprechi, ha segnalato che è venuto a conoscenza del fatto che, alcuni consiglieri di Caselle, designati nel Consiglio del CIM di Mappano, sebbene retribuiti per detta funzione, non si presentano alle riunioni, facendo mancare il numero legale.

Si è poi passati all’esame dei punti all’ordine del giorno, dove si è trattato principalmente di convenzioni e pratiche edilizie, ciascuna descritta dall’assessore Bessi e in seguito approvata col voto favorevole dei consiglieri di maggioranza e l’astensione dei consiglieri di minoranza.

Il cons. Macis ha sollevato un’osservazione sull’esito della causa tra la Torcitura di Caselle ed il Comune, costretto a pagare 432.000 Euro, per l’occupazione del terreno su cui è stata progettata la Piazza Falcone.

Ha risposto il consigliere Zavatteri (sindaco in quel periodo, n.d.r.): pur dovendo sborsare questa cifra, a detta sua, il Comune ha risolto economicamente molto bene la questione.

Il consigliere Destino ha poi illustrato la sua proposta relativa alla limitazione del traffico, particolarmente per i mezzi pesanti, su Via Cuorgnè, l’arteria sempre più pericolosa che attraversa il centro urbano di Mappano. La maggioranza si è dichiarata perfettamente al corrente del problema e ha informato che intende provvedere, ma con un progetto diverso da quello proposto.

Intorno alla mezzanotte si dovevano ancora discutere e votare tre punti all’ordine del giorno, tutti presentati dal consigliere Macis, di Rifondazione Comunista. Data l’ora è stata posta in votazione la volontà di procedere al loro esame: il Consiglio ha deciso di proseguire.

Il primo punto riguardava i tagli previsti dalla legge finanziaria alle Associazioni Partigiane e recitava:

"Considerando che l’ANPI ha svolto e svolge un’opera di valorizzazione e difesa degli ideali dell’antifascismo e della resistenza concorrendo ad una formazione di una coscienza civile e democratica(..), si impegna il Sindaco ad attivarsi presso il Governo affinché sia garantito il contributo annuale all’ANPI e le risorse per il 60° anniversario della Liberazione.

Al momento del voto i consiglieri Siracusa e Destino sono usciti dall’aula, mentre il consigliere Pelazza si è astenuta. La maggioranza ha approvato.

Il secondo punto verteva ancora sul disegno di legge finanziaria 2005, in particolare sul freno posto dal governo alle spesa degli enti locali. Macis perciò chiedeva una presa di posizione affinché " Cessi l’atteggiamento vessatorio del Governo nei confronti delle autonomie locali, in considerazione del fatto che l’intera comunità ne subirà effetti negativi e regressivi."

Al momento del voto i consiglieri Siracusa e Destino sono usciti dall’aula, mentre il consigliere Pelazza si è dichiarata contraria. La maggioranza ha approvato.

L’ultimo argomento all’ordine del giorno era relativo agli organismi geneticamente modificati (O.G.M.).

In 15 punti Macis ha specificato le possibili conseguenze e perplessità emerse in tutto il mondo dalla coltivazione e consumo di questi prodotti. In particolare, ha posto l’accento su: "La conseguente perdita della ricchezza del patrimonio alimentare caratterizzato da una forte identità territoriale e di possibili rischi gravi e irreversibili per l’’uomo e l’ambiente. In conseguenza di ciò, si chiede che il Sindaco e la Giunta si impegnino a dichiarare il territorio comunale libero da O.G.M. nel rispetto del principio di precauzione; di impegnarsi per la tutela dei consumatori; di mettere in atto ogni intervento di competenza sul controllo di qualità degli alimenti; di avviare una seria campagna informativa (…); di richiedere al Governo un impegno per un controllo maggiore sui prodotti da semina; una valorizzazione dei prodotti di origine naturali e locali.

Il provvedimento, in questo caso, è stato votato all’unanimità dei presenti.

Es

 

Tassa rifiuti solidi urbani

Il 20 gennaio scadeva il termine

Il 20 gennaio 2005 scadeva il termine per la presentazione, all’ufficio tributi comunale, della denuncia ai fini dell’applicazione della tassa smaltimento rifiuti di inizio occupazione o detenzione di locali ed aree relativa all’anno 2004 sul territorio del Comune di Caselle Torinese (Art. 70 Decreto Legislativo n. 507/93).

Si ricorda che le Ditte, gli enti, le persone fisiche e giuridiche e tutti coloro che sono soggetti alla tassa smaltimento rifiuti, all’atto dell’inizio della conduzione dei locali o delle aree sono tenuti a farne denuncia all’Ufficio comunale competente.

Per ogni operazione anagrafica, così come per ogni autorizzazione ovvero comunicazione che abiliti l’esercizio di un’attività, la cui competenza è del Comune, il soggetto interessato è tenuto alla presentazione della dichiarazione ai fini della tassa.

Le denunce anagrafiche non sono ritenute valide ai fini dell’iscrizione alla tassa, come pure non sono valide le denunce presentate ad uffici comunali in osservanza di disposizioni diverse da quelle contenute nel Regolamento comunale per l’applicazione della Tassa smaltimento rifiuti solidi urbani interni approvato con deliberazione delConsiglio Comunale del 22.12.2003.

L’obbligo della denuncia riguarda anche i contribuenti per i quali possono trovare applicazione le norme di esenzione o esclusione dalla tassa.

Le denunce iniziali, di rettifica e di cessazione, devono essere fatte su appositi moduli messi a disposizione dell’Ente. La dichiarazione è sottoscritta e presentata da uno dei coobbligati o dal rappresentante legale o negoziale.

L’Ufficio comunale competente deve rilasciare ricevuta della denuncia.

Poiché a decorrere dal corrente anno la tassa per le utenze domestiche viene applicata con riferimento sia alla superficie dei locali che ai componenti il nucleo familiare, entro il 20 gennaio 2005 doveva pure essere comunicata l’eventuale variazione intervenuta nella composizione numerica del nucleo familiare per i soggetti non residenti.

Per le utenze non domestiche sono state adottate, sempre a decorrere dall’anno 2004, le 30 categorie previste dalD.P.R. n. 158/99 per l’applicazione delle tariffe Ronchi.

La tariffa della TARSU applicabile ad una attività economica è di norma unica, anche se le superfici sulle quali essa è esercitata presentano diversa destinazione d’uso, si fa quindi riferimento alla tariffa corrispondente all’attività principale.

 

Pagina 13 - Mappano cronaca

Caos per la rotonda di via Cuorgné

È davvero il caos più totale a Mappano per i lavori della nuova rotonda davanti al centro commerciale di via Rivarolo. Lavori che dovevano durare, secondo le previsioni della ditta che opera nei cantieri, 120 giorni. Attualmente i lavori sono in ritardo di 90 giorni. E il caos, in quella zona, è davvero insopportabile. Sia per la viabilità (ci sono anche camion e auto che prendono via Rivarolo in contromano) che per i cittadini che abitano in quella zona.

"Siamo insoddisfatti anche noi come comune – dice il sindaco borgarese Vincenzo Barrea – la ditta pagherà le penali del caso per tutti questi disagi fino a un tetto massimo di ventimila euro."

Ai cittadini di via Rivarolo però, le scuse del comune non bastano. E nemmeno ai commercianti che nel corso di questi mesi hanno visto precipitare gli affari.

Il progetto è cambiato quattro volte nel corso degli ultimi mesi – dice Altomare Mazzei, portavoce dei cittadini mappanesi danneggiati dai lavori – i negozi di quel tratto di via Rivarolo hanno perso molto più di ventimila euro.

A questo si aggiunge anche il clamoroso disagio che comporta il cantiere stesso con via Galvani chiusa al traffico e gran parte delle automobili dirette verso il centro di Mappano costrette a transitare in via Palazzetto, strada obsoleta senza un vero asfalto e spesso intasata dai camion diretti alle aziende della zona industriale. Insomma il caos continua e probabilmente continuerà ancora a lungo. Il nuovo anno, infatti, non ha portato novità. I lavori sono fermi e i disagi continuano. Anno nuovo, vita vecchia.

 

Il dosso di via Marconi

Ha creato notevoli disagi alla circolazione e, soprattutto, qualche lieve incidente agli automobilisti della zona. Stiamo parlando del dosso artificiale che il comune di Caselle ha piazzato all’incrocio tra via Parrocchia e via Marconi a completamento della riqualificazione delle due arterie del centro mappanese. Più che di dosso, però, si parla di incrocio rialzato. Non segnalato per giorni agli automobilisti in transito, ha creato non pochi problemi. Il dosso è infatti comparso dal nulla, senza nessun tipo di segnaletica verticale e orizzontale che ne segnalasse la presenza e senza alcuna illuminazione. I residenti della zona sono insorti e hanno fatto sentire la loro voce presso il comune di Caselle.

Dopo la sollevazione popolare almeno i cartelli stradali che segnalano il dosso sono comparsi quasi per magia. Agli automobilisti che, transitando velocemente sul dosso non conoscendone l’esistenza, hanno avuto danni alle autovetture, probabilmente, resterà solo l’amaro in bocca di non aver mantenuto un limite di velocità adeguato per le vie del centro abitato.

 

Che problema il traffico!

Sembrava che la situazione di strada Cuorgnè, nella frazione Mappano, fosse destinata a rimanere ferma ancora a lungo. Invece i cittadini sono scesi in piazza, in apposite assemblee pubbliche e con centinaia di firme indirizzate ai sindaci di Caselle, Giuseppe Marsaglia, e Borgaro, Vincenzo Barrea.

I residenti sono stanchi: traffico insopportabile, mezzi pesanti in circolo nel paese, paura nell’ attraversare la strada. Del resto, la provinciale che taglia in due il centro abitato di Mappano, è l’ unico collegamento diretto dalla Falchera fino a Leinì e il Canavese. Un’ arteria che traborda di traffico. Borgaro, in risposta alle esigenze dei cittadini che richiedevano almeno una riduzione della velocità di transito nel centro al paese, ha iniziato i lavori di una nuova rotonda nei pressi del centro commerciale. Caselle ha scritto alla Provincia di Torino illustrando il suo progetto. Una lettera firmata dallo stesso sindaco Marsaglia che vede nella circonvallazione ad est del centro abitato, di prossima costruzione, l’ unica soluzione possibile.

Tuttavia, ben sapendo che "I tempi necessari per la piena attivazione della nuova circonvallazione saranno inevitabilmente lunghi" come dice il primo cittadino. Giudicando indispensabile rintracciare una soluzione provvisoria, il comune realizzerà dei dossi agli incroci di Strada Cuorgnè con Via Generale Dalla Chiesa, Via Marconi e Via Borgaro in modo da rallentare la velocità dei veicoli in transito. Indipendentemente da un possibile veto della provincia, già espresso in passato sulla proposta di realizzare due incroci rialzati, Caselle va avanti. Marsaglia ha anche chiesto all’ assessore provinciale Ossola, ex sindaco di Settimo, che il problema di Mappano lo conosce fin troppo bene, un giudizio di ordine tecnico in merito all’idea di predisporre un divieto di attraversamento del centro abitato di Mappano per i mezzi pesanti.

Una soluzione che, in altri comuni della provincia di Torino, ha spedito direttamente in tribunale sindaci e comuni attuatori.

 

Pagina 14 - Associazioni

Inaugurazioni in serie per il Circolo Fotografico

Si erano appena spenti gli echi dei rintocchi che annunciavano il nuovo anno, ed ecco che il nostro Circolo si segnalava alla ribalta fotografica torinese con l’inaugurazione, il 4 Gennaio, della mostra collettiva dei soci dal titolo "Universo femminile" presso la "Ferroglioareaimmagine" di Via Tripoli a Torino. La mostra, che rimarrà esposta fino alla fine di Gennaio, è solo la prima manifestazione che questa rinomata galleria ha deciso di dedicare al nostro Circolo, e sarà seguita nel primo trimestre dalle personali dei soci Giovanni Coizza, con una retrospettiva in bianco e nero, e da Antonio Sala con la collaudata ed affermata "Ferro e fuoco".

Passeranno solamente quattro giorni, ed ecco che l’otto gennaio, è stata la volta della galleria "Sottovetro" di Ciriè ad ospitare la mostra, patrocinata dalla FIAF, "Crete senesi… argilla e solitudine" di Silvia Sales, che i Casellesi hanno avuto modo di ammirare in "Città d’arte porte aperte" dello scorso ottobre.

Ma l’evento che più era atteso con gioiosa trepidazione, il 15 gennaio, era l’inaugurazione della nuova sede in Via Madre Teresa di Calcutta 55, con la contemporanea mostra collettiva dei soci "Dettagli".

Le attività del Circolo non subiranno rallentamenti con questo spostamento di sede, e se i nostri concittadini vorranno continuare a frequentare le nostre serate, potranno verificare personalmente che la qualità degli autori invitati e la varietà degli argomenti che verranno presentati, faranno delle serate trascorse in nostra compagnia un’ottima occasione di accrescimento individuale e non necessariamente solo fotografico.

Dino De Vecchi

Programma
delle prossime attività

Lunedì 24 gennaio: Autore della serata il fotografo Guido Vottero con una proiezione dal titolo "Gran Paradiso e dintorni".

Lunedì 31 gennaio: Verrà presentata "Pixelrama", rassegna di diaporama digitali a cura di Mario Parussini, Domenico Franchino e Valentino Camandona.

Lunedì 7 febbraio: Autore della serata Gabriele Bellomo con una proiezione dal titolo "USA on the road: dal Gran Canyon allo Zion Park".

Domenica 13 febbraio: Uscita fotografica di gruppo per la realizzazione dei progetti collettivi – ritrovo ore 8,30 Piazza Merlo

Lunedì 14 febbraio: Gradito ritorno di Enzo Pertusio che ci presenterà il suo ultimo lavoro dal titolo "Suid Afrika".

Lunedì 21 febbraio: La fotografa naturalista Rita Occhetti ci presenterà una proiezione dal titolo "Le stagioni della montagna".

 

 

Pagina 15 - Associazioni

Le associazioni casellesi hanno
la loro nuova casa

Da lunedì 10 gennaio l’Associazione Turistica Pro Loco, il Giornale "Cose Nostre", il CircoloFotografico, il Circolo Filatelico, l’Associazione Storia Aeronautica (ASA 2000), il Bonsai Club, l’Associazione Provinciale Allevatori (APA), il Gruppo Teatrale "I Fuoriscena", il Caselle Volley, la Società Pescatori Sportivi Casellesi, l’Associazione Sportiva "Gioco & Sport Roller Skates" hanno iniziato la loro attività nella nuova sede in via Madre Teresa di Calcutta 55, angolo via Vernone (di fianco al Maxistore Dimeglio).

La nuova struttura comunale, che era stata presentata ai soci Pro Loco e alle associazioni domenica 21 novembre 2004, è situata all’incrocio di via Madre Teresa di Calcutta con via Vernone; sarà l’ingresso su via Vernone quello che normalmente verrà utilizzato, mentre l’ingresso su via Madre Teresa di Calcutta sarà aperto in occasione dell’utilizzo del salone. La struttura si sviluppa su un piano solo di 300 mq. Dispone di 4 sale di oltre 35 mq ciascuna, di un salone di 120 mq, 4 bagni e 1 ripostiglio. Una sala sarà riservata esclusivamente (come recita la convenzione tra ilComune e la Pro Loco) ad attività rivolte ai giovani così anche il salone per 15 ore settimanali, da suddividere su 4 pomeriggi. La gestione di questo Centro culturale, ricreativo, associativo, di promozione turistica e di aggregazione giovanile è affidato all’Associazione Turistica Pro Loco di Caselle con una convenzione che ha durata 19 anni. A breve al centro verrà dato un nome e sarà effettuata l’inaugurazione ufficiale. La convenzione è composta da 11 articoli; alcuni regolano i rapporti fra l’Amministrazione Comunale, la Pro Loco e chi frequenterà il Centro. Eccoli: La Pro Loco potrà concedere in uso locali e spazi, in modo non definitivo, ad altre associazioni e privati per lo svolgimento delle proprie attività ad esclusione dei gruppi e dei partiti politici. Per tale concessione le associazioni (così come i privati) verseranno alla Pro Loco un contributo per le spese di utenza e pulizia; le associazioni si impegneranno a svolgere almeno un evento o un corso/laboratorio annuo, rivolto ai giovani, da concordare con l’Amministrazione Comunale. I locali potranno essere concessi in uso ad associazioni, enti, privati e/o altri soggetti per l’organizzazione di feste, incontri, riunioni, convegni, corsi di formazione, ecc.

A carico del gestore (cioè la Pro Loco) sono le spese di gestione quali luce, gas, acqua, spese di manutenzione ordinaria e spese di pulizia dei locali.

Chi intende utilizzare i locali dovrà inoltrare domanda alla Pro Loco 7 giorni prima dell’utilizzo. La Pro Loco darà risposta e comunicherà l’importo da versare per le spese di utenza e pulizia (anche questo stabilito dalla convenzione, con atto separato e aggiornato, di anno in anno).

Vi ricordiamo inoltre i vari modi per contattarci:

1) in sede tutti i lunedì e venerdì dalle 21 alle 23 in via Madre Teresa di Calcutta, 55 (ingresso da via Vernone);

2) telefonicamente ai num. 011/996.21.40 - 338/38.72.272 (Ennio Pavanati);

3) tramite fax ai numeri 011/996.21.40 oppure 011.45.12.840;

4) con l’e-mail: cosenostre@libero.it.

  Pagina 16 - Arte e cultura

Scenografico "Pranzo al Quirinale"

Il cerimoniale e la scenografia adottata nei pranzi al Quirinale dal Regno alla Repubblica in mostra all’Archivio di Stato a Torino fino al 13 febbraio 2005 contempla anche l’apporto di menù come l’esempio riprodotto.

Sfarzo anche nella illustrazione oltre alla qualità delle portate elencate.

Un impettito cavaliere con casacca e vessillo portante le insegne dei Savoia fa da cornice al menù sormontato da due stemmi affiancati e contornati da delicate rose che anticipano i motivi floreali del prossimo Liberty. Il pranzo che si svolge all’Hotel Quirinal a Roma il 6 maggio 1883 sancisce l’unione tra Thomas e Isabelle ai quali vengono dedicati mousse e torta. L’inizio del pranzo è subito qualificato dalla portata di ostriche seguite da non meno preziose uova strapazzate con tartufi, sicuramente bianchi e probabilmente giunti dal Piemonte. Il primo piatto di carne è di medaglioni di filetto cari al compositore Rossini, in questo caso con una classica salsa francese composta di scalogno tritato, pepe, serpentaria, aceto con l’aggiunta di rossi d’uovo, contorno di patate a fiammifero mentre una insalata all’italiana fa da contorno al secondo piatto di carne, quaglie arrostite. Decisamente fuori stagione l’ultimo piatto di asparagi con salsa all’uovo. Nei vini fa timida presenza un nostrano Chianti tra due classici francesi Chablis prima e Champagne Piper secco dopo.

La mostra non manca di incuriosire oltre che per la quantità di menù, per l’allestimento delle tavole e per la numerosa collezione di attrezzi di cucina e pasticceria.

Domenico Musci

 

 

Pagina 17 - Arte & Cultura

Un ristorante alla volta

"Le due magnolie" - Mappano

È lontano il tempo in cui il nome della frazione Mappano di Caselle evocava il territorio esclusivo dei "Lavandè" ovvero dei Lavandai, che operavano non lontano dalla città, con molta acqua a disposizione e prati immensi per stendere ad asciugare la grande quantità dei panni lavati.

L’evoluzione ha trasformato gli eredi di quei lavandai in aziende specializzate con macchinari d’avanguardia. Le trasformazioni avanzano a rapidi passi in tutte le attività, come lo è stato nel rivoltare la vecchia bocciofila nata all’insegna di "due magnolie" in un prezioso ristorante da parte di una famiglia di appassionati professionisti con salde radici.

Prima ancora di esaminare la cucina, l’ambizione dei titolari la si coglie all’esterno con l’accogliente gazebo e il raffinato giardino, che con la sua scenografia è sfondo ideale e ambito, dalle fresche coppie di sposi, che scelgono di eternare e festeggiare in questo ristorante il proprio matrimonio. Non è raro trovarvi comitive e pullman da fuori regione.

È l’accoglienza familiare che contraddistingue questo locale, che diventa meta di festose ricorrenze come i festeggiamenti di S.Antonio, o quello dei "Lavandè", memoria storica dell’antico mestiere, dei gruppi eterogenei di coscritti, o gaie compagnie di amici che vogliono poter ballare su un vero palchetto dopo cena, o divertirsi con il karaoke, tra i primi presenti nel territorio.

Ma è ora di parlare di personaggi che animano con vera passione il ristorante: oggi chi si prende il merito maggiore è il giovane Ignazio Biancone con alle spalle l’Istituto Alberghiero Colombatto e la prestigiosa Scuola di Arte Bianca di Torino, ma le colonne iniziali sono i genitoriFilippo e Antonietta che con grande modestia ricordano piacevolmente le infinite esperienze di lavori qualificati stagionali al Lido delle Nazioni nel Ferrarese o il locali gestiti in precedenza, sia di pizzeria che di ristorante in città, a Torino, e singolari esperienze come l’organizzazione esclusiva, nel primo anniversario di Città Mercato, del pranzo per più di 500 persone, con grigliata e spaghettata memorabile.

La cucina è beneficiata dal complesso delle esperienze; ha l’efficienza di un’azienda che opera in spazi organizzati e la qualità del sistema familiare, che si riscontra negli agnolotti fatti in casa con condimenti particolari alle noisette o tagliatelle ai funghi porcini, prettamente piemontesi come gli antipasti, dal vitello tonnato alla carne all’albese, dai peperoni con bagna cauda ai molti flan e tortine di verdure. Ma la cultura mediterranea esplode con gli spaghetti alle vongole o le linguine all’astice, il pesce ha una rilevanza speciale fin dall’antipasto di mare per arrivare ai gamberoni grigliati o alle cozze alla marinara.

Il trionfo della carne si esprime con la cottura al forno sia dell’agnello che del maiale, oltre che dei cosciotti al flambè e filetti in crosta.

Si conclude con la bocca dolce dei "tiramisù", panne cotte e bonet di sana tradizione che fanno del ristorante una meta durevole, ricorrente come la qualificata segnalazione di "Idea Sposi" ultradecennale.

Domenico Musci

Pagina 18 - Arte & cultura

Per la compagnia di Riccardo Taraglio
è tempo di bilanci e progetti

È una normale consuetudine per tutte le attività tirare le somme al termine di un anno e far progetti quando una nuova stagione è alle porte.

Nel caso del gruppo teatrale "Il Gallo Grosso", questa prassi è subordinata all’applicazione rigorosa di una regola di base che Riccardo Taraglio, anima della compagnia, ha fatto sua da oltre un trentennio, da quando cioè ha iniziato a fare teatro:

"Per fare divertire gli altri è fondamentale innanzitutto divertirsi.

Questo vale sia per chi partecipa attivamente, sia per chi ne ha temporaneamente fatto parte. Ma soprattutto per tutti coloro che hanno avuto modo di seguirci come spettatori ed amanti del teatro nella nostra amata lingua.

E sono stati molti, tanti, tantissimi sia nel nostro caro Piemonte, che al di là dell’Oceano dall’altra parte del mondo, in quella terra magica che sento come una mia seconda patria adottiva: l’Argentina".

Oggi i motivi d’orgoglio per Taraglio sono davvero tanti.

"Come fondatore e socio del gruppo, ed in qualità di presidente della nostra combriccola di guitti, mi compete l’onore di trarre le conclusioni di quanto svolto finora: quanto fatto mi riempie d’orgoglio e mi dà la forza di continuare a procedere con il massimo impegno.

Mi sento gratificato innanzitutto per avere fatto e di fare parte di una squadra entusiasta, motivata, preparata e cementata in tutti i suoi componenti.

Un complesso capace di ogni traguardo con mezzi che sono certamente da dilettanti, ma con una volontà non inferiore a quella dei professionisti, che ci ha portato a consensi che nessuno di noi si sarebbe aspettato all’inizio di questa nostra avventura cominciata più o meno quattro anni or sono".

Mai quattro anni fa Taraglio avrebbe ipotizzato d’approdare anche in Argentina.

"Nel computo dei risultati ottenuti con le due commedie, abbiamo raggiunto complessivamente circa 100 repliche, e con la seconda in modo particolare siamo addirittura approdati in provincia di Cordoba, dall’altra parte del mondo.

Grazie a questa opportunità sono stati costruiti dei legami che si vanno sempre più consolidando con i nostri fratelli che vivono in quella terra meravigliosa e lontana.

Juan D’Arienzo, uno dei più famosi ed amati maestri della storia del tango sosteneva che per vivere degnamente fossero indispensabili tre requisiti "alma, nerbio y corazon".

Ebbene, posso tranquillamente affermare che anche noi del Gallo Grosso abbiamo queste qualità, visto le risposte che abbiamo avuto direttamente sul campo gaucho, e dai segnali che continuiamo a ricevere ogni giorno.

Voglio citare la splendida iniziativa partita da uno dei nostri componenti, Enrico Chiogna il quale grazie alla sua sensibilità, capacità ed all’impegno profuso è riuscito ad interfacciare le due realtà, la nostra e quella di General Cabrera di Cordoba, per dare vita ad un gemellaggio con la nascita di una nuova comunità, legata dal filo tenace delle comuni radici: quelle piemontesi.

Riccardo Taraglio, per identificare l’attuale momento della sua compagnia, si affida ad un’immagine.

"Mi piace immaginare il "Gallo Grosso" come un veliero: la potenza di queste navi è direttamente rapportata al numero di alberi e di vele spiegate al vento.

Più sinteticamente in numeri: eravamo in diciotto componenti, mentre oggi contiamo un equipaggio di venticinque effettivi. Stiamo diventando un galeone!"

Il "galeone" ha molti progetti per il futuro prossimo.

"Stiamo ultimando la messa in opera di una nuova commedia, con la quale probabilmente debutteremo la prima settimana di marzo a Ceretta di S. Maurizio.

Contemporaneamente stiamo riadattando le due commedie precedenti con i nuovi amici che ci hanno raggiunto. Per onestà devo ammettere che il compito è relativamente facile e sarà comunque rapido, visto che alcuni dei nuovi sono dei rientri nel gruppo, mentre gli altri sono già più che avvezzi a calpestare i palcoscenici.

In ultimo stiamo coltivando e sviluppando una diretta collaborazione con la maestra coreografa di una grande compagnia teatrale torinese.

Questo nuovo contatto ci permetterà di utilizzare un ricco bagaglio di esperienza acquisita, per affinare al meglio i dettagli legati alle eventuali scelte musicali ed alle coreografie".

Insomma, tanta carne al fuoco.

Il "Gallo Grosso", questo ambizioso "veliero", starà ancora per breve tempo fermo nell’ ideale porto di Caselle per completare il remaking, ma è già in fremente attesa del vento per potere finalmente spiegare le vele, e riprendere maestosamente il largo.

Verso il palcoscenico.

c.p.

rritorna a merlo.org

Pagina 19 Aerei e dintorni

Alenia Aeronautica news

Per l’Alenia Aeronautica lo scorso mese è stato particolarmente importante, in special modo per gli stabilimenti di Caselle.

Il 2 dicembre, dopo lunga attesa, è stato firmato l’accordo per la produzione della seconda tranche di 236 Eurofighter Typhoon, il più avanzato aereo da combattimento europeo.

L’ordine è così suddiviso: 89 per l’Inghilterra, 68 per la Germania, 46 per l’Italia e 33 per la Spagna.

Dell’Eurofighter è stata pianificata una produzione di 620 esemplari così ripartiti: Regno Unito (232), Germania (180), Italia (121), e Spagna (87) a cui si aggiungono 18 esemplari ordinati dall’Austria.

Il velivolo è stato anche selezionato dalla Grecia e da Singapore e grazie all’accordo per la seconda tranche sono cadute alcune barriere che precludevano future vendite ad altre nazioni.

Attualmente il velivolo è entrato in piena produzione negli stabilimenti delle società partner fra cui quelli di Torino-Caselle dell’Alenia, che partecipa al programma con una quota del 19,5%.

Dallo scorso anno il Typhoon è in servizio con la nostra Aeronautica Militare ed ha sostituito il "mitico" F-104 "Starfighter".

Vola il primo C-27J
per la Grecia

Il primo esemplare di serie del velivolo da trasporto C-27J Spartan, destinato all’Aeronautica Militare Greca ha affrontato con successo il suo battesimo del volo il 15 dicembre scorso, dopo l’integrazione finale presso gli stabilimenti Alenia Aeronautica di Torino Caselle.

Decollato alle 10.00 precise dall’aeroporto di Caselle e pilotato dai Comandanti Agostino Frediani e Gianluca Evangelisti (con a bordo anche il terzo collaudatore di Alenia Aeronautica, il Comandante Mario Mutti), il C-27J greco ha effettuato numerose manovre e passaggi di sorvolo per una durata complessiva di 83 minuti.

Il successo del primo volo di questo velivolo per la forza aerea ellenica consentirà alla società italiana di rispettare le tempistiche contrattuali, che prevedono la consegna entro la fine di gennaio 2005.

Il C-27J Spartan, il più avanzato della nuova generazione di aerei da trasporto tattico militare, è già stato ordinato dalle Forze Aeree di Italia e Grecia (12 esemplari ognuna).

Le prospettive di mercato del C-27J non si esauriscono qui: il velivolo, che risponde pienamente alle caratteristiche di interoperabilità, necessarie per gli esemplari in dotazione alle Forze Aeree della NATO, è in fase di valutazione presso Stati Uniti, Canada, Australia, Taiwan, Irlanda, Portogallo, Bulgaria, Repubblica Ceca e altri Paesi che recentemente hanno aderito all’Alleanza Atlantica.

In particolare grandi attese sono rivolte al mercato nordamericano: il C-27J ha effettuato recenti tour dimostrativi negli Stati Uniti e in Canada per dimostrare ai potenziali clienti le notevoli prestazioni e capacità tattiche.

L’Army National Guard ha già indicato il C-27J come il successore ideale del C-23 Sherpa, attualmente in servizio negli USA.

Nel 2004 raggiunto il traguardo di tre milioni di passeggeri

Per la prima volta dal 1956, anno della costituzione della SAGAT, il giorno 15 dicembre, sul nostro aeroporto è transitato il "tremilionesimo" passeggero dell’anno 2004.

Il fortunato viaggiatore è stato il Sig. Angelo Rosato, che con un volo Ryanair diretto a Londra-Stansted ha permesso allo scalo di Caselle di raggiungere questo ambito traguardo.

Alla premiazione del passeggero, che per l’occasione ha indossato una maglia con la scritta "3 milioni", sono intervenuti il presidente della SAGAT, Mario Carrara, l’amministratore delegato Fabio Battaggia e la responsabile marketing per l’Italia della Ryanair Bridget Dowling, che ha consegnato al fortunato passeggero due biglietti a/r per una delle tratte della compagnia.

L’amministratore delegato Fabio Battaggia ha commentato che "Il raggiungimento di questo storico risultato per il nostro aeroporto è il risultato del lungo lavoro svolto dal management SAGAT allo scopo di potenziare il traffico dello scalo e di offrire, pur in un periodo non facile per il settore del trasporto aereo, nuove opportunità di volo, anche a basso costo, al pubblico torinese e piemontese".

In totale nell’anno appena concluso i passeggeri transitati da Caselle sono stati 3.141.888 pari all’11,4% in più rispetto al 2003.

Buono l’andamento sui voli di linea nazionali con 1.761.784 passeggeri trasportati, ben il 7,8% in più se confrontato con l’anno precedente.

I voli per il Sud Italia hanno fatto registrare una crescita del 16,6% mentre i collegamenti con Roma sono rimasti sostanzialmente identici.

Questo traguardo é dovuto in buona parte all’apertura nel mese di febbraio della terza base operativa dell’Air One (dopo Milano e Roma) e al potenziamento dei collegamenti con la Sicilia e la Sardegna ad opera della Meridiana.

Ottimo l’andamento dei voli con l’estero che ha fatto registrare un incremento passeggeri del 17,1% dovuto anche all’apertura di nuove tratte (Londra-Luton, Gerona-Barcellona, Timisoara).

In modo particolare il collegamento con Madrid ha visto un incremento del 39,8%.

Positivo nel 2004 il traffico charter con 265.505 (+14,5%) passeggeri transitati sul nostro scalo ed è stata evidenziata una forte crescita del traffico "outbound" (+36,9%) soprattutto estivo grazie anche a nuove destinazioni come Mosca e San Pietroburgo.

Ai dati confortanti fanno però riscontro la cancellazione di alcuni collegamenti importanti come Amsterdam e Zurigo a cui seguiranno, con l’orario estivo 2005, la soppressione dei voli per Barcellona-Gerona (Ryanair) e Lisbona (Portugalia).

Intanto il 2 gennaio scorso l’aeroporto di Caselle, grazie ai numerosi charter della neve, per la prima volta ha raggiunto il traguardo giornaliero di 19.635 viaggiatori.

Purtroppo questo record ha causato nella mattinata un ritardo nelle partenze di oltre tre ore per almeno una dozzina di voli.

L’eccezionale afflusso di passeggeri combinato con i nuovi standard di sicurezza nei controlli a terra e il conseguente rallentamento delle procedure ha causato la perdita degli "slot" (assegnazione ad un velivolo di un orario entro il quale deve decollare) di decollo di numerosi aerei che si sono così accavallati con i nuovi arrivi, tanto che nella tarda mattinata alcuni velivoli appena atterrati hanno dovuto attendere sul raccordo prima di accedere ai piazzali di sosta.

 

Pagina 20 - Notizie

Cambio di Comando
all’Ufficio Tecnico Territoriale

Martedì 18 gennaio nella palazzina direzionale dell’Ufficio Tecnico Territoriale dell’aeroporto di Caselle si è svolta la "Cerimonia di commiato" al Brig. Gen. Massimo Rigattieri Comandante in carica sino al 31 dicembre 2004.

Contemporaneamente è stato "salutato" il nuovo Comandante Col. Roberto Garbi che ha preso la direzione dell’U.T.T. dal l° gennaio 2005.

Sotto il comando del Brig. Gen. Massimo Rigattieri, a partire dal 1° settembre 2000, l’U.T.T. di Caselle (inizialmente denominato D.C.A.) sono state effettuate le prove di collaudo e di accettazione dei velivoli Tornado e Typhoon prodotti dall’Alenia prima di essere consegnati all’Aeronautica Militare.

Durante il suo comando è stato anche posizionato il nuovo "gate guardian" TF-104G di fronte alla caserma.

La carriera del Brig. Gen. Massimo Rigattieri è iniziata all’Accademia Aeronautica di Pozzuoli nel 1964 e dopo un periodo al comando del G.E.V. della Scuola Volo Basico Iniziale Aviogetti di Lecce (dal 1971 al 1976) è giunto a Torino come Capo dell’U.S.T. alla Fiat di Torino.

In seguito è passato alla D.C.A. di Torino prima come Capo Sezione Aeromobili ( dal 1981 al 1989) e poi come Direttore (fino al 1993).

Alla fine del 1993 è diventato Direttore del 3° Reparto Manutenzione Velivoli di Treviso per poi diventare Direttore della D.C.A. di Milano dal 1996 al 2000, per poi tornare definitivamente a Torino.

Luigi Perinetti Giancarlo Colombatto

Cauto ottimismo
da parte del direttore Enrico Mattirolo per il 2005

Bilancio Mesi

Riceviamo e pubblichiamo

"Dopo un 2003 non brillante e caratterizzato da un calo di valore della materia prima, quest’anno ha visto una sostanziale stabilità nei corsi del grezzo, che ci ha consentito di programmare l’attività con una certa serenità. Ciò che ci ha reso la vita difficile purtroppo è il forte calo di valore del dollaro sull’Euro, solo in parte compensato dagli acquisti di materia prima".

Con queste parole di preoccupazione ha esordito Enrico Mattirolo nella qualità di Direttore della Mesi spa in occasione della tradizionale festa di fine anno.

"Unitamente a questa situazione si manifesta un crescente aumento della concorrenza da parte di concerie cinesi che hanno notevolmente migliorato il loro livello qualitativo rendendo più ardua l’affermazione di nostri prodotti in quei mercati che sono per altro diventati i nostri più importanti mercati di sbocco.

Avrete voi tutti ascoltato in questi ultimi mesi le dichiarazioni preoccupate di uomini politici e grandi manager che riportano una crescente difficoltà per l’intero settore industriale italiano in presenza di due fattori concomitanti: la debolezza del dollaro e lo sviluppo della Cina, che può avere come conseguenza una forte deindustrializzazione del nostro paese", ha continuato Mattirolo esprimendo un cauto ottimismo, per poi chiudere:

"Siamo convinti che nel ragionevole futuro ci sia un posto per la Mesi come conciatore che svolge la propria attività prevalentemente in Italia, occorre però adeguare i nostri comportamenti alle mutate condizioni di mercato, scordandoci cosa eravamo, anche nel passato recente e dimostrandoci pronti a cambiare e a rinnovarci di continuo e con grande rapidità.

In quest’ottica va vista la nostra iniziativa di delocalizzazione in Romania della rifinizione delle pelli scamosciate , che si sta sviluppando secondo le aspettative, e le necessità di un mercato che diventa sempre più competitivo. Il progetto sarà completato entro la primavera del 2005".

"La flessibilità deve diventare la nostra parola d’ordine e l’innovazione dei prodotti in collaborazione con i nostri fornitori, l’arma vincente. I nostri comportamenti dovranno cambiare e dovremo mettere il cliente al centro della nostra azione sia dal punto di vista commerciale che da quello produttivo".

 

 

Pagina 21 - Notizie

Cittadini amareggiati

Vorremmo associarci all’articolo di Pietro Mare apparso nel mese di dicembre su Cose Nostre, riguardante la mancanza di metano in Strada Torino. Tale fatto è molto più esteso rispetto a quanto il Sig.Mare ha esposto nel proprio articolo.

Avevamo già fatto presente al Comune che questa zona di Caselle è piuttosto carente di servizi, ma pare che la nostra voce non sia gradita.

Inoltre, vorremmo porre un altro problema piuttosto grave già esposto alle autorità comunali, le quali non hanno risposto. Per poter raggiungere a piedi o in bicicletta il centro di Caselle, i cittadini che abitano dalle parti di Str. Torino, Via Accossato, Via degli Alpini e vie limitrofe sono costretti a passare sul ciglio del fosso (tra Via Accossato e Via Torino) per non rischiare di essere investiti dalle auto che passano sulla provinciale.

Dovrebbe essere volontà del Comune mettere in sicurezza i punti pericolosi che i cittadini segnalano, ma sembra che così non sia.

Non è bello dirlo, ma c’è da pensare che ci siano zone della città non prese in considerazione.

Seguono 10 firme

ritorna www.merlo.org/caselle/cosenostre.htm

Pagina 22 - Sport

…E via verso nuove avventure!

Riprende il campionato di calcio a 5 al "C’entro", dopo la pausa natalizia

Sono ormai trascorse veloci le vacanze natalizie e nonostante qualche chilo di troppo le nostre attività sono ripartite. A riaprire i battenti sono state le partite del campionato Pepsi Cola di calcio a 5. Le prime squadre a scendere in campo in questo 2005 sono state le blasonate formazioni di RSM e Megadyne. Gli azzurri di capitan Zappalà dimostrano poca concentrazione e una forma fisica un po’ precaria, forse Passera & company hanno ancora la testa sulle piste innevate delle nostre valli? Gioca bene invece la formazione di bomber Tomasi, autore di una doppietta, che mantiene la linea d’onda intrapresa nel vecchio anno. Per onor di cronaca l’incontro si è concluso 4 – 2 a favore di RSM con reti di Tomasi (2 volte), Mastrapasqua e Antoniello mentre per Megadyne vanno in gol Passera e Picat Re, leader della classifica cannonieri che raggiunge quota 50 gol. Nell’altra gara della prima giornata di questo nuovo anno nuova sconfitta per il team di Spezzano contro La Fornarina. Back Magic infatti resta ferma in quint’ultima posizione e sembra ormai rassegnata a svolgere i play out nella seconda fase del campionato. Buona la prestazione del nuovo rinforzo Aimone, autore di una doppietta, ma non basta.

La Fornarina invece raggiunge il terzo posto e aspetta impazientemente il recupero di venerdì 14 gennaio contro RSM, seconda forza del campionato. La squadra di Todisco ha trovato in Cirillo il trascinatore giusto per il finale di stagione. Resta saldamente in testa Laurel & Hardy, vittoriosa nell’esordio annuale contro la giovane formazione dei Flash. I ragazzi di Mathi sono ormai i favoriti numero uno per la conquista del titolo di campioni d’inverno. Subito dietro, in terza posizione troviamo Lampalex. Il team di Moni sembra aver superato i problemi di fine anno ritrovando la scia giusta per impensierire la conquista del titolo. Sembra aver smaltito bene i panettoni anche Ultrak Cafasse che rifila otto pappine al fanalino di coda Excelsior Leinì. Tra i cafassesi in gran evidenza l’attaccante Aliano e il portierone Taraglio. Da rivedere qualcosa nella formazione di Leinì.

Combattono per l’ultimo posto play off a disposizione Fasolada e All Blacks; il calendario sembra favorire i borgaresi. In coda sono ormai rassegnate CPL e Night Club, destinate a diventare protagoniste nella seconda fase del torneo.

Nel campionato Heineken di calciotto ancora ferme ai box le squadre, riapriranno le danze nella prima settimana di febbraio. Chissà se Elimar.tex troverà qualche difficoltà in più con l’anno nuovo o se le formazioni de La Vecchia Filanda, La Fornarina e Centro Servizi Casa su tutte, resteranno spettatori della vittoria del titolo. Cercheranno gloria anche le formazioni casellesi di Paolella con Cremeria Riccardo e quella di Benedetti, la storica Filmar. Comunque andrà a finire, questo campionato è stato avvincente e combattuto come pochi.

Il C’entro comunque non si ferma, infatti è alla ricerca di squadre interessate a partecipare a un nuovo campionato di calciotto, con inizio a febbraio e gare esclusivamente giocate al sabato.

Gli interessati potranno ottenere maggiori informazioni presso la segreteria del C’entro, in via alle fabbriche 125. Il modo giusto per trascorrere il sabato pomeriggio in compagnia e amicizia a braccetto con lo sport.

Tennis: al via la stagione 2005

Buon esordio di Cristina Dolce nel torneo open di Bordighera

In attesa di conoscere la composizione dei gironi dei campionati invernali federali a squadre, il Tennis Club Caselle sta ultimando i preparativi per concedersi una nuova grande stagione.

E le premesse ci sono. Basti vedere di che cosa è stata capace Cristina Dolce nel recente torneo "open" di Bordighera. Intanto giova dire che "Sweettina" non affrontava un torneo di così elevato livello da tempo immemore e che da un bel po’ non giocava un match ufficiale; da quando aveva vinto i campionati assoluti piemontesi alle Pleiadi nel novembre scorso.

Nella Riviera dei Fiori, Cristina Dolce è andata a giocare il cosiddetto "torneo di Capodanno", giacché è tradizione, nel più vecchio club di tennis continentale, iniziare la nuova stagione proprio a partire dal 1° di gennaio, quando gli altri stanno ancora smaltendo i bagordi.

"Sweettina" di stravizi non ne ha fatti se è vero com’è vero che prima ha sconfitto la 3.1 Simbula e poi la ligure Covoni, una seconda categoria di tutto rispetto. A questo punto la giocatrice di San Maurizio s’è trovata la strada sbarrata da Alice Canepa, che non solo è una prima categoria, ma è pure giocatrice capace di vincere a livello internazionale, stando stabilmente a ridosso delle prime 150 al mondo.

A vedere il punteggio (6-0 6-2 per la Canepa) sembrerebbe che non ci sia stata partita, ma mai "score" è stato così bugiardo.

La nostra ha lottato per quasi due ore ininterrotte, giocandosi ogni game ai vantaggi. La Canepa nei momenti importanti ha messo in campo tutta la sua esperienza ed è maturato così un risultato troppo severo per la Dolce, la quale però non è rimasta affatto turbata. Anzi.

"Era la prima volta che giocavo con una giocatrice di tale caratura – ha detto "Cri-Cri" subito dopo il match – e devo dire che, pur schiacciata dal punteggio, nello sviluppo del gioco non mi sono trovata in grande difficoltà. Alla fin fine, la Canepa mi ha giocato solo due colpi vincenti in tutto il match. Questo mi fa ben sperare per questa stagione che è appena cominciata: partire con un ottavo di finale qui a Bordighera e aver lottato per lunghi tratti con una delle più forti giocatrici d’ Italia mi fa dire che sono sulla strada giusta."

Davvero un buon viatico questo per Cristina Dolce e per lo staff che la segue: dal maestro Moreno Baccanelli che l’ha seguita giù in Liguria, alla maestra Paola Cavallo che l’ha ben preparata, "Messo" Messoriano che le sta costruendo un fisico… da paura.

Presto verranno nuovi tornei: quello di Giussano, in Lombardia, è alle porte. "

"Sweettina" non è l’unica a prepararsi: suo fratello Stefano ha le valigie pronte per andare a giocare tre tornei internazionali in Spagna ed Emanuele Sapio sta affilando le armi per andare a Pino e difendere il titolo vinto l’anno scorso.

Anche per gli altri nostri "babies" è tempo di prove. Alessia Dondolato, l’under 16 borgarese passata da poco in terza categoria, è andata a giocare il torneo alla Pineta di Sangano vincendo un match e perdendone un altro, mentre la piccola ma promettentissima Elena Musuruana è entrata nel tabellone di selezione del torneo di macro-area (Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta) disputato alle Pleiadi di Moncalieri e dov’erano presenti solo i più forti under delle tre regioni.

Dal 22 di gennaio partiranno i campionati federali invernali e noi nella coppa Meloni, riservata alle giocatrici di classifica fino a 2.7 siamo vicecampioni regionali: ce la faremo a regalarci subito uno scudettino, visto che possiamo schierare la campionessa d’Italia, la Nepote Fus e una Cristina Dolce che sta andando già a mille?

I maschi avranno due squadre impegnate nel torneo riservato ai quarta cat. e sarà un utile prologo per un’edizione tutta nuova del "Silvio Passera". Ma questa è un’altra storia e la racconteremo la prossima volta.

e.c.

Pagina 23 - Sport

Caselle Calcio

La squadra di Furlano soffre nel campionato
di Promozione

Necessita un buon girone di ritorno

Penultima piazza con 11 punti all’attivo, tre in più del fanalino di coda Mathi, dieci sconfitte sul groppone e il secondo peggior attacco del campionato con appena nove gol realizzati. Il 2004 del Caselle Calcio, in Promozione, non si è certamente chiusa in maniera eccezionale e con un computo complessivo di numeri che faccia ben sperare per il prosieguo della stagione. I rossoneri di Gianni Furlano, infatti, sono partiti in sordina all’inizio della stagione ma, al contrario della stagione sportiva precedente, non c’è stato nessun decollo nel corso del girone d’andata. Un segnale preoccupante dato, probabilmente, dalla inesperienza di gran parte delle rosa casellese alle prese con il campionato di Promozione. Un campionato lungo e difficile dove chi non segna (e il Caselle non segna quasi mai) non può far altro che soffrire. All’attivo della formazione rossonera solo tre vittorie: 2-1 in casa al La Chivasso alla quarta giornata, 2-0 a Collegno contro l’Olympic sette giorni dopo e 1-0 in casa del Real Canavese alla dodicesima giornata, dopo sette settimane di astinenza. Due, invece, i pareggi: 1-1 in casa con il Quincitava alla seconda di campionato e 0-0, sempre in casa, contro la Sanmauropianese alla tredicesima giornata. Per il resto solo sconfitte, alcune anche pesanti come macigni. E non stiamo parlando di quelle patite contro Castellamonte o Paralombardore ma di quelle che i rossoneri hanno perso negli scontri diretti: 2-1 a Nole contro i granata di Sacco e 1-0 a Mathi con l’attuale ultima della classe. Anche il derby col Borgaro, quest’anno, si è risolto con una sconfitta, seppur di misura. Va detto: il Caselle quasi mai ha meritato di perdere dimostrandosi sul campo nettamente inferiore alle avversarie. Ma la sterilità in attacco ha condannato i rossoneri anche alle sconfitte più impensabili. Il 2005 dovrà quindi necessariamente vedere l’arrivo di qualche attaccante di peso in casa Caselle. La società si sta muovendo per raggiungere alcuni accordi e rinforzare il reparto che maggiormente ha deluso nella prima parte della stagione. I margini di miglioramento sono molto ampi e la classifica ancora permette una rimonta sulle squadre che, attualmente, guardano dall’altro la formazione di Furlano. Non c’è però tempo da perdere perché nel girone di ritorno non ci sono prove di appello: i punti persi sono persi per sempre e lo spettro dei bassifondi della classifica è sempre dietro l’angolo pronto a balzare sul Caselle come una preda inferocita.

Alessandro Previati

pagina 24 - Sport

Nelle Valli di Lanzo verso il Colle Pian Fum

Piacevole escursione in ambiente aperto e soleggiato, effettuabile in qualsiasi stagione. La seguente proposta si riferisce ad una camminata con racchette su neve ben assestata, di conseguenza i tempi riportati saranno senz’altro inferiori in assenza di neve.

Lasciamo Caselle in direzione delle valli di Lanzo. Raggiungiamo Lanzo, Germagnano, attraversiamo il ponte sul torrente Stura e proseguiamo per Viù, centro di soggiorno dell’omonima valle, la più meridionale delle tre. In uscita dal paese, ad un bivio, risaliamo la strada a destra per Polpresa. Circa due chilometri dopo Polpresa altro bivio, andiamo a destra per la frazione Asciutti (1308 m). Ci teniamo a destra sino a raggiungere una chiesetta. L’asfalto qui finisce, parcheggiamo l’auto, ignoriamo lo sterrato che sale al Truc della Dieta e ci incamminiamo in direzione Pian delle Mutte, C. Saudette (1583 m), Alpetto (1762 m).

All’alpe (1h 40’) lo sterrato finisce, risaliamo ad ovest il pendio sino ad una quota di circa 1800 m (20’) dove incontriamo lo sterrato proveniente dall’Alpe Bianca (Tornetti). Lo percorriamo sino al Colle Pian Fum (1999 m) (55’): punto panoramico a pochi metri dalla cima di Rocca Moross (2135 m).

Dallo spartiacque generosa veduta sulla Val d’Ala a nord, sui numerosi centri e nuclei abitati dei due versanti, sul fondo valle e tutto attorno sino a sud, sino al crinale della Val Susa ( Colle del Lys, monte Civrari, Punta della Croce).

Per il rientro facciamo uso dello sterrato per l’Alpe Bianca sino a raggiungere l’alpe Grosso (1763 m) (45’). Qui lo lasciamo per seguire la traccia del sentiero che scendendo a S.E., supera un rio e termina al Pian delle Mutte sullo sterrato iniziale. In poco tempo siamo all’auto (1h 45’).

Cartografia: IGC 1: 50000 Valli di Lanzo e Moncenisio.

Francesco Reymond

Non solo calcio a 5 nella "Don Bosco Caselle"

C’è anche il Volley

Ha iniziato il 2005 con la solita allegria la "Don Bosco Caselle", che si ritroverà per un grande incontro conviviale la sera del 29 gennaio all’oratorio "Giovanni XXIII" e onorerà la festa del santo di Castelnuovo lunedì 31, quando parteciperà alla Santa Messa nella basilica torinese di Maria Ausiliatrice.

È tutto pronto per l’ingresso nel mondo della pallavolo. Venerdì 14 è stato stilato il calendario del Volley Misto PGS, in cui si cimenteranno i ragazzi e le ragazze allenati da Elvis Uva, Cristina Alberti e Antonino Lo Bianco; per le gare interne appuntamento il venerdì dalle ore 20,30 nella palestra di strada Salga. Sono intanto usciti dal letargo i campionati di calcio a 5. La squadra più in forma di tutte è la selezione femminile di Fabio Sella, che nell’ultima gara decembrina dei Dilettanti B Uisp ha affondato la New Friends (12-0), garantendosi il primato con 21 punti. Dopo le trasferte a Settimo il 27 gennaio e a Lanzo il 31/1, il primo match interno sarà il 9 febbraio alle 21 a Leinì contro l’Atletica Girls.

Le due maschili della categoria Libera ripartono dal terzo posto nei propri gironi. La squadra A di Renato Clerici, già di scena il 19/1 nel torinese Oratorio San Martino, da giovedì 27 sarà tifabile per tre volte in via Gibellini opposta a San Francesco Venaria, Don Banche e Virtus Volpiano (ore 21). Alla Don Bosco B di Daniele Maselli il calendario ha riservato i tre fanalini di coda Kiss (affrontato il 20/1 a Grugliasco), Istituto Agnelli (Caselle, 24/1, ore 21.30) e Ss. Pietro e Paolo (7 febbraio).

L’Under 19 guidata da Luca Innocenti, che ha ripreso lunedì 17 contro il Ss. Pietro e Paolo, divide la seconda piazza con l’Auxilium Martinetto, prossimo avversario domenica 30 a Torino prima di incontrare in casa la capolista Don Banche (7 febbraio, 20.15). Infine i giovani dell’Under 17 di Lifone e La Fauci, terzi, sono destinati venerdì 21 e lunedì 24 contro Real Toti e Don Banche; altra sfida domenica 6/2, ospiti nel capoluogo del S. Antonio Abate.

Stefano Tubia