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"Slow Life" a
tutti
L’agenda nuova era lì
sulla scrivania. E non l’avevo neppure aperta.
Sì, guardandola in modo
distratto, m’ero chiesto ancora una volta di che cosa si sarebbero
riempite tutte quelle pagine bianche: che cosa il nuovo ci avrebbe
portato.
Una sorta di gioco vano
che faccio da sempre, mi porta a sfogliare il libro vuoto dell’anno
che va a cominciare, immaginando quanto e come i dodici mesi
riusciranno nuovamente a stupirmi.
Quali pagine si
andranno a collocare gioie e dolori ?
E soprattutto, di quali
località l’irrazionalità degli eventi ci farà scoprire l’esistenza
?
Beslan per i primi otto
mesi del 2004 non era neppure un posto. Se ne stava nascosto in un
paese che porta un nome improbabile da operetta: chi conosceva
l’Ossezia e Beslan?
Poi, d’improvviso la
bestia s’è svegliata e le pagine di fine estate si sono sporcate di
sangue.
Com’era accaduto per
Vukovar, per Banja Luka, nomi che hanno grondato ma che sono stati
ormai dimenticati e ingoiati da altre agende, da altri luoghi e
altri anni.
Perfino una tragedia
immane e perpetua come quella di Cernobyl fa fatica a rimanere nella
memoria.
Nuovi posti arrivano
insieme a nuovi giorni, e a volte sembra che il destino si diverta a
portare a galla luoghi dove per secoli anche il niente ha fatto
fatica ad accadere.
Già, il
destino.
Quante volte è stato
tirato in ballo nell’ultimo mese.
Nei giorni che dovevano
segnare per il mondo cristiano solo serenità, la violenza della
natura s’è manifestata in maniera inusitata ed
apocalittica.
Lo tsunami ha riempito
le nostre ore, svuotato i nostri cuori: forse mai nella storia
dell’uomo una catastrofe era stata documentata in tutta la sua
tremenda forza distruttiva, entrando nelle nostre case e colpendo
così forte allo stomaco.
Il paradiso
"finanziabile anche in comode rate" delle Maldive e dell’Indonesia è
diventato inferno.
Mille storie si sono
intrecciate e l’Uomo Moderno, elettronico e computerizzato, s’è
trovato nudo di fronte all’imponderabile e all’ineluttabile. Il
"tutto possibile", che pareva assodato e certo nella nostra "civiltà
superiore", è stato spazzato via e non c’è stato spazio che per il
vuoto assoluto: noi, ricchi mendìchi a ringraziare l’aiuto dei veri
mendicanti; noi sconosciuti e irriconoscibili davanti
all’ignoto.
Abituati ad avere sempre
una spiegazione, non ci sembrava possibile arrenderci al silenzio
consequenziale ai nostri tanti perché.
Arresi, abbiamo
rispolverato il destino.
Lo stesso accampato per
quei poveri che hanno visto la loro vita chiudersi a Crevalcore, un
posto che per noi è solo una via dalle parti di corso Grosseto:
c’era la nebbia: meglio prendere il treno, molto più sicuro
dell’auto in giornatacce emiliane così...
Ma qui forse è un’altra
storia e il destino c’entra davvero poco.
E non c’è neppure da
chiedersi se Dio stia troppe volte girato dall’altra
parte.
Spesso le pagine delle
agende si riempiono d’orrori perché questi non sono altro che la
logica conseguenza di realtà che qualcuno ha volutamente ignorato,
come se causa ed effetto fossero disgiunti.
È che purtroppo non
esistono neppure più le provvide sventure: domani è sempre un altro
giorno e rimbalza dagli schermi: già sulle spiagge che hanno
conosciuto morte e devastazione gli uomini "civili" hanno fatto
riaprire gli ombrelloni: the show must go on e i locali hanno dovuto
ricacciare il dolore per provare a tornare a vivere.
Questi anni veloci che
tutto paiono ingoiare, che ruminano le macerie dell’avere e ci fanno
dimenticare quanto più importante sia l’essere, inghiottiranno nuovi
giorni e nuove pagine d’agenda.
Il prossimo anno però mi
piacerebbe ci ritrovassimo tutti qui, a dirci che questa follia s’è
placata, e che, "ognuno nel suo particulare" – almeno in questo –,
ci si è riappropriati del tempo e delle cose.
Quelle piccole e che
sanno di buono. Quelle scontate e che perciò non finiscono mai nelle
agende: un sorriso, una carezza; rallentando un po’ questo vortice
di vita che troppo ci avviluppa e che ci porta a vivere in
accelerazione costante.
Un augurio per questo
2005? "Slow life" a tutti: che si possa tornare tutti ad una vita
meno isterica ed epilettica, capaci di riassaporare il gusto che ha
un mattino e quello che portano con sé le stagioni.
Perché è vero che si può
morire a Phi Phi Island in una vacanza "mordi e fuggi", ma farlo
morendo tutti i giorni un po’, senza capire chi siamo e chi ci sta
accanto, dove ci stanno portando, è sorte ancora
peggiore.
Che l’agenda 2005 vi sia
lieve: possano le restanti 345 pagine ospitare solo cose lente e
belle.
Buon anno!
Elis
Calegari |
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Festa per Enrica Baldi
Borsello
Domenica 19 dicembre,
nella Sala Consiliare di Palazzo Mosca, s’è tenuta la cerimonia di
premiazione del "Casellese dell’anno".
Com’è noto e anticipato
nello scorso numero di "Cose Nostre", la speciale giuria ha inteso
consegnare il prestigioso riconoscimento 2004 ad Enrica Baldi
Borsello, la direttrice della corale di Mappano.
Giunto alla sua quarta
edizione, il premio che nel 2001 all’esordio era andato a Giovanni
Verderone, un anno dopo a Gianni Rigodanza e nel 2003 a Filiberto
Martinetto, in quest’occasione, non solo è andato ad onorare la
prima donna della sua giovane storia, ma anche un’esponente
proveniente dal cuore della frazione mappanese.
Articolo a pag.
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Le Associazioni casellesi
hanno una nuova casa
Da lunedì 10 gennaio
l’Associazione Turistica Pro Loco, il Giornale "Cose Nostre", il
Circolo Fotografico, il Circolo Filatelico, l’Associazione Storia
Aeronautica (ASA 2000), il Bonsai Club, l’Associazione Provinciale
Allevatori (APA), il Gruppo Teatrale "I Fuoriscena", il Caselle
Volley, la Società Pescatori Sportivi Casellesi, l’Associazione
Sportiva "Gioco & Sport Roller Skates" hanno iniziato la loro
attività nella nuova sede in via Madre Teresa di Calcutta 55, angolo
via Vernone (di fianco al Maxistore Dimeglio).
Articolo a pag.
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| L'Occidente e lo
Tsunami:
Si sono accesi i
riflettori su una delle zone più povere del mondo.
La tragedia che ha
concluso un anno già drammatico, sta mostrando ogni giorno di più
tutto il suo carico di morte e distruzione, portando alla ribalta
l’atroce realtà: si calcola che la cifra finale dei decessi potrà
raggiungere il numero di circa 160.000/170.000 unità, in buona
percentuale bambini.
All’orrore della devastazione causata
dalla natura, si aggiunge l’orrore dell’uomo: sono pedofili e
stupratori l’ultimo incubo per i sopravvissuti del maremoto nel
sudest asiatico. La polizia indonesiana ha aperto un’inchiesta su un
possibile traffico di bambini, dopo le tante denunce, secondo le
quali minori che erano stati visti in salvo dopo l’onda anomala che
si è abbattuta sul Paese, sarebbero poi spariti nel nulla. A
tracciare un primo scenario è il Segretario generale dell’Onu, Kofi
Annan, che in un’intervista dichiara: "È il peggior disastro che
abbiamo mai affrontato; per la ricostruzione ci vorranno dai cinque
ai dieci anni".
In effetti sono avvenuti
altri disastri ambientali di questa intensità: i due più recenti, in
aree relativamente limitrofe alle attuali; precisamente nel luglio
’76, in Cina, un terremoto provocò 242.000 vittime e nel maggio del
’91, in Bangladesh, dopo un’alluvione, si contarono 300.000
morti.
Sinceramente se non
avessi fatto la ricerca, pur avendone un vago ricordo, non sarei
stato in grado di indicarne il tempo né la gravità.
Questo dimostra che la
percezione di un evento, sebbene molto tragico, tende a sfumare
nella nostra memoria, soprattutto se non ne siamo coinvolti in
qualche modo. Anche ora, i media continueranno a dare risalto alla
tragedia, almeno finché tutti i turisti saranno rientrati dal
"Paradiso per pochi", divenuto "Inferno per tutti".
I "bianchi" stanno
rientrando accolti tra i microfoni: gli psicologi li aiuteranno a
superare il trauma di una vacanza interrotta violentemente, in
qualche caso anche la perdita di una persona cara, ma per chi resta
sul posto sarà possibile ricominciare a vivere, seppure nella loro
storica povertà?
Nessun giornale ha
pubblicato dati su quanto guadagnano i lavoratori della Nike o
quelli della Reebok; i contadini che si spezzano in due per
coltivare il riso; nessuno a quanto ammonta il salario dei
lavoratori del turismo, o con quanto riuscivano a vivere le migliaia
di pescatori che sono affogati con i loro figli nelle squallide
baracche, vicine al mare, baracche che i turisti giudicano
"caratteristiche" e fotografano in abbondanza per far vedere al
ritorno agli amici come sono poveri, ma felici gli abitanti.
Purtroppo la povertà e lo sfruttamento di quelle persone è
dimenticata a maggior gloria di vacanze mordi e fuggi. Quanto vale
una vita umana? Dipende dal passaporto; se di uno Stato dell’Unione
Europea o degli Stati Uniti, si parla di vite strappate e hanno un
altissimo valore e corre l’obbligo dell’aiuto prioritario, del
cordoglio umano e sociale. Se invece non hanno nemmeno il denaro per
un documento d’identità, non esistono: sono soltanto cadaveri da
bruciare per evitare il pericolo d’epidemie.
Fra poco forse la fame e la
dissenteria torneranno abitudine costante di quelle popolazioni,
alleviati soltanto da aiuti silenziosi di operatori umanitari.
Eppure si racconta di superstiti locali che hanno saputo dare ai
ricchi occidentali, aiuto, sostegno, forza e speranza, loro che per
primi mancano delle ricchezze materiali da noi considerate
essenziali.
La "gara della
solidarietà" che si è messa in moto, ancora prima della fine
dell’anno, dimostra almeno due cose, tra loro assai differenti: la
prima è che le persone, i cittadini, l’umanità mostrano in occasioni
sciagurate come queste, una generosità inaspettata. Saranno magari
anche gesti facili che non impegnano più di tanto, ma sono spontanei
e segno di una solidarietà di questi tempi non scontata; la seconda
riguarda i governi e le multinazionali e la capacità che hanno
costoro di trasformare tutto in sterco. All’inizio, il presidente
U.S.A. George W. Bush ha annunciato fiero un’offerta di 15 milioni
di dollari (11 milioni di euro). Dopo l’accusa di tirchieria, ha
allargato i cordoni della borsa fino a un prodigo gruzzoletto di 35
milioni di dollari (27 milioni di euro). L’Iraq costa agli Stati
uniti tra i 200 e i 300 milioni di dollari al giorno! La generosità
della Casa Bianca, il suo compassionevole conservatorismo, stanziava
perciò l’equivalente del costo di tre ore di occupazione dell’Iraq.
Ma le polemiche non si placavano e così Bush ha rilanciato :
"Stavolta non bado a spese" fino a 350 milioni di dollari: poco più
di un giorno d’occupazione.
Non è il solo paragone
scandaloso. La stessa straordinaria generosità emana dalle grandi
corporations.
La Coca Cola offre 10
milioni di dollari: vale la pena ricordare che nel 2003 il suo utile
lordo è stato di 5,5 miliardi di dollari (ha cioè regalato meno
dello 0,2 % del suo utile).
Il colosso farmaceutico
Pfizer (che produce tra l’altro il Viagra) regala 10 milioni di
dollari cash e 25 in medicine, ma il suo utile netto è stato nel
2003 di 3,9 miliardi di dollari e nel 2004 è cresciuto. La lista
delle elemosine è lunghissima, ma due esempi sono illuminanti: la
Nike ha regalato ben un milione di dollari, una prodigalità quasi
insensata per una corporation che nel 2004 ha dichiarato utili
operativi per 1,6 miliardi di dollari, non solo, ma che questi utili
li ricava in gran parte dal lavoro dei suoi operai e delle sue
operaie thailandesi che lo tsunami ha falcidiato nei giorni scorsi.
Anche La General
Electrics ha offerto munifica un milione di dollari: azienda che nel
2003 ha avuto un utile netto di 16 miliardi di dollari, cioè in
questi giorni ha regalato un sedicimillesimo del suo reddito. Come
se uno di noi, che guadagna sedicimila euro netti l’anno, avesse
dato in aiuto solo un euro, con il famoso SMS, provocando anche,
come saprete, la polemica tra la Croce Rossa e la Protezione Civile
per spartirsene la gestione.
Ernesto
Scalco
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| L'amministrazione
comunale si mobilita
Anche la Città di
Caselle T.se non può rimanere insensibile a quanto è avvenuto nelle
Regioni del Sud-Est asiatico a seguito del maremoto che ha colpito
l’intera zona dell’Oceano Indiano domenica 26 dicembre
scorsa.
Lo "tsunami" (questo è il termine
ormai tristemente noto con il quale si identifica il fenomeno) ha
causato decine di migliaia di morti accertati ed un numero
imprecisato, ma comunque enorme, di dispersi.
Numerose sono le
Associazioni, i gruppi e tanti i cittadini che si sono prodigati in
queste settimane in raccolte fondi.
Anche l’Amministrazione
Comunale al completo (Maggioranza e Opposizione, senza distinzioni)
si sta attivando per portare il proprio contributo per la
ricostruzione alle popolazioni così duramente provate.
Un primo, limitato,
stanziamento di ¤ 1000,00 è
già stato fatto in forma d’urgenza nei giorni immediatamente
seguenti la catastrofe. Poca cosa se confrontata con l’entità della
distruzione, ma si tratta di un primo passo al quale ne seguiranno
altri a seguito di alcuni incontri tra i rappresentanti consiliari
durante i quali verranno prese le decisioni da attuare in tal senso.
Un’attenzione, pertanto, che non si esaurisce con il primo
intervento di emergenza, ma che proseguirà con azioni più
significative. Successivamente verranno date maggiori informazioni
in merito. |
| Un dovere: contribuire
generosamente
"Invito tutti i credenti
e gli uomini di buona volontà a contribuire generosamente a questa
grande opera di solidarietà verso popolazioni già duramente provate
ed esposte ora al rischio di epidemie". Questo è l’appello che il
Papa ha lanciato, associandosi agli appelli provenienti da ogni
parte del mondo.
Un appello a favore di
quei poveri sopravvissuti, costretti a restare nelle loro terre
martoriate. Per loro, al sottosviluppo e alle varie forme di
arretratezza, si è aggiunta questa catastrofe che taglierebbe le
gambe anche a popolazioni molto sviluppate.
Già subito nelle prime
ore dopo il cataclisma sono partite indicazioni e proposte: numeri
di c/c, sms, associazioni private e pubbliche... Canali diversi per
convogliare segni concreti di disponibilità e di condivisione,
giungendo a mettere insieme anche delle cifre
considerevoli.
Di fronte a questa
situazione (come a diverse altre nel passato) più di uno obietta:
"Ma ciò che offro, giungerà a destinazione o si fermerà per strada?"
Più di una persona si è posta (e mi ha posto) una domanda
simile.
La fiducia è una cosa
seria, ed è vero. Come è altrettanto vero che chi abusa della
disponibilità dei donatori compie un gesto abominevole.
Questo non significa
però arrivare a rifiutare l’aiuto con la scusa:"Tanto gli aiuti non
arrivano a destinazione". Significa invece scegliere organizzazioni
e persone che ci ispirano fiducia. E condividere, sentendoci "come
una unica dolente famiglia che piange la morte di tantissime persone
e la distruzione di intere comunità". È questa l’unica vera, solida
motivazione che ci può spingere ad una solidarietà concreta e
costante, non solo occasionale. Una solidarietà non suscitata solo
da queste circostanze tristi, ma che diventa una mentalità, perché,
purtroppo, non mancheranno mai le persone in difficoltà che si
aspettano un aiuto... ed è un loro diritto riceverlo!
Formarsi una mentalità
solidale: dovrebbe essere il primo frutto di queste terribili
vicende.Quali strade seguire, poi, per realizzarla e viverla, sta
alla coscienza di ciascuno di noi.
Don
Claudio |
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Pagina 3 - PRIMO PIANO
| Festa per Enrica Baldi
Borsello
Domenica 19 dicembre, nella Sala Consiliare di
Palazzo Mosca, s’è tenuta la cerimonia di premiazione del "Casellese
dell’anno".
Com’è noto e anticipato nello scorso numero di "Cose
Nostre", la speciale giuria ha inteso consegnare il prestigioso
riconoscimento 2004 ad Enrica Baldi Borsello, la direttrice della
corale di Mappano.
Giunto alla sua quarta edizione, il premio che nel
2001 all’esordio era andato a Giovanni Verderone, un anno dopo a
Gianni Rigodanza e nel 2003 a Filiberto Martinetto, in
quest’occasione, non solo è andato ad onorare la prima donna della
sua giovane storia, ma anche un’esponente proveniente dal cuore
della frazione mappanese.
Ma sarebbe riduttivo pensare che Enrica Baldi
Borsello sia stata scelta e poi premiata soltanto perché donna e
perché mappanese.
No, Enrica Baldi Borsello ha meritato l’ambito
riconoscimento in virtù d’una vita esemplare vissuta sempre a fianco
dell’associazionismo, mettendosi al servizio della comunità.
Insieme al marito Franco, noto ingegnere e
progettista, Enrica Baldi è stata una delle prime figure a cercare,
quasi trent’anni fa, di vivificare ed unire un territorio condiviso
da ben cinque comuni ( Caselle, Borgaro, Leinì e per piccole
porzioni anche da Torino e Settimo...) e vittima dell’estemporaneità
costruttiva e sociale, dalla vita scandita più dai ritmi d’un
dormitorio che da quelli d’un vero borgo.
Grazie all’opera di gente come Enrica Baldi nel
corso degli anni il tessuto di Mappano s’è però modificato, tanto da
darle un’identità e una dignità propria: non più una landa di
frontiera troppo periferia di città per essere paese, troppo paese
per essere il possibile inizio della città.
Per anni è stata venduta come grande ricchezza
della frazione la linea urbana "46" dell’ATM, una sorta di cordone
ombelicale che la legava al resto del mondo. Oggi, per fortuna, non
è più così: la comunità di Mappano è ricca e vitale e ha un valore
intrinseco; pur essendo venuta su con criteri costruttivi più
appartenenti ad un puzzle che ad un vero progetto organico, la
frazione ora appare meno "collage" d’un tempo. Ma è sul piano umano
che molta Mappano è cambiata.
Sì, è vero esistono alcune sacche che ancora la
penalizzano, ma le associazioni godono d’un attivismo e una
partecipazione con pochi eguali: ogni avvenimento è vissuto con la
forza della consapevolezza e con il compiacimento d’aver contribuito
alla realizzazione di qualcosa d’importante. La "festa delle
regioni", inserita nel maggio mappanese, è esempio massimo
dell’integrazione e della voglia di vivere insieme. A Mappano.
Ma quanta strada s’è fatta!
Vent’anni fa l’idea di Enrica Baldi Borsello di
mettere su una corale pareva ai più una fuga in avanti, una lieta
pazzia che non qualcosa destinato ad unire, lasciando un segno
profondo.
Invece, aveva ragione lei. Aveva ragione Enrica
Baldi.
Con lei quella specie di Fontamara che era Mappano
negli anni ’60 è approdata con dignità grande e nuova ad Assisi, a
Mentone, a portare un messaggio importante: anche un posto di
risulta, un’espressione geografica approssimata, ha cuore e gente
per costruire una storia.
Di questa storia Enrica Baldi Borsello ne è parte:
unendo le voci ha contribuito ad unire un paese che paese per gli
altri non era.
Ecco perché ha meritato e merita il titolo di
"casellese dell’anno 2004".
A consegnarle la medaglia, opera di Enrico ed Ennio
Pavanati, c’erano sugli scranni consiliari il sindaco Giuseppe
Marsaglia, l’assessore Massimiliano Bertini, il consigliere Luca
Baracco, il presidente del C.I.M. Antonio Zappia, il presidente
della Pro Loco Gianni Frand Genisot e il direttore di "Cose Nostre"
e tutti hanno voluto sottolineare quanto e come Enrica Baldi
Borsello fosse degna di fregiarsi del premio.
Elis Calegari
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| Perché Matteo no
Una petizione sottoscritta da quasi 200 persone
aveva avanzato la candidatura a "casellese dell’anno" per Matteo
Jacovelli.
Chi sia Matteo Jacovelli è persino superfluo
spiegarlo ai casellesi.
Matteo ha superato il destino amaro che la vita ad
un certo punto gli ha riservato mettendosi al servizio degli altri e
davvero sono poche le associazioni che non hanno conosciuto la sua
opera.
Detto questo, diventa davvero difficile spiegare le
ragioni d’un no. Si rischia di dire delle banalità.
Comunque, visto che erano in tanti a chiedere una
risposta bisogna provare a darla.
Il premio "casellese dell’anno" non è un concorso
e, per regolamento, vale solo quanto deciso dalla giuria designata.
Le petizioni, in questo caso, non valgono.
Anche perché creerebbero precedenti.
Non è certamente il caso di Matteo che apprezzo e
stimo, ma: e se domani arrivasse qualcuno – senza titolo e merito –
forte di cinquemila firme comprate?
È un paradosso e la risposta va da sé ed è anche
per questo che la "voce del popolo" non ha avuto l’esito che i
firmatari si attendevano.
Matteo Jacovelli è stato comunque inserito nel
novero dei papabili e poi, come tutti gli altri candidati, è stato
posto al giudizio dei giurati. Che hanno scelto.
E non si tratta del solito "magna magna" o del
premiare uno dei "soliti noti".
Matteo merita di sicuro un altro tipo di premio che
oltre al cuore qualcuno potrebbe dare.
Premiare chi muto, "uso obbedir tacendo", si mette
al servizio degli altri, dovrebbe rinverdire quanto faceva la nostra
unica banca quando ero bambino, dando ai meritevoli "Il premio della
bontà": e di Matteo Jacovelli scopriremmo così che ve n’è più
d’uno.
Il premio per il "casellese dell’anno", per sua
natura, è però cosa diversa.
Ed è per questo che un uomo buono e mite come
Matteo non ha ricevuto un premio che pensava di meritare.
Anche se a chiederlo erano in parecchi.
Elis Calegari
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ritorna a merlo.org |
| Problema
viabilità
Dopo un periodo di prevenzione, più
severità nel 2005
Il Sindaco: Chiedo più rispetto per il
codice stradale, senza dover arrivare alla "tolleranza
zero"
Dichiarazioni apparse su alcuni organi
di stampa hanno allarmato la cittadinanza, per questo motivo abbiamo
inteso rivolgere alcune domande a Giuseppe Marsaglia, sindaco di
Caselle riguardo alla sicurezza e alla viabilità della nostra
città.
Sindaco, per quale ragione ha deciso che da
quest’anno a Caselle i vigili applicheranno la linea della
"tolleranza zero"?
"Come già più volte ribadito, dopo un
periodo di prevenzione che non ha sortito gli effetti desiderati, si
è ritenuto opportuno, nel rispetto di chi agisce seguendo le regole,
operare con maggior severità senza comunque arrivare alla tolleranza
zero".
Qual è la sua opinione sui recenti
atti di vandalismo che hanno visto come protagonista Caselle nelle
scuole, in piazza, sulla facciata della chiesa?
"Purtroppo non è un fenomeno che
riguarda solo la nostra città, tuttavia per risolvere tale
problematica, ci stiamo attivando per un servizio di vigilanza che
preveda una autovettura che percorrerà le vie della frazione e del
concentrico munita di telecamera a bordo, che registrerà le
violazioni del codice della strada ed osserverà in particolare le
aree più a rischio . Il servizio sarà svolto per le 24 ore
giornaliere ad intervalli che stabilirà il Comando di Polizia
Municipale."
Stanno proseguendo i lavori vicino
alla nuova stazione, ma in alcuni punti manca la segnaletica
verticale ed orizzontale, come si devono comportare i
cittadini?
"Stiamo provvedendo a posizionare una
segnaletica provvisoria, e nel più breve tempo possibile sarà
operativo un impianto di illuminazione per alleviare i disagi che
attualmente gravano in zona".
Quali saranno le principali iniziative
dell’Amministrazione durante il nuovo anno?
"Intendiamo attivarci su diversi
fronti, però mi impegno a trasmettere a questo giornale un elenco
puntuale degli interventi futuri non appena approvato il bilancio di
previsione 2005. Non solo per avere la certezza di non promettere
ciò che non si riesce a realizzare, ma anche nel rispetto dei
Consiglieri Comunali, i quali con me discutono e discuteranno le
opere future del nostro Comune."
Mara Milanesio
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| Il comandante dei "civich":
"miglioriamo la convivenza"
La polizia urbana impegnata su più
fronti
Occorre però sanzionare chi non rispetta
le regole
Il dott. Alessandro Teppa è il comandante
dei Vigili Urbani di Caselle, e questo è un ruolo non facile. Non è
facile in una Città che conta quasi 17.000 abitanti, con tre zone
ben distinte e fare tutto questo questo contando su un numero di
collaboratori inferiore al dovuto. Nonostante questo è riuscito ad
ottenere ottimi risultati del 2004. Il dott. Teppa esordisce
ringraziando il lavoro dei suoi collaboratori che gli hanno
consentito di incrementare la sicurezza, mantenendo il trend
iniziato negli anni passati. Trend che si può evidenziare
adeguatamente tramite poche cifre scelte a caso. Nello scorso anno
ci sono stati ben 60 sequestri di auto (poco più di uno a
settimana). Ottimo anche il risultato del corso di educazione
stradale che la polizia municipale ha tenuto agli studenti delle
medie, dopo il quale si è quasi annullato il numero di
contravvenzioni per guida senza casco. Questo si inserisce e completa il rapporto con le
scuole che quotidianamente vede i nostri vigili di fronte ai plessi
scolastici, anche per eliminare i piccoli furti che nelle ore
mattutine si verificavano. Diminuiscono le denunce di smarrimento
dei cani (anche grazie al lavoro congiunto dell’Ufficio Tributi e
dell’URP) ed il conseguente fenomeno del randagismo. Mentre si sta
sempre più sensibilizzando i padroni dei cari animali alla raccolta
degli escrementi. Nel settore commerciale e sanitario proseguono gli
accertamenti, denotando come i nostri operatori commerciali siano
rispettosi delle regole e nei locali pubblici saranno intensificate
le verifiche per quanto riguarda gli orari, i videogiochi e la nuova
legge sul fumo. Nel lavoro del corpo, continua il Comandante Teppa,
non vi sono solo i compiti di sicurezza e repressione delle
violazioni. Vi sono state nel 2004 circa 1000 notificazioni tra
civili e penali, 23 notifiche di reato all’Autorità Giudiziaria e
248 accertamenti relativi a infortuni sul lavoro. Oltre ai controlli
sui cambi di residenza e sulle cessioni di fabbricati. Se le cose
stanno così, perché parlare di "tolleranza zero"? di sicuro non per
fare cassa, ma, usando le parole del Comandante Teppa "per
migliorare la convivenza tra casellesi e non". Continua il dott.
Teppa "a Caselle l’Amministrazione non vuole tartassare la gente. La
zona blu esiste da tre anni e, quando si rende conto che il prezzo è
minimo, la si accetta e la si rispetta. Sappiamo che esistono zone
in cui il posteggio è prolungato e questo sarà sanzionato, anche al
fine di non creare disparità tra onesti e no e di conseguenza
ridurre delle disparità di trattamento". Per quel che riguarda la
sicurezza, il Comandante sottolinea "che il suo corpo, in
collaborazione con i colleghi di San Maurizio e San Francesco, già
pattuglia l’aeroporto fino alla chiusura notturna. Il servizio si
intensificherà per le prossime Olimpiadi. Mentre nel centro abitato
si sta notando una diminuzione dei reati, anche grazie all’egregio
rapporto coi Carabinieri, con cui sono perennemente in contatto.
L’obiettivo è collaborare per evitare ogni atto vandalico, anche
quello in piena notte" Nonostante la carenza di personale, e la
speranza nell’assunzione di un paio di nuovi vigili, ricorda Teppa
che "un vigile è distaccato perennemente a Mappano per i servizi
nella nostra frazione ed un altro vigile gli si affianca
temporanemante". L’attenzione del nostro corpo di Vigili è rivolta a
noi, solo dal rispetto comune delle regole otteniamo una migliore
qualità di vita oltre a maggiore sicurezza per noi e gli altri.
Quindi, aiutiamo i Vigili che aiutano noi tutti i giorni e a tutte
le ore.
Davide Gosti
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Pagina 5 - Attualità
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L'obiettivo è far rispettare le
regole
New York era la città americana più
violenta. Poi nel 1993 venne eletto sindaco Rudolph Giuliani che ha
provveduto a ripulire le strade di questa città con un (discutibile
perchè molto violento) programma denominato "tolleranza zero". Sulla
stampa locale è apparsa una dichirazione del Sindaco Marsaglia, in
cui egli parlerebbe di "tolleranza zero". Anche Caselle come New
York? L’Assessore alla viabilità Terranova dice che non è corretto
parlare di "tolleranza zero" ed il termine sarebbe nato da
un’interpretazione giornalistica. "All’interno della nostra comunità
– continua l’Assessore – l’obiettivo è far rispettare le norme in
vigore". Quindi niente più parcheggi selvaggi o auto e motorini che
a Caselle e a Mappano sfrecciano a velocità sostenuta, ma neppure
fare differenze tra le auto. Insomma, una rispolverata al vecchio
adagio "la legge è uguale per tutti". Il tutto condito da sana
ragionevolezza, l’Assessore Terranova rifiuta categoricamente anche
la sola ipotesi che questa stretta sia dovuta alla necessità di fare
cassa. Il vero obiettivo è rendere il nostro comune più sicuro anche
per i pedoni ed i ciclisti. Se si volesse fare realmente cassa,
allora si dovrebbe fare ricorso veramente alla tolleranza zero,
vista la quantità di piccole infrazioni che ciascuno di noi
commette. Se, invece, si intende tutelare le fasce più deboli, ecco
che vi sarà repressione più forte dei soli comportamenti più gravi e
pericolosi, o che creano differenze del tipo "perché a me la multa e
a lui no?". Tutto questo, come lo stesso Assessore ricorda, è svolto
con la collaborazione stretta e valida del corpo dei Vigili Urbani.
Consapevoli che è attraversato dal grosso problema della mancanza di
personale. Alla nostra città spettano, secondo la legge regionale,
17 Vigili, che non abbiamo. Non solo. La realtà municipale è
composta da tre realtà distinte: Caselle, Mappano e l’aeroporto che
disperdono le già poche forze disponibili. Anche se è interesse
comune incrementare il numero del personale, ciò è reso problematico
con le recenti finanziarie che impediscono di assumere nuovo
personale. È compito anche della Amministrazione non smettere questa
ricerca di sicurezza quando termina il servizio dei Vigili Urbani. È
allo studio una collaborazione, a "costo quasi zero" per la
comunità, con un istituto di vigilanza che sorvegli le zone a
rischio della nostra città, anche in risposta ai recenti atti vandalici
che hanno colpito le nostre scuole. Infine è necessario uno sforzo
che esce dalle competenze della nostra amministrazione. Vi sono
progetti con la Provincia per le strade che le competono. Più volte
i mappanesi hanno richiesto i dossi in strada Cuorgné, ma la
Provincia (proprietaria della strada) non concede l’autorizzazione
perché vengano posti. Quindi, come questo fatto dimostra, la buona
volontà dei nostri amministratori propone. Oltre alla Provincia,il
discorso sulla sicurezza deve essere svolto con la locale stazione
dei Carabinieri, sempre, ma in particolare quando i nostri Vigili
non sono in servizio. La collaborazione è stretta ed ottimale.
Insomma, questa stretta sulle infrazioni al codice della strada
serve solo per rendere la nostra Città sempre più sicura e
abitabile.
Davide Gosti
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Pagina 6 - Persone
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Antonella, Barbara e Roberta Martinetto: tre
imprenditrici coraggiose
La tradizione della perfezione
La ricetta per arginare i prodotti cinesi parte da
qui: eccellenza nella produzione e grande
serietà
Un luogo comune vuole che a parlare di Caselle e
dei Casellesi si faccia in fretta: tanto non c’è niente da dire.
Ma girandolo e rivoltandolo un po’ questo paese ti
accorgi che cose e gente che ci dan lustro ne abbiamo eccome.
Spesso la riservatezza fa sì che non si mostrino,
non amino esibire ciò che fanno e quanto valgono, ma basta scavare
un po’ e ti accorgi che attorno a noi son molti quelli che
apprezzano quanto la nostra terra ha saputo produrre.
Mesi fa, ad esempio, un quotidiano come "La
Repubblica" ha dedicato un groso articolo ad Antonella Martinetto:
una donna coraggiosa.
Antonella non è solo una casellese d.o.c.: è una
che ha scelto di non andarsene da questi posti e di provare a
vincere la sua partita proprio qui.
Oddio, un po’ s’è spostata, con sua sorella Barbara
dirige la Remmert che sta a San Maurizio e si sa che a Caselle
guardiamo con un certo sospetto sia quelli di Ceretta che quelli di
Borgaro: lontani e "pa bon", però per Antonella e Barbara Martinetto
uno strappo si può fare, anche perché è qui da noi che continuano ad
abitare e continuano a riservare per il nostro paese un posto
speciale nel cuore.
Ti accolgono in una stanza della sua azienda dove
l’originalità e la creatività si colgono anche nei quadri appesi
alle pareti dove nastri delle più svariate fogge creano decorazioni
impreviste e curiose e denotano uno "stile".
Innovazione e tradizione, disponibilità ed
esperienza sono il marchio di un’ azienda: la Remmert, che Antonella
, insieme alla sorella Barbara, dirige dal 1984.
Quarantacinque anni, studi in Scienze Politiche,
una figlia di 12 anni e un marito anche lui impegnato nell’azienda
di famiglia, socia dell’AIDDA (Associazione Imprenditrici e Donne
Dirigenti d’Azienda) Antonella è "figlia d’arte".
Il padre, Filiberto Martinetto, ha fondato nel 1961
la Filmar, azienda leader nella produzione di nastri per tende che
copre il 50 % della domanda italiana, ora presente anche nel settore
ospedaliero, dove annovera tra i clienti le maggiori case
farmaceutiche mondiali.
"Mio padre aveva tre figlie e ci ha destinate
ognuna ad un’azienda: io e Barbara dirigiamo la Remmert, mentre
Roberta è rimasta alla Filmar con mio padre.
L’azienda è grande e la sfaccettatura dei prodotti
che offre è quanto mai varia: si parte dai 3 millimetri del semplice
nastrino per arrivare ai 20 centimetri delle imbragature per
sollevare le navi. Le difficoltà in questo settore sono tali e tante
che se non lavori con passione scegli di andartene. Vent’anni fa per
sopravvivere bastava realizzare un prodotto accettabile, oggi ci
vuole l’eccellenza e una grande puntualità".
"Della perfezione abbiamo fatto una tradizione"
questo è il motto che contraddistingue la Remmert e non potrebbe
essere altrimenti avendo clienti come Armani, Valentino, Prada.
Un’azienda che va controcorrente, che non sceglie l’omologazione,
che crede fortemente nella qualità del prodotto offerto, che decide
di produrre anziché commerciare prodotti scadenti.
"I grandi nomi dell’alta moda "conferma Antonella
Martinetto" ci vedono come punti di riferimento per ciò che riguarda
l’accessorio, ci contattano telefonicamente e spesso vengono a
controllare il prodotto finito.
I nostri non sono mai grandi numeri: può succedere
che Valentino ci ordini svariati metri di nastro per la sua ultima
collezione, ma anche solo 5 etichette in oro per firmare l’abito
nuziale di JLO, Jennifer Lopez. "
La disponibilità verso il cliente che sceglie
l’azienda è totale, qualsiasi richiesta deve essere presa in
considerazione. Antonella è risoluta nell’affermare: "Mio padre ci
ha insegnato a non dire mai di no: ci penso, ci provo, cerco di
risolvere il problema, eventualmente fornisco l’indirizzo di chi può
fare al posto nostro. Occorre essere partecipi e competere sulla
fiducia."
La Cina dei grandi numeri, dei prezzi stracciati è
il punto dolente, l’unica strada è puntare sulla qualità,
differenziarsi, far nuovamente apprezzare il gusto del "made in
Italy". Non è senza una sottile vena polemica che Antonella
ribadisce: "È necessario tutelare la nostra creatività: abbiamo
ottimi designer che devono continuare a lavorare in Italia anziché
andare in Cina ad insegnare ai cinesi a fare le brutte copie dei
nostri prodotti. Un "protezionismo delle idee" è indispensabile se
vogliamo cambiare rotta".
Flessibilità e adattamento continui al fluttuare
del mercato sono gli elementi indispensabili per rimanere a galla.
"Il mondo della moda è quanto mai volubile e in
perenne trasformazione per cui non si fanno più programmi stagionali
come qualche anno fa ma gli ordini coprono massimo tre mesi. Le
borchie che erano al top due mesi fa ora sono già superate, se le
hai in magazzino non le vendi più. Questo comporta un lavorare a
rilento, un dover continuamente ricominciare da capo per reimpostare
prodotti ed adattarsi a richieste sempre nuove e diverse."
La Remmert con i suoi 80 dipendenti,
di cui 60 donne, è un’azienda prettamente femminile, questo comporta
indubbi vantaggi ma anche qualche problema. "Io prediligo il
rapporto con le donne e ritengo un vantaggio esserlo. Sia i
fornitori, che i clienti parlano più volentieri con una donna,
spesso sono donne anche le compratrici, ci si intende con uno
sguardo, il senso del denaro e della concretezza ci rendono simili.
Non so se non ci hai mai fatto caso, ma mentre gli uomini prima
parlano di sciocchezze e solo alla fine di cose serie, le riunioni
tra le donne non durano mai più del tempo prefissato. La mia
sensibilità di donna mi fa essere solidale con le mie dipendenti per
cui nella nostra azienda si è flessibili sul tema dell’orario e si
lascia che chi ha carichi familiari, li gestisca con elasticità".
Conciliare lavoro e vita familiare è per una donna
il più arduo dei compiti, trovare il giusto equilibrio tra i diversi
ruoli fa parte di una sapiente ricetta che Antonella asserisce di
aver trovato "La mia è semplicissima: essere aiutata in casa, fin
dal momento della nascita di mia figlia (sono tornata in azienda 15
giorni dopo il parto) e non derogare sugli spazi minimi
indispensabili per la famiglia. Entro al lavoro alle 8, stacco
dall’1 alle 2 per pranzare in famiglia, alle 7 rientro a casa e il
sabato e la domenica non lavoro, salvo in occasione delle fiere
internazionali a cui non potrei mancare".
Continuare a mantenere la Remmert ai livelli di
eccellenza che la rendono riconoscibile sul mercato come firma di
alta qualità resta per Antonella e Barbara Martinetto l’obiettivo
prioritario. "Siamo gli unici in Italia ad utilizzare ancora telai a
navetta, vecchi di 50 anni, per la produzione del nastro jacquard,
macchine che producono 200 metri di tessuto al giorno ma
garantiscono una qualità che non ha uguali. Solo la Francia, che è
la madre dello jacquard, e la Germania sono ancora in grado di
realizzare questa lavorazione. Fino a quando riusciremo a produrre
questo tessuto ormai raro? Mi sa che se smetteremo noi, in Italia
non ci sarà più nessuno".
Inevitabilmente ci si chiede quale futuro abbiano
le nostre piccole e medie aziende, quelle che da sempre ci hanno
resi riconoscibili dentro e fuori l’Italia per l’alto valore dei
propri prodotti. Antonella non ha dubbi in merito:
"Bisogna avere il coraggio di cambiare rotta, di
innestare il processo inverso, occorre trasformarci da industriali
dei grandi numeri ad artigiani dalle modiche quantità. Poche cose ma
fatte bene, la carta vincente è: non disperdere il patrimonio delle
nostre tradizioni ma saperle vendere adeguatamente sul mercato,
continuando a produrre qui, in Italia; solo così si potrà superare
la crisi. Il mio sogno è di vendere i miei prodotti a quei 30
milioni di cinesi ricchi che di certo non comprano… cineserie".
Sommersi da merce sempre più scadente in fatto di
qualità, logorati da un consumismo eccessivo che innesta
inesorabilmente il meccanismo dell’"usa e getta" spetta anche a noi
consumatori riappropriarci della capacità di scegliere, di
distinguere, oltre le firme vere o fasulle, la qualità del bello,
del duraturo nel tempo, del marchio che dà garanzia.
Così salutando Antonella Martinetto non possiamo
che augurarci che il suo coraggio di cambiare rotta sia la scelta
salutare di tanti per ritornare a dare respiro alle nostre aziende,
per tornare a produrre con un nostro stile, per rieducarci tutti
quanti, consumatori e non, al gusto del bello.
Antonella Ruo Redda
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Attualità
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I Vigili del Fuoco di Caselle impegnati in un
nuovo grande progetto
I componenti della Delegazione di Caselle
dell’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco Volontari sono di nuovo
impegnati in un grande progetto, che è anche il coronamento di tanti
anni di impegno sociale svolto a tutela del territorio e della
popolazione.
La Delegazione, oltre ad occuparsi dello sviluppo del
Distaccamento Vigili del Fuoco Volontari di Caselle, si è posta come
obiettivo l’acquisto di due nuovi automezzi di soccorso,
un’Autopompa Serbatoio ed un Polisoccorso, necessari ad affrontare
il sempre più crescente numero di interventi che i pompieri si
vedono ad eseguire, e in sostituzione degli automezzi dell’attuale
parco macchine che, anziani di decine d’anni, iniziano a lamentare
vizi di funzionamento e scarsa affidabilità.
Per poter far fronte all’impegno economico, di circa
Euro 330.000,00, la Delegazione ha promosso una campagna di raccolta
fondi diretta alle Amministrazioni dei Comuni di Competenza
territoriale del Distaccamento (Caselle, Borgaro e Leinì), alle
Società che hanno sede produttiva nei citati comuni, alle
Associazioni di Volontariato del territorio ed al libero contributo
di singoli cittadini.
Per ora la Delegazione ha presentato il progetto alle
Amministrazioni comunali e ad alcuni imprenditori locali; inoltre ha
coinvolto il Gruppo Alpini di Caselle che, con il carattere che li
contraddistingue, ha accolto l’iniziativa con entusiasmo mettendo
subito in moto la perfetta macchina della solidarietà. Per questo
gli Alpini hanno organizzato, come riportato sul numero di Cose
Nostre dello scorso dicembre, due cene per circa 350 persone a base
di bagna cauda, ed hanno promosso una lotteria i cui proventi,
ammontanti ad Euro 2.200,00 sono già stati consegnati, da parte del
Presidente del Gruppo Alpini, Michele Aimone Gigio, alla Delegazione
al termine della serata conclusiva del 7 dicembre.
Il Sindaco di Caselle, Giuseppe Marsaglia, per
l’Amministrazione di Caselle e a nome delle Amministrazioni comunali
di Borgaro, per il Sindaco Vincenzo Barrea, e di Leinì, per il
Sindaco Nevio Coral, ha chiesto la disponibilità all’Assessore alla
Protezione Civile della Regione Piemonte, Caterina Ferrero, a
sostenere l’acquisto di un mezzo idoneo a svolgere un servizio
pubblico di primaria importanza.
Nella lettera di richiesta, il Sindaco di Caselle ha
sottolineato, in previsione dell’evento olimpico 2006, il ruolo che
vedrà la Città di Caselle interprete del titolo di "Comune Olimpico"
in quando sede di Aeroporto.
La Delegazione, per rendere trasparente l’esecuzione
del progetto e per poter dimostrare a chi aderisce all’iniziativa un
uso corretto delle donazioni, ha aperto un conto corrente specifico
per concentrare le donazioni stesse.
La Banca di appoggio, per chi volesse direttamente
intervenire, è la Banca del Piemonte, Agenzia di Caselle, avente le
seguenti coordinate bancarie – CAB 30290 – ABI 03048 – C.C. 081955 –
CIN "Q"; a fronte di ogni donazione la Delegazione rilascerà
ricevuta di versamento al donante.
La Delegazione di Caselle, dell’Associazione Nazionale
Vigili del Fuoco, fin d’ora si rende disponibile ad accogliere
presso la propria sede, sede del Distaccamento dei Pompieri di
Caselle, le Associazioni ed i singoli cittadini che vogliono fare
parte dell’iniziativa al fine di illustrare in modo approfondito il
progetto e le peculiarità degli automezzi.
Ringraziando per la generosità già dimostrata dai
cittadini, dagli Alpini e chi già con piccole offerte ma con grande
passione ci ha già aiutati; i Vigili del Fuoco Volontari di Caselle
sperano di poter contare sulla grande sensibilità di tutti, come già
successo anni fa per l’acquisto della "Cesoia Idraulica", al fine di
portare a termine questo progetto volto a fornire al territorio un
servizio sempre più adeguato alle esigenze della
popolazione.
APS MERCEDES
Polisoccorso SCAM 4x4
TABELLA TECNICA
Gli automezzi oggetto dell’ambizioso progetto sono
un’Autopompa Serbatoio (APS) modello VSAC 4000 S su telaio Mercedes
Benz Actros 1841 l/42, allestita dalla BAI Brescia Antincendi
International s.r.l., e un Polisoccorso SCAM SM50 4x4, allestito
dalla BAI Tecnica s.r.l.
L’APS dispone di una vasca d’acqua di 4.000 litri, un
serbatoio di liquido schiumogeno da 250 litri, pompa antincendio per
naspo e lance, doppia cabina per la squadra dei Vigili e cassone
posteriore con alloggiamenti vari per tutto il materiale antincendio
e di primo soccorso necessario a fare fronte agli incendi ed ad
altri tipi di intervento.
Il Polisoccorso, anch’esso a doppia cabina ed a 4
ruote motrici, dispone di una vasca d’acqua da 900 litri, pompa ad
alta pressione e cassone posteriore con l’alloggiamento, in vari
scomparti, di tutto il materiale tecnico necessario per fare fronte
in particolare agli incidenti stradali.
La spesa suddivisa per automezzi, completi di ogni
attrezzatura per poter essere utilizzati per il soccorso tecnico
urgente, è dell’ordine di Euro 250.000,00 per l’APS e di Euro
80.000,00 per il Polisoccorso.
Nelle due foto i mezzi prescelti: L’Aps Mercedes e il
polisoccorso Scam 4x4.
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Presto in restauro le tele della
Confraternita
Un aiuto per i "Battuti"
Un progetto per curare il nostro piccolo gioiello
barocco
Sul numero di novembre del giornale cittadino "Cose
Nostre" era già apparso un dettagliato ed interessante articolo, per
mano di Laura Giordano, inerente la tanto cara ai casellesi chiesa
della Confraternita dei Battuti.
Di cosa si parlava? A chi era rivolto? Desidero
riprenderlo velocemente per sottolineare quello che è indubbiamente
un progetto importante di salvaguardia del nostro patrimonio
artistico-culturale.
La chiesa dei Battuti è già di per sé un prezioso
esempio di arte, cultura e storia: un piccolo gioiello
architettonico nel cuore del Centro storico che vola ormai verso i
trecento anni dalla costruzione (data, infatti, 1721 la conclusione
dei lavori di edificazione). Al suo interno numerose sono le opere
presenti e tante sono quelle che necessitano di radicali interventi
conservativi e/o di restauro.
In modo particolare vi sono quattro tele di grandi
dimensioni sulle quali un intervento qualificato non è ulteriormente
procrastinabile nel tempo.
Quasi tutti i casellesi sono, prima o poi, entrati in
questa chiesa; tanti se ne sono affezionati per varie ragioni;
numerosi sono i cittadini che la sentono come "propria" (ed è bello
e significativo che venga chiamata affettuosamente e semplicemente
"Batù").
Proprio per queste ragioni un gruppo di volontari ha
voluto scommettere su un’operazione di intervento sulle opere
pittoriche di tale complesso architettonico, espressione del
migliore barocco piemontese. Questo gruppo, o comitato spontaneo che
dir si voglia, non è composto da "Esperti" con la "e" maiuscola, ma
da persone che, come molte altre, amano quella chiesa e sentono la
necessità ed il dovere civico di intervenire per preservarla, almeno
in parte, dagli effetti del tempo.
Già sono stati contattati Studi specializzati nel
restauro e sono stati approntati i preventivi di spesa dettagliati.
Sono pervenute tutte le autorizzazioni del caso da parte della Curia
Arcivescovile e della Sovrintendenza torinese. Questo progetto di
restauro delle tele ha, inoltre, ricevuto anche il patrocinio della
Città di Caselle T.se. Insomma, si sono messe tutte le basi per
poter partire ed operare sui quadri in questione.
Com’è facile immaginare, per concretizzare tale
intervento il Comitato necessiterà dell’aiuto di tutti: sono già
state interpellate alcune Istituzioni e Ditte del Territorio mentre
altre verranno contattate in seguito. Ma importante, e oserei dire
fondamentale, sarà il contributo che tutti i cittadini sapranno e
vorranno dare (sia come singoli sia come realtà associative
locali).
Questo genere di interventi non può semplicemente
essere demandato a "qualcun altro", ma devono necessariamente essere
fatto propri dalla popolazione affinché divenga in questo modo
patrimonio comune e condiviso.
Nelle prossime settimane verranno fornite informazioni
circa le modalità di contribuzione al progetto e le fasi attuative
del progetto stesso, mentre per adesso si può fare riferimento
direttamente in parrocchia.
Rivolgo, quindi, a tutti un invito a valutare questo
progetto e a prenderne conoscenza dai responsabili stessi.
Luca Baracco
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Pagina
8 - Attualità
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Otto anni di odori malsani nonostante le
promesse
La grande
puzza
L’impianto Compost è a Borgaro... ma l’olezzo è
tutto di Mappano
Otto anni di odori malsani nonostante le
tante promesse. Adesso i cittadini interessati dalle esalazioni
dell’ impianto di Compostaggio dell’ Amiat sito al confine tra
Borgaro e Mappano sono pronti anche ad azioni dimostrative dure pur
di ottenere un diritto che da troppo tempo gli è stato negato:
quello di poter respirare a pieni polmoni un’ aria pulita. La storia
di quell’impianto, di recente balzato anche alla ribalta delle
cronache per presunti casi di epatite ad alcuni lavoratori, è
purtroppo una storia all’ italiana di un progetto che, in tutto il
resto del mondo, funziona alla perfezione e che invece a Borgaro
pare non funzionare al meglio. I primi lavori per l’ impianto di
compostaggio partono nel 1996. Qualcosa è andato storto. E i disagi,
enormi, si sono subito riversati in pieno sui cittadini della zona.
Giorni interi di puzze insopportabili, file di camion della nettezza
urbana sulle strade, nottate insonni per l’aria irrespirabile.
Nell’inverno scorso l’Amiat ha cominciato ulteriori lavori di
manutenzione, ma la puzza di pattumiera aleggia ancora sovrana.
"Ci sono giorni in cui dobbiamo rimanere
barricati in casa non potendo nemmeno aprire le finestre per la
forte puzza", dicono i cittadini.
Dall’Amiat assicurano che queste saranno
le ultime proteste dei mappanesi: "Abbiamo collaudato il nuovo
impianto di depurazione per il quale i lavori sono partiti mesi fa –
dicono dall’azienda –. Salvo imprevisti il nuovo impianto sarà
attivo tra breve e non ci saranno più problemi per i cittadini. Non
solo: lo sbalzo termico che abbiamo registrato in questi giorni ha
sicuramente aumentato i problemi di esalazioni. Chiediamo ancora un
briciolo di pazienza".
Ma forse i cittadini sono stanchi di
avere pazienza. Nei prossimi giorni è previsto un incontro pubblico
con il sindaco Barrea e i dirigenti dell’Amiat. Incontro organizzato
dal consorzio intercomunale di Mappano: "Siamo pronti a scendere in
piazza" dice Antonio Zappia, presidente del
Cim |
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Pagina 9
-Primo piano
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Perché si tende a bruciare gli
scarti?
...L’inceneritore neppure
Ma è la soluzione migliore?
Accade a volte che per interesse generale fondamentale
una comunità locale debba sobbarcarsi dei rischi, ospitando sul
proprio territorio impianti sospettati di essere nocivi per
l’ambiente e la salute. In questi casi le argomentazioni oggettive e
serie dei proponenti, usualmente, vengono spese per creare il
consenso, senza il quale in una democrazia non si possono imporre
rischi o vincoli a nessuno.
Da qualche anno una specie di malattia
infettiva deve aver influenzato quasi tutti i politici di ogni
colore, convinti che l’unica soluzione al problema dell’eccedenza di
rifiuti sia quella di bruciarli. Per confondere i più sprovveduti
sono stati persino inventati dei nomi nuovi a questi impianti:
termovalorizzatore o anche termoutilizzatore, ma non sono altro che
una "caldaia" ove con l’apporto di un combustibile i rifiuti vengono
ridotti in cenere. Forse non interessa molto conoscere la struttura
o la complessità di questi impianti, ma che sia più importante
capire quali danni, problemi, disturbi o conseguenze sanitarie,
possano aspettarsi coloro che vivono nella comunità locale che si
accolla l’impianto e nell’arco di alcuni chilometri dal sito, o se
veramente si possono trarne dei vantaggi, probabilmente sì.
L’argomentazione più ricorrente è quella di presentarli in
alternativa alla discarica a cielo aperto. Tutti sanno quanto sia
disgustosa alla vista e all’olfatto (ad esempio la discarica di
Basse di Stura) e quindi se si presenta in alternativa un complesso
chiuso, dipinto con un colore gradevole, ove tutto quello che per
definizione abbiamo imparato a chiamare rifiuto, cioè sostanza
inutile e schifosa, viene distrutto per sempre dalla nostra vista,
non può essere che un’ottima soluzione. Se poi i tecnici
garantiscono che l’inceneritore non puzza, allora il cittadino non
ha più il minimo dubbio. Il fastidio che tutti riescono meglio ad
individuare è la puzza, ma ricordiamoci che questa è soltanto il
male minore. Spesso si cerca di convincere la popolazione che, non
solo non puzza, (ed è vero) ma si può risparmiare sulla bolletta di
conferimento e si può produrre energia elettrica o riscaldare
l’abitazione o entrambe le cose, col calore prodotto da questa
favolosa caldaia. Per aver seguito numerosi convegni, raccolto molta
documentazione, visitato impianti, mi sento di sostenere che non è
questa la panacea che risolve tutti i mali; ogni farmaco produce
degli effetti indesiderati. Tutti sanno che in natura nulla si crea
e nulla si distrugge, per cui col processo di combustione di una
materia così poco omogenea, volere o no, si innescano una serie di
reazioni, con conseguente espulsione in atmosfera di fumi
pericolosi, e contemporanea produzione di ceneri, che occorre
smaltire in discariche speciali. Nessuno può sostenere di possedere
la tecnologia per bruciare rifiuti senza produrre diossine. Le
diossine sono emerse negli ultimi 15 anni come composti chimici fra
i più pericolosi. Uno studio intensivo ha confermato che esse
interferiscono con la normale crescita in tutti i mammiferi, inclusi
gli esseri umani. Le diossine inoltre, danneggiano gravemente il
sistema nervoso centrale, il sistema immunitario, il sistema
endocrino ed il sistema riproduttivo e solo causa di una varietà di
tumori. Le diossine non vengono prodotte intenzionalmente (eccetto
che per scopi militari), ma si originano come prodotti indesiderati
in molti processi industriali. Una recente stima sulla produzione
mondiale di diossine, (che ammonta a 3000 Kg per anno) indica che le
maggiori fonti sono le seguenti: inceneritori di rifiuti solidi
urbani 1130 kg/anno pari al 36,7% del totale; cementifici e
produttori di clinker, che bruciano rifiuti pericolosi, 680 kg/anno
pari al 23% del totale; il rimanente da diverse altre fonti
industriali.
La produzione di cenere poi non è indifferente: circa
il 25 % del peso del conferito. La cenere è di gran lunga più
tossica dei rifiuti ordinari urbani, e il suo smaltimento in
discarica è particolarmente costoso. Essa contiene considerevoli
quantitativi di metalli pesanti come piombo, cadmio e mercurio,
prodotti dal processo di combustione. Tutto ciò è anche
particolarmente pericoloso per le falde acquifere. I medici sanno
che il piombo è un veleno che attacca parecchie parti del corpo. Vi
è già troppo piombo disperso nell’ambiente, nessun tipo di
incremento delle immissioni di piombo è dunque accettabile.
Nei primi anni ’80, le lotte delle popolazioni venete,
hanno portato alla chiusura degli inceneritori di Monselice (PD), di
Sacca Fisola e Mirano (VE) e di quasi tutti gli impianti simili,
presenti all’interno degli Ospedali. Ma ora, ci dicono che questa
era archeologia industriale e che i nuovi impianti sono supersicuri.
Sarà, ma l’energia nucleare insegna.
Quello dell’incenerimento è quindi
prima di tutto un problema di salute; ma anche sotto un profilo
economico e strategico, questa scelta sembra alquanto
contraddittoria: perché costruire nuovi inceneritori, anziché
puntare alla riduzione della produzione di rifiuti e al loro
recupero come materia prima? La raccolta differenziata della carta,
del vetro, della plastica, dell’alluminio favorisce il recupero
quasi totale in termine di materia originale, questa attività
inoltre può creare occupazione: bruciare questo "bendiddio" è una
soluzione non solo stupida ma da veri incoscienti. Gli inceneritori
richiedono un grande investimento finanziario, necessitano di un
quantitativo continuo di materiale da bruciare; hanno bisogno di
plastiche e carta per elevare il potere calorifico, essi sono quindi
diretti concorrenti del riciclaggio perché competono sulle stesse
risorse. Ho saputo che in Germania, il forte incremento della
raccolta differenziata, sta mettendo in crisi gli inceneritori
esistenti, parte destinati alla chiusura perché obsoleti e altri per
mancanza di "materia prima". Perché ripetere lo stesso errore? A chi
conviene mantenere o costruire nuovi impianti d’incenerimento in
Italia? Per avere sicurezza di proventi finanziari a lungo, con le
autorità locali che procurano i rifiuti, le compagnie richiedono
contratti a lungo termine (25 anni). In altre parole, gli
inceneritori saranno sovvenzionati con denaro pubblico, il
riciclaggio sarà antieconomico, il cittadino pagherà per essere
avvelenato. Riconosco che a breve termine, se non si costruiscono
inceneritori, i rifiuti dovranno ancora essere destinati alla
discarica. Ciò non è desiderabile; ma perlomeno è un’opzione che può
essere invertita in qualunque momento in futuro, con un lavoro
intensivo, mirato a ridurre la quantità di rifiuti prodotti, a
potenziarne un programma di riciclo e di riuso. In questa ottica,
appare "debole" la risposta che si affida unicamente alla raccolta
differenziata e al riciclaggio, in quanto agisce a valle e non a
monte del problema, puntando a gestire in modo migliore la massa dei
rifiuti già prodotti, senza darsi pensiero di ridurre questa massa,
che è invece in costante e vertiginoso aumento. Occorre perciò
mettere in discussione il modo di produzione e quindi il sistema
economico-sociale nel suo complesso. Non sto pensando ad una società
della povertà francescana, sono convinto che questo discorso non
minaccia il "benessere", ma anzi punta proprio a recuperare o a
costruire un benessere più autentico.
Ernesto Scalco
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10 - Oroscopo
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Non è vero
ma ci credo!
Proviamo a giocare un po’ con le stelle per
cercare di capire che futuro avremo
Chi di noi, può dire di non aver almeno
una volta letto con più o meno indifferenza, il proprio futuro, in
un oroscopo; fanatici o scettici, in qualche maniera, si viene
travolti dall’alone di magia e misticismo trasmesso dall’antica arte
dell’astrologia. E anche in quest’inizio d’anno ci si pongono le
medesime domande sulle diverse sfere della nostra quotidianità:
amore, famiglia, salute, denaro. Gli astrologi dicono che il 2005
sarà un anno di grandi cambiamenti sia a livello personale sia a
livello sociale. Ma vediamo segno per segno cosa ci riserva il
futuro.
L’Ariete, pervaso da una stanchezza iniziale da
un’eccessiva pigrizia, in estate con il transito di Saturno, sentirà
l’esigenza di creare nuove prospettive; attenzione però a Marte che
entrerà nel segno a marzo rendendo i nati in questo segno un po’
nervosi; buone le prospettive amorose, mentre ai cambiamenti estivi
si affiancheranno anche interessanti viaggi.
Spaccato in due l’anno del Toro, che
riceverà per i primi sette mesi ampi successi e innumerevoli
proposte professionali, mentre da luglio dovrà combattere con
Saturno, pianeta dei grandi cambiamenti e delle grandi decisioni. In
amore è prevista una grossa novità, storie importanti e nuove
opportunità.
I Gemelli avranno un anno da
ricordare, i pianeti amici rendono piacevoli questi dodici mesi. Si
superano finalmente le difficoltà del periodo precedente e le stelle
annunciano nuove situazioni e fortuna nei nuovi incontri.
Ostile al Cancro si presenta Giove,
almeno nella prima parte dell’anno, mentre dall’estate Saturno
regala al segno un po’ di serenità e una nuova decisiva svolta che
porterà ai nati in luglio maggiore allegria e
spensieratezza.
Per il Leone invece è il momento di
pensare alla carriera, sarà socievole, forte, attraente. La
maggioranza dei pianeti sarà in posizione favorevole per questo
segno zodiacale, questo si tradurrà in maggiore disponibilità verso
una persona amata e anche nei confronti di chi può fare molto nel
lavoro. Opposto alla Vergine si trova Urano, il pianeta che spingeva
cambiare vita, atteggiamenti, ad assumere un nuovo comportamento nei
confronti degli altri. In amore è aprile il momento per poter
cambiare mentre luglio porta buone notizie e incontri.
Continua la corsa di Giove nel segno
zodiacale della Bilancia, sarà la seconda metà del 2005 ad essere
veramente importante per questo segno, qualche cambiamento ad aprile
investirà il lavoro, mentre dicembre riserverà tante sorprese sotto
l’albero. Per lo Scorpione le occasioni migliori arriveranno nella
prima parte dell’anno, prima cioè che Saturno inizi un transito che
porta un certo rallentamento nelle questioni di carattere
professionale e pratico. Tra i mesi più intensi maggio e giugno che
risulteranno tra i periodi migliori, ma sarà poco prima dell’estate
che il segno riuscirà a mettere a segno un bel successo.
Anche il Sagittario potrà contare
molto in questo anno; Giove e Saturno saranno entrambi favorevoli
per la maggior parte del tempo, la spinta di Venere e Mercurio
porterà nuove proposte, Marte termina le ostilità a partire dalla
metà di giugno.
Marte entra anche nel segno del
Capricorno regalando più opportunità e prospettando nuovi amori; a
fine aprile sono possibili nuovi incontri, mentre le storie che
iniziano in giugno devono essere valutate con molta cura, l’anno si
chiude in perfetta armonia e bellezza.
Anche per l’Acquario il 2005 si apre
con uno scenario molto interessante, produttivo sotto i punti di
vista. Venere, pianeta dell’amore, proprio a febbraio è nel segno,
mentre l’ estate è sorretta da ottime stelle, fine anno in bellezza
sempre accompagnato da Venere.
I Pesci, che hanno già modificato in
parte la loro esistenza, continuano in questo nuovo anno il loro
percorso. A febbraio si prospettano cambiamenti e nuovi contatti,
con l’inizio dell’estate i pesci diventano irresistibili, si
prospettano amori sempre molto caldi, novembre accende l’autunno,
nuovi viaggi e esperienze sono all’orizzonte.
Messe da parte le previsioni
astrologiche, prospettando il bene e la fortuna da esse annunciate,
vorrei augurare, senza alcuna retorica, che anche il "cielo"
interiore di ognuno di noi sia pieno di serenità e armonia. Buon
anno!
Elisa Coffaro
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Pagina
11 - Almanacco
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Natale ci ha regalato la neve e
lepri e volpi girano attorno a casa
La prima decade di questo Dicembre
2004 è passata con giornate miti ed anche con un clima piacevole. Le
minime sono andate sotto lo zero solo il giorno 4, ove per la tanta
evaporazione del terreno e la bassa temperatura , -2°, la campagna
era tutta bianca per la brina. Poi verso le otto arriva fitta da
Nord, insolitamente, la nebbia, fitta, ma solo per poco
tempo.
Mentre da noi il clima è anche
piacevole, 8-10° le temperature massime per lo scirocco e il
libeccio, il Centro Italia e la Sardegna nei giorni 6-7 e 8 sono
colpite da grandi precipitazioni ed alluvioni.
Il giorno 8, sempre per il clima mite,
si vede il grano spuntare dal terreno: ha impiegato un mese prima di
venire fuori!
Nelle mattine limpide dall’undici al
15, con minime attorno ai –3/–4°, è facile vedere le stelle cadenti
che per istinto ti fanno quasi portare le mani sulla testa per
ripararti dalla botta. Saranno le lacrime di Santa Lucia, 13
dicembre, visto che siamo lontani da San Lorenzo, 10
agosto?
In questi giorni si vede che la neve
sulle prealpi, nelle aree esposte a sud, si alza
vistosamente.
Il 18, come previsto, arriva il Phön,
il vento caldo da ovest, che verso sera soffia poi freddo. Il 21 è
il solstizio d’inverno: il giorno più corto e la notte più lunga.
Inizia il 21 l’inverno astronomico, mentre per i climatologi è già
iniziato il giorno primo dicembre.
Il 21 e 22 la campagna è tutta bianca
per la brina e la minima del 22, con il mattino del 31 sono le più
basse del mese, –7,5°.
Il mattino del 25, S. Natale, il cielo
è coperto e vi è una leggera foschia. Le luci non brillano, sono
offuscate un po’ come le luci del Presepe. La circolazione è scarsa:
in poco più di mezz’ora non passano più di sei auto. Cade un leggero
nevischio. Il pettirosso, senza internet o TV, sente che il tempo a
breve cambierà, ed è arrivato sul marciapiede di casa a raccogliere
le briciole di pane.
Infatti alla sera del 25 inizia a
nevicare e nevica per tutta la notte fino alle prime ore del
mattino: 9 cm. Mentre il 26 piove tutto il giorno.
Sono molte le tracce lasciate sulla
neve dagli animali durante la notte: qualche grosso topo, un cane
girovago, un gatto e inconfondibile la volpe. Ha girato attorno a
tutta la cascina in cerca di qualche boccone prelibato per le
feste.
Più lontano dalla cascina, il 27
mattino, a circa 200 mt da noi, passa veloce una volpe. Si può
vedere perché il terreno è tutto bianco per la neve. Avrà incrociato
anche le tracce di una lepre, liberata pochi giorni prima per il
ripopolamento delle campagne. Mancano invece le tracce del tasso e
del riccio, ormai in letargo.
Frattanto, nella notte tra il 25 e 26,
ora nostra, nel Sud Est asiatico, Oceano Indiano, per il maremoto si
alzano due grandissime onde anomale che seminano distruzione e morte
per migliaia di persone.
Tra le vittime anche turisti italiani
sorpresi sulla spiaggia per il bagno. Quando sentiamo parlare di
maremoto ci viene alla mente ciò che ci aveva raccontato un nostro
pro-zio. Nel 1908 lui, militare di leva, era stato inviato a
soccorrere gli abitanti di Palermo e Messina: due città "cancellate"
dal terremoto prima e dal maremoto subito dopo.
Il 27 e 28 le minime ritornato sopra
lo zero per aria calda e umida da sud, 86-83% di umidità. La neve in
campagna si scioglie, mentre rimane ancora sul terreno senza
vegetazione.
Poi dal 29 si torna sotto lo zero con
le minime che con il 31 raggiungono, come sopra scritto, i
–7,5°.
Da noi la neve totale di questo mese è
di 9 cm, mentre a Balme (1432 mt) è di 37 cm.
Luigi Chiabotto
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meteo nostro
Osservazioni effettuate a Caselle
Torinese Cascina Gallo Grosso (262 m.
lm.)
A cura di Luigi
Chiabotto |
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DICEMBRE 2004
- Temperatura minima: –7,5° i giorni 22 e
31
- Temperatura minima più alta: 1,5° il giorno
2
- Temperatura minima media del mese:
–2,23°
- Giorni con temperatura minima di zero o meno
gradi: 22
- Temperatura massima: 10,5° i giorni 7 e
10
- Temperatura massima più bassa: 0,5° il
giorno 25
- Temperatura massima media del mese:
5,81°
- Temperatura media del mese: 1,79°
- Giorni con 10 o più gradi: 3
- Giorni con pioggia o neve: 3
- Totale neve: 9 cm pari a 12 mm di
pioggia
- Giorni senza sole: 5
- Totale pioggia e neve fusa nel mese: 44,5
mm
•
- Piovosità media di questo mese dal 1980:
43,3 mm
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DICEMBRE 2003
- Temperatura minima media del mese:
–1,4°
- Temperatura massima media del mese:
6,10°
- Temperatura media del mese: 2,35°
- Giorni con pioggia o neve: 10
- Totale pioggia o neve fusa nel mese: 197
mm
- Giorni senza sole 8
•
- Mattino più freddo del 2004 il 30 gennaio
con –8,5°
- Il giorno più caldo del 2004 il 23 luglio
con 36,5°
- Temperatura media del 2004: 12,38°; del
2003: 12,36°; del 2002: 12,28°
- Giorni con pioggia o neve nel 2004: 79; nel
2003: 74; nel 2002: 108
- Totale pioggia e neve fusa nel 2004: 950 mm;
nel 2003: 917 mm; nel 2002: 1605 mm
- Media annua di pioggia e neve fusa dal 1980:
mm 934, 89
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Pagina 12 -
Cronaca
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L’ultimo consiglio comunale del
2004
Il 16 dicembre si è tenuto l’ultimo Consiglio Comunale
del 2004.
È iniziato alle 21, come di consueto, con l’apertura
al pubblico per eventuali osservazioni e proposte.
Ha chiesto la parola un nostro concittadino, che
segnalando il proprio caso di persona non più giovanissima in
condizioni di mobilità dal lavoro, intendeva dichiarare che la sua
difficoltà immediata non è la sopravvivenza ma l’esigenza di trovare
al più presto un’occupazione dignitosa. Il Sindaco gli ha risposto
che in considerazione di questo problema, purtroppo comune a molte
persone in questi tempi, è stato attivato un servizio, presso la
segreteria, che classifica tutti i casi simili e, nell’ambito del
possibile, attraverso il contatto con le aziende locali, tenta di
collocare coloro che si trovano in cerca d’impiego.
A proposito di problemi legati all’occupazione il
consigliere Macis di Rifondazione Comunista ha voluto segnalare la
pesante situazione delle sette persone inquadrate come LSU
-lavoratori socialmente utili – e impiegate negli uffici e nei
servizi comunali: i sette sono in attesa di sapere quale sarà la
decisione della Giunta quando si avrà lo scadere del contratto in
corso. Macis ha proposto che vengano "stabilizzati", in altri
termini assunti in pianta stabile come dipendenti, proponendo di
attingere fondi da capitoli in cui, a suo dire, si potrebbe
risparmiare.
Il Sindaco ha risposto che si stanno studiando tutte
le soluzioni possibili, tra cui eventualmente l’assunzione nella
Società di Servizi, in ogni caso ha garantito che ci s’impegnerà a
non lasciarli senza lavoro. Il consigliere Destino (Udc), a
proposito di sprechi, ha segnalato che è venuto a conoscenza del
fatto che, alcuni consiglieri di Caselle, designati nel Consiglio
del CIM di Mappano, sebbene retribuiti per detta funzione, non si
presentano alle riunioni, facendo mancare il numero legale.
Si è poi passati all’esame dei punti all’ordine del
giorno, dove si è trattato principalmente di convenzioni e pratiche
edilizie, ciascuna descritta dall’assessore Bessi e in seguito
approvata col voto favorevole dei consiglieri di maggioranza e
l’astensione dei consiglieri di minoranza.
Il cons. Macis ha sollevato un’osservazione sull’esito
della causa tra la Torcitura di Caselle ed il Comune, costretto a
pagare 432.000 Euro, per l’occupazione del terreno su cui è stata
progettata la Piazza Falcone.
Ha risposto il consigliere Zavatteri (sindaco in quel
periodo, n.d.r.): pur dovendo sborsare questa cifra, a detta sua, il
Comune ha risolto economicamente molto bene la questione.
Il consigliere Destino ha poi illustrato la sua
proposta relativa alla limitazione del traffico, particolarmente per
i mezzi pesanti, su Via Cuorgnè, l’arteria sempre più pericolosa che
attraversa il centro urbano di Mappano. La maggioranza si è
dichiarata perfettamente al corrente del problema e ha informato che
intende provvedere, ma con un progetto diverso da quello
proposto.
Intorno alla mezzanotte si dovevano ancora discutere e
votare tre punti all’ordine del giorno, tutti presentati dal
consigliere Macis, di Rifondazione Comunista. Data l’ora è stata
posta in votazione la volontà di procedere al loro esame: il
Consiglio ha deciso di proseguire.
Il primo punto riguardava i tagli previsti dalla legge
finanziaria alle Associazioni Partigiane e recitava:
"Considerando che l’ANPI ha svolto e svolge un’opera
di valorizzazione e difesa degli ideali dell’antifascismo e della
resistenza concorrendo ad una formazione di una coscienza civile e
democratica(..), si impegna il Sindaco ad attivarsi presso il
Governo affinché sia garantito il contributo annuale all’ANPI e le
risorse per il 60° anniversario della Liberazione.
Al momento del voto i consiglieri Siracusa e Destino
sono usciti dall’aula, mentre il consigliere Pelazza si è astenuta.
La maggioranza ha approvato.
Il secondo punto verteva ancora sul disegno di legge
finanziaria 2005, in particolare sul freno posto dal governo alle
spesa degli enti locali. Macis perciò chiedeva una presa di
posizione affinché " Cessi l’atteggiamento vessatorio del Governo
nei confronti delle autonomie locali, in considerazione del fatto
che l’intera comunità ne subirà effetti negativi e
regressivi."
Al momento del voto i consiglieri Siracusa e Destino
sono usciti dall’aula, mentre il consigliere Pelazza si è dichiarata
contraria. La maggioranza ha approvato.
L’ultimo argomento all’ordine del giorno era relativo
agli organismi geneticamente modificati (O.G.M.).
In 15 punti Macis ha specificato le possibili
conseguenze e perplessità emerse in tutto il mondo dalla
coltivazione e consumo di questi prodotti. In particolare, ha posto
l’accento su: "La conseguente perdita della ricchezza del
patrimonio alimentare caratterizzato da una forte identità
territoriale e di possibili rischi gravi e irreversibili per l’’uomo
e l’ambiente. In conseguenza di ciò, si chiede che il Sindaco e la
Giunta si impegnino a dichiarare il territorio comunale libero da
O.G.M. nel rispetto del principio di precauzione; di impegnarsi per
la tutela dei consumatori; di mettere in atto ogni intervento di
competenza sul controllo di qualità degli alimenti; di avviare una
seria campagna informativa (…); di richiedere al Governo un impegno
per un controllo maggiore sui prodotti da semina; una valorizzazione
dei prodotti di origine naturali e locali.
Il provvedimento, in questo caso, è stato votato
all’unanimità dei presenti.
Es
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Tassa rifiuti solidi urbani
Il 20 gennaio scadeva il termine
Il 20 gennaio 2005 scadeva il termine per la
presentazione, all’ufficio tributi comunale, della denuncia ai fini
dell’applicazione della tassa smaltimento rifiuti di inizio
occupazione o detenzione di locali ed aree relativa all’anno 2004
sul territorio del Comune di Caselle Torinese (Art. 70 Decreto
Legislativo n. 507/93).
Si ricorda che le Ditte, gli enti, le persone fisiche
e giuridiche e tutti coloro che sono soggetti alla tassa smaltimento
rifiuti, all’atto dell’inizio della conduzione dei locali o delle
aree sono tenuti a farne denuncia all’Ufficio comunale
competente.
Per ogni operazione anagrafica, così come per ogni
autorizzazione ovvero comunicazione che abiliti l’esercizio di
un’attività, la cui competenza è del Comune, il soggetto interessato
è tenuto alla presentazione della dichiarazione ai fini della
tassa.
Le denunce anagrafiche non sono ritenute valide ai
fini dell’iscrizione alla tassa, come pure non sono valide le
denunce presentate ad uffici comunali in osservanza di disposizioni
diverse da quelle contenute nel Regolamento comunale per
l’applicazione della Tassa smaltimento rifiuti solidi urbani interni
approvato con deliberazione delConsiglio Comunale del
22.12.2003.
L’obbligo della denuncia riguarda anche i contribuenti
per i quali possono trovare applicazione le norme di esenzione o
esclusione dalla tassa.
Le denunce iniziali, di rettifica e di cessazione,
devono essere fatte su appositi moduli messi a disposizione
dell’Ente. La dichiarazione è sottoscritta e presentata da uno dei
coobbligati o dal rappresentante legale o negoziale.
L’Ufficio comunale competente deve rilasciare ricevuta
della denuncia.
Poiché a decorrere dal corrente anno la tassa per le
utenze domestiche viene applicata con riferimento sia alla
superficie dei locali che ai componenti il nucleo familiare, entro
il 20 gennaio 2005 doveva pure essere comunicata l’eventuale
variazione intervenuta nella composizione numerica del nucleo
familiare per i soggetti non residenti.
Per le utenze non domestiche sono state adottate,
sempre a decorrere dall’anno 2004, le 30 categorie previste
dalD.P.R. n. 158/99 per l’applicazione delle tariffe Ronchi.
La tariffa della TARSU applicabile ad una attività
economica è di norma unica, anche se le superfici sulle quali essa è
esercitata presentano diversa destinazione d’uso, si fa quindi
riferimento alla tariffa corrispondente all’attività
principale.
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Pagina 13 - Mappano cronaca
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Caos per la rotonda di via
Cuorgné
È davvero il caos più totale a Mappano per i lavori
della nuova rotonda davanti al centro commerciale di via Rivarolo.
Lavori che dovevano durare, secondo le previsioni della ditta che
opera nei cantieri, 120 giorni. Attualmente i lavori sono in ritardo
di 90 giorni. E il caos, in quella zona, è davvero insopportabile.
Sia per la viabilità (ci sono anche camion e auto che prendono via
Rivarolo in contromano) che per i cittadini che abitano in quella
zona.
"Siamo insoddisfatti anche noi come
comune – dice il sindaco borgarese Vincenzo Barrea – la ditta
pagherà le penali del caso per tutti questi disagi fino a un tetto
massimo di ventimila euro."
Ai cittadini di via Rivarolo però, le scuse del comune
non bastano. E nemmeno ai commercianti che nel corso di questi mesi
hanno visto precipitare gli affari.
Il progetto è cambiato quattro volte nel corso degli
ultimi mesi – dice Altomare Mazzei, portavoce dei cittadini
mappanesi danneggiati dai lavori – i negozi di quel tratto di via
Rivarolo hanno perso molto più di ventimila euro.
A questo si aggiunge anche il clamoroso disagio che
comporta il cantiere stesso con via Galvani chiusa al traffico e
gran parte delle automobili dirette verso il centro di Mappano
costrette a transitare in via Palazzetto, strada obsoleta senza un
vero asfalto e spesso intasata dai camion diretti alle aziende della
zona industriale. Insomma il caos continua e probabilmente
continuerà ancora a lungo. Il nuovo anno, infatti, non ha portato
novità. I lavori sono fermi e i disagi continuano. Anno nuovo, vita
vecchia.
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Il dosso di via Marconi
Ha creato notevoli disagi alla
circolazione e, soprattutto, qualche lieve incidente agli
automobilisti della zona. Stiamo parlando del dosso artificiale che
il comune di Caselle ha piazzato all’incrocio tra via Parrocchia e
via Marconi a completamento della riqualificazione delle due arterie
del centro mappanese. Più che di dosso, però, si parla di incrocio
rialzato. Non segnalato per giorni agli automobilisti in transito,
ha creato non pochi problemi. Il dosso è infatti comparso dal nulla,
senza nessun tipo di segnaletica verticale e orizzontale che ne
segnalasse la presenza e senza alcuna illuminazione. I residenti
della zona sono insorti e hanno fatto sentire la loro voce presso il
comune di Caselle.
Dopo la sollevazione popolare almeno i cartelli
stradali che segnalano il dosso sono comparsi quasi per magia. Agli
automobilisti che, transitando velocemente sul dosso non
conoscendone l’esistenza, hanno avuto danni alle autovetture,
probabilmente, resterà solo l’amaro in bocca di non aver mantenuto
un limite di velocità adeguato per le vie del centro
abitato.
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Che problema il traffico!
Sembrava che la situazione di strada Cuorgnè, nella
frazione Mappano, fosse destinata a rimanere ferma ancora a lungo.
Invece i cittadini sono scesi in piazza, in apposite assemblee
pubbliche e con centinaia di firme indirizzate ai sindaci di
Caselle, Giuseppe Marsaglia, e Borgaro, Vincenzo Barrea.
I residenti sono stanchi: traffico insopportabile,
mezzi pesanti in circolo nel paese, paura nell’ attraversare la
strada. Del resto, la provinciale che taglia in due il centro
abitato di Mappano, è l’ unico collegamento diretto dalla Falchera
fino a Leinì e il Canavese. Un’ arteria che traborda di traffico.
Borgaro, in risposta alle esigenze dei cittadini che richiedevano
almeno una riduzione della velocità di transito nel centro al paese,
ha iniziato i lavori di una nuova rotonda nei pressi del centro
commerciale. Caselle ha scritto alla Provincia di Torino illustrando
il suo progetto. Una lettera firmata dallo stesso sindaco Marsaglia
che vede nella circonvallazione ad est del centro abitato, di
prossima costruzione, l’ unica soluzione possibile.
Tuttavia, ben sapendo che "I tempi necessari per la
piena attivazione della nuova circonvallazione saranno
inevitabilmente lunghi" come dice il primo cittadino. Giudicando
indispensabile rintracciare una soluzione provvisoria, il comune
realizzerà dei dossi agli incroci di Strada Cuorgnè con Via Generale
Dalla Chiesa, Via Marconi e Via Borgaro in modo da rallentare la
velocità dei veicoli in transito. Indipendentemente da un possibile
veto della provincia, già espresso in passato sulla proposta di
realizzare due incroci rialzati, Caselle va avanti. Marsaglia ha
anche chiesto all’ assessore provinciale Ossola, ex sindaco di
Settimo, che il problema di Mappano lo conosce fin troppo bene, un
giudizio di ordine tecnico in merito all’idea di predisporre un
divieto di attraversamento del centro abitato di Mappano per i mezzi
pesanti.
Una soluzione che, in altri comuni della provincia di
Torino, ha spedito direttamente in tribunale sindaci e comuni
attuatori.
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Pagina 14 -
Associazioni
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Inaugurazioni in serie per il Circolo
Fotografico
Si erano appena spenti gli echi dei rintocchi che
annunciavano il nuovo anno, ed ecco che il nostro Circolo si
segnalava alla ribalta fotografica torinese con l’inaugurazione, il
4 Gennaio, della mostra collettiva dei soci dal titolo "Universo
femminile" presso la "Ferroglioareaimmagine" di Via Tripoli a
Torino. La mostra, che rimarrà esposta fino alla fine di Gennaio, è
solo la prima manifestazione che questa rinomata galleria ha deciso
di dedicare al nostro Circolo, e sarà seguita nel primo trimestre
dalle personali dei soci Giovanni Coizza, con una retrospettiva in
bianco e nero, e da Antonio Sala con la collaudata ed affermata
"Ferro e fuoco".
Passeranno solamente quattro giorni, ed ecco che
l’otto gennaio, è stata la volta della galleria "Sottovetro" di
Ciriè ad ospitare la mostra, patrocinata dalla FIAF, "Crete senesi…
argilla e solitudine" di Silvia Sales, che i Casellesi hanno avuto
modo di ammirare in "Città d’arte porte aperte" dello scorso
ottobre.
Ma l’evento che più era atteso con gioiosa
trepidazione, il 15 gennaio, era l’inaugurazione della nuova sede in
Via Madre Teresa di Calcutta 55, con la contemporanea mostra
collettiva dei soci "Dettagli".
Le attività del Circolo non subiranno rallentamenti
con questo spostamento di sede, e se i nostri concittadini vorranno
continuare a frequentare le nostre serate, potranno verificare
personalmente che la qualità degli autori invitati e la varietà
degli argomenti che verranno presentati, faranno delle serate
trascorse in nostra compagnia un’ottima occasione di accrescimento
individuale e non necessariamente solo fotografico.
Dino De Vecchi
Programma delle prossime
attività
Lunedì 24 gennaio: Autore della serata il
fotografo Guido Vottero con una proiezione dal titolo "Gran Paradiso
e dintorni".
Lunedì 31 gennaio: Verrà presentata
"Pixelrama", rassegna di diaporama digitali a cura di Mario
Parussini, Domenico Franchino e Valentino Camandona.
Lunedì 7 febbraio: Autore della serata Gabriele
Bellomo con una proiezione dal titolo "USA on the road: dal Gran
Canyon allo Zion Park".
Domenica 13 febbraio: Uscita fotografica di
gruppo per la realizzazione dei progetti collettivi – ritrovo ore
8,30 Piazza Merlo
Lunedì 14 febbraio: Gradito ritorno di Enzo
Pertusio che ci presenterà il suo ultimo lavoro dal titolo "Suid
Afrika".
Lunedì 21 febbraio: La fotografa naturalista
Rita Occhetti ci presenterà una proiezione dal titolo "Le stagioni
della montagna".
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15 - Associazioni
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Le associazioni casellesi hanno la loro nuova
casa
Da lunedì 10 gennaio l’Associazione Turistica Pro
Loco, il Giornale "Cose Nostre", il CircoloFotografico, il Circolo
Filatelico, l’Associazione Storia Aeronautica (ASA 2000), il Bonsai
Club, l’Associazione Provinciale Allevatori (APA), il Gruppo
Teatrale "I Fuoriscena", il Caselle Volley, la Società Pescatori
Sportivi Casellesi, l’Associazione Sportiva "Gioco & Sport
Roller Skates" hanno iniziato la loro attività nella nuova sede in
via Madre Teresa di Calcutta 55, angolo via Vernone (di fianco al
Maxistore Dimeglio).
La nuova struttura comunale, che era stata presentata
ai soci Pro Loco e alle associazioni domenica 21 novembre 2004, è
situata all’incrocio di via Madre Teresa di Calcutta con via
Vernone; sarà l’ingresso su via Vernone quello che normalmente verrà
utilizzato, mentre l’ingresso su via Madre Teresa di Calcutta sarà
aperto in occasione dell’utilizzo del salone. La struttura si
sviluppa su un piano solo di 300 mq. Dispone di 4 sale di oltre 35
mq ciascuna, di un salone di 120 mq, 4 bagni e 1 ripostiglio. Una
sala sarà riservata esclusivamente (come recita la convenzione tra
ilComune e la Pro Loco) ad attività rivolte ai giovani così anche il
salone per 15 ore settimanali, da suddividere su 4 pomeriggi. La
gestione di questo Centro culturale, ricreativo, associativo, di
promozione turistica e di aggregazione giovanile è affidato
all’Associazione Turistica Pro Loco di Caselle con una convenzione
che ha durata 19 anni. A breve al centro verrà dato un nome e sarà
effettuata l’inaugurazione ufficiale. La convenzione è composta da
11 articoli; alcuni regolano i rapporti fra l’Amministrazione
Comunale, la Pro Loco e chi frequenterà il Centro. Eccoli: La Pro
Loco potrà concedere in uso locali e spazi, in modo non definitivo,
ad altre associazioni e privati per lo svolgimento delle proprie
attività ad esclusione dei gruppi e dei partiti politici. Per tale
concessione le associazioni (così come i privati) verseranno alla
Pro Loco un contributo per le spese di utenza e pulizia; le
associazioni si impegneranno a svolgere almeno un evento o un
corso/laboratorio annuo, rivolto ai giovani, da concordare con
l’Amministrazione Comunale. I locali potranno essere concessi in uso
ad associazioni, enti, privati e/o altri soggetti per
l’organizzazione di feste, incontri, riunioni, convegni, corsi di
formazione, ecc.
A carico del gestore (cioè la Pro Loco) sono le spese
di gestione quali luce, gas, acqua, spese di manutenzione ordinaria
e spese di pulizia dei locali.
Chi intende utilizzare i locali dovrà inoltrare
domanda alla Pro Loco 7 giorni prima dell’utilizzo. La Pro Loco darà
risposta e comunicherà l’importo da versare per le spese di utenza e
pulizia (anche questo stabilito dalla convenzione, con atto separato
e aggiornato, di anno in anno).
Vi ricordiamo inoltre i vari modi per contattarci:
1) in sede tutti i lunedì e venerdì dalle 21 alle 23
in via Madre Teresa di Calcutta, 55 (ingresso da via Vernone);
2) telefonicamente ai num. 011/996.21.40 -
338/38.72.272 (Ennio Pavanati);
3) tramite fax ai numeri 011/996.21.40 oppure
011.45.12.840;
4) con l’e-mail: cosenostre@libero.it.
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Pagina 16 - Arte e
cultura
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Scenografico "Pranzo al
Quirinale"
Il cerimoniale e la scenografia adottata
nei pranzi al Quirinale dal Regno alla Repubblica in mostra
all’Archivio di Stato a Torino fino al 13 febbraio 2005 contempla
anche l’apporto di menù come l’esempio riprodotto.
Sfarzo anche nella illustrazione oltre alla
qualità delle portate elencate.
Un impettito cavaliere con casacca e
vessillo portante le insegne dei Savoia fa da cornice al menù
sormontato da due stemmi affiancati e contornati da delicate rose
che anticipano i motivi floreali del prossimo Liberty. Il pranzo che
si svolge all’Hotel Quirinal a Roma il 6 maggio 1883 sancisce
l’unione tra Thomas e Isabelle ai quali vengono dedicati mousse e
torta. L’inizio del pranzo è subito qualificato dalla portata di
ostriche seguite da non meno preziose uova strapazzate con tartufi,
sicuramente bianchi e probabilmente giunti dal Piemonte. Il primo
piatto di carne è di medaglioni di filetto cari al compositore
Rossini, in questo caso con una classica salsa francese composta di
scalogno tritato, pepe, serpentaria, aceto con l’aggiunta di rossi
d’uovo, contorno di patate a fiammifero mentre una insalata
all’italiana fa da contorno al secondo piatto di carne, quaglie
arrostite. Decisamente fuori stagione l’ultimo piatto di asparagi
con salsa all’uovo. Nei vini fa timida presenza un nostrano Chianti
tra due classici francesi Chablis prima e Champagne Piper secco
dopo.
La mostra non manca di incuriosire oltre
che per la quantità di menù, per l’allestimento delle tavole e per
la numerosa collezione di attrezzi di cucina e
pasticceria.
Domenico Musci
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Arte & Cultura
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Un ristorante alla volta
"Le due magnolie" - Mappano
È lontano il tempo in cui il nome della frazione
Mappano di Caselle evocava il territorio esclusivo dei "Lavandè"
ovvero dei Lavandai, che operavano non lontano dalla città, con
molta acqua a disposizione e prati immensi per stendere ad asciugare
la grande quantità dei panni lavati.
L’evoluzione ha trasformato gli eredi di quei
lavandai in aziende specializzate con macchinari d’avanguardia. Le
trasformazioni avanzano a rapidi passi in tutte le attività, come lo
è stato nel rivoltare la vecchia bocciofila nata all’insegna di "due
magnolie" in un prezioso ristorante da parte di una famiglia di
appassionati professionisti con salde radici.
Prima ancora di esaminare la cucina, l’ambizione
dei titolari la si coglie all’esterno con l’accogliente gazebo e il
raffinato giardino, che con la sua scenografia è sfondo ideale e
ambito, dalle fresche coppie di sposi, che scelgono di eternare e
festeggiare in questo ristorante il proprio matrimonio. Non è raro
trovarvi comitive e pullman da fuori regione.
È l’accoglienza familiare che contraddistingue
questo locale, che diventa meta di festose ricorrenze come i
festeggiamenti di S.Antonio, o quello dei "Lavandè", memoria storica
dell’antico mestiere, dei gruppi eterogenei di coscritti, o gaie
compagnie di amici che vogliono poter ballare su un vero palchetto
dopo cena, o divertirsi con il karaoke, tra i primi presenti nel
territorio.
Ma è ora di parlare di personaggi che
animano con vera passione il ristorante: oggi chi si prende il
merito maggiore è il giovane Ignazio Biancone con alle spalle
l’Istituto Alberghiero Colombatto e la prestigiosa Scuola di Arte
Bianca di Torino, ma le colonne iniziali sono i genitoriFilippo e
Antonietta che con grande modestia ricordano piacevolmente le
infinite esperienze di lavori qualificati stagionali al Lido delle
Nazioni nel Ferrarese o il locali gestiti in precedenza, sia di
pizzeria che di ristorante in città, a Torino, e singolari
esperienze come l’organizzazione esclusiva, nel primo anniversario
di Città Mercato, del pranzo per più di 500 persone, con grigliata e
spaghettata memorabile.
La cucina è beneficiata dal complesso delle
esperienze; ha l’efficienza di un’azienda che opera in spazi
organizzati e la qualità del sistema familiare, che si riscontra
negli agnolotti fatti in casa con condimenti particolari alle
noisette o tagliatelle ai funghi porcini, prettamente piemontesi
come gli antipasti, dal vitello tonnato alla carne all’albese, dai
peperoni con bagna cauda ai molti flan e tortine di verdure. Ma la
cultura mediterranea esplode con gli spaghetti alle vongole o le
linguine all’astice, il pesce ha una rilevanza speciale fin
dall’antipasto di mare per arrivare ai gamberoni grigliati o alle
cozze alla marinara.
Il trionfo della carne si esprime con la cottura al
forno sia dell’agnello che del maiale, oltre che dei cosciotti al
flambè e filetti in crosta.
Si conclude con la bocca dolce dei "tiramisù",
panne cotte e bonet di sana tradizione che fanno del ristorante una
meta durevole, ricorrente come la qualificata segnalazione di "Idea
Sposi" ultradecennale.
Domenico Musci
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Arte & cultura
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Per la compagnia di Riccardo Taraglio è tempo di
bilanci e progetti
È una normale consuetudine per tutte le attività
tirare le somme al termine di un anno e far progetti quando una
nuova stagione è alle porte.
Nel caso del gruppo teatrale "Il Gallo Grosso",
questa prassi è subordinata all’applicazione rigorosa di una regola
di base che Riccardo Taraglio, anima della compagnia, ha fatto sua
da oltre un trentennio, da quando cioè ha iniziato a fare teatro:
"Per fare divertire gli altri è fondamentale
innanzitutto divertirsi.
Questo vale sia per chi partecipa attivamente, sia
per chi ne ha temporaneamente fatto parte. Ma soprattutto per tutti
coloro che hanno avuto modo di seguirci come spettatori ed amanti
del teatro nella nostra amata lingua.
E sono stati molti, tanti, tantissimi sia nel
nostro caro Piemonte, che al di là dell’Oceano dall’altra parte del
mondo, in quella terra magica che sento come una mia seconda patria
adottiva: l’Argentina".
Oggi i motivi d’orgoglio per Taraglio sono davvero
tanti.
"Come fondatore e socio del gruppo, ed in qualità
di presidente della nostra combriccola di guitti, mi compete l’onore
di trarre le conclusioni di quanto svolto finora: quanto fatto mi
riempie d’orgoglio e mi dà la forza di continuare a procedere con il
massimo impegno.
Mi sento gratificato innanzitutto per avere fatto e
di fare parte di una squadra entusiasta, motivata, preparata e
cementata in tutti i suoi componenti.
Un complesso capace di ogni traguardo con mezzi che
sono certamente da dilettanti, ma con una volontà non inferiore a
quella dei professionisti, che ci ha portato a consensi che nessuno
di noi si sarebbe aspettato all’inizio di questa nostra avventura
cominciata più o meno quattro anni or sono".
Mai quattro anni fa Taraglio avrebbe ipotizzato
d’approdare anche in Argentina.
"Nel computo dei risultati ottenuti con le due
commedie, abbiamo raggiunto complessivamente circa 100 repliche, e
con la seconda in modo particolare siamo addirittura approdati in
provincia di Cordoba, dall’altra parte del mondo.
Grazie a questa opportunità sono stati costruiti
dei legami che si vanno sempre più consolidando con i nostri
fratelli che vivono in quella terra meravigliosa e lontana.
Juan D’Arienzo, uno dei più famosi ed amati maestri
della storia del tango sosteneva che per vivere degnamente fossero
indispensabili tre requisiti "alma, nerbio y corazon".
Ebbene, posso tranquillamente affermare che anche
noi del Gallo Grosso abbiamo queste qualità, visto le risposte che
abbiamo avuto direttamente sul campo gaucho, e dai segnali che
continuiamo a ricevere ogni giorno.
Voglio citare la splendida iniziativa partita da
uno dei nostri componenti, Enrico Chiogna il quale grazie alla sua
sensibilità, capacità ed all’impegno profuso è riuscito ad
interfacciare le due realtà, la nostra e quella di General Cabrera
di Cordoba, per dare vita ad un gemellaggio con la nascita di una
nuova comunità, legata dal filo tenace delle comuni radici: quelle
piemontesi.
Riccardo Taraglio, per identificare l’attuale
momento della sua compagnia, si affida ad un’immagine.
"Mi piace immaginare il "Gallo Grosso" come un
veliero: la potenza di queste navi è direttamente rapportata al
numero di alberi e di vele spiegate al vento.
Più sinteticamente in numeri: eravamo in diciotto
componenti, mentre oggi contiamo un equipaggio di venticinque
effettivi. Stiamo diventando un galeone!"
Il "galeone" ha molti progetti per il futuro
prossimo.
"Stiamo ultimando la messa in opera di una nuova
commedia, con la quale probabilmente debutteremo la prima settimana
di marzo a Ceretta di S. Maurizio.
Contemporaneamente stiamo riadattando le due
commedie precedenti con i nuovi amici che ci hanno raggiunto. Per
onestà devo ammettere che il compito è relativamente facile e sarà
comunque rapido, visto che alcuni dei nuovi sono dei rientri nel
gruppo, mentre gli altri sono già più che avvezzi a calpestare i
palcoscenici.
In ultimo stiamo coltivando e sviluppando una
diretta collaborazione con la maestra coreografa di una grande
compagnia teatrale torinese.
Questo nuovo contatto ci permetterà di utilizzare
un ricco bagaglio di esperienza acquisita, per affinare al meglio i
dettagli legati alle eventuali scelte musicali ed alle
coreografie".
Insomma, tanta carne al fuoco.
Il "Gallo Grosso", questo ambizioso "veliero",
starà ancora per breve tempo fermo nell’ ideale porto di Caselle per
completare il remaking, ma è già in fremente attesa del vento per
potere finalmente spiegare le vele, e riprendere maestosamente il
largo.
Verso il palcoscenico.
c.p. |
rritorna a merlo.org
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Pagina 19 Aerei e dintorni
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Alenia Aeronautica news
Per l’Alenia Aeronautica lo scorso mese è stato
particolarmente importante, in special modo per gli stabilimenti di
Caselle.
Il 2 dicembre, dopo lunga attesa, è stato firmato
l’accordo per la produzione della seconda tranche di 236 Eurofighter
Typhoon, il più avanzato aereo da combattimento europeo.
L’ordine è così suddiviso: 89 per l’Inghilterra, 68
per la Germania, 46 per l’Italia e 33 per la Spagna.
Dell’Eurofighter è stata pianificata una produzione
di 620 esemplari così ripartiti: Regno Unito (232), Germania (180),
Italia (121), e Spagna (87) a cui si aggiungono 18 esemplari
ordinati dall’Austria.
Il velivolo è stato anche selezionato dalla Grecia
e da Singapore e grazie all’accordo per la seconda tranche sono
cadute alcune barriere che precludevano future vendite ad altre
nazioni.
Attualmente il velivolo è entrato in piena
produzione negli stabilimenti delle società partner fra cui quelli
di Torino-Caselle dell’Alenia, che partecipa al programma con una
quota del 19,5%.
Dallo scorso anno il Typhoon è in servizio con la
nostra Aeronautica Militare ed ha sostituito il "mitico" F-104
"Starfighter".
Vola il primo C-27J per la
Grecia
Il primo esemplare di serie del velivolo da
trasporto C-27J Spartan, destinato all’Aeronautica Militare Greca ha
affrontato con successo il suo battesimo del volo il 15 dicembre
scorso, dopo l’integrazione finale presso gli stabilimenti Alenia
Aeronautica di Torino Caselle.
Decollato alle 10.00 precise dall’aeroporto di
Caselle e pilotato dai Comandanti Agostino Frediani e Gianluca
Evangelisti (con a bordo anche il terzo collaudatore di Alenia
Aeronautica, il Comandante Mario Mutti), il C-27J greco ha
effettuato numerose manovre e passaggi di sorvolo per una durata
complessiva di 83 minuti.
Il successo del primo volo di questo velivolo per
la forza aerea ellenica consentirà alla società italiana di
rispettare le tempistiche contrattuali, che prevedono la consegna
entro la fine di gennaio 2005.
Il C-27J Spartan, il più avanzato della nuova
generazione di aerei da trasporto tattico militare, è già stato
ordinato dalle Forze Aeree di Italia e Grecia (12 esemplari
ognuna).
Le prospettive di mercato del C-27J non si
esauriscono qui: il velivolo, che risponde pienamente alle
caratteristiche di interoperabilità, necessarie per gli esemplari in
dotazione alle Forze Aeree della NATO, è in fase di valutazione
presso Stati Uniti, Canada, Australia, Taiwan, Irlanda, Portogallo,
Bulgaria, Repubblica Ceca e altri Paesi che recentemente hanno
aderito all’Alleanza Atlantica.
In particolare grandi attese sono rivolte al
mercato nordamericano: il C-27J ha effettuato recenti tour
dimostrativi negli Stati Uniti e in Canada per dimostrare ai
potenziali clienti le notevoli prestazioni e capacità tattiche.
L’Army National Guard ha già indicato il C-27J come
il successore ideale del C-23 Sherpa, attualmente in servizio negli
USA.
Nel 2004 raggiunto il traguardo di tre milioni di
passeggeri
Per la prima volta dal 1956, anno della
costituzione della SAGAT, il giorno 15 dicembre, sul nostro
aeroporto è transitato il "tremilionesimo" passeggero dell’anno
2004.
Il fortunato viaggiatore è stato il Sig. Angelo
Rosato, che con un volo Ryanair diretto a Londra-Stansted ha
permesso allo scalo di Caselle di raggiungere questo ambito
traguardo.
Alla premiazione del passeggero, che per
l’occasione ha indossato una maglia con la scritta "3 milioni", sono
intervenuti il presidente della SAGAT, Mario Carrara,
l’amministratore delegato Fabio Battaggia e la responsabile
marketing per l’Italia della Ryanair Bridget Dowling, che ha
consegnato al fortunato passeggero due biglietti a/r per una delle
tratte della compagnia.
L’amministratore delegato Fabio Battaggia ha
commentato che "Il raggiungimento di questo storico risultato per
il nostro aeroporto è il risultato del lungo lavoro svolto dal
management SAGAT allo scopo di potenziare il traffico dello scalo e
di offrire, pur in un periodo non facile per il settore del
trasporto aereo, nuove opportunità di volo, anche a basso costo, al
pubblico torinese e piemontese".
In totale nell’anno appena concluso i passeggeri
transitati da Caselle sono stati 3.141.888 pari all’11,4% in più
rispetto al 2003.
Buono l’andamento sui voli di linea nazionali con
1.761.784 passeggeri trasportati, ben il 7,8% in più se confrontato
con l’anno precedente.
I voli per il Sud Italia hanno fatto registrare una
crescita del 16,6% mentre i collegamenti con Roma sono rimasti
sostanzialmente identici.
Questo traguardo é dovuto in buona parte
all’apertura nel mese di febbraio della terza base operativa
dell’Air One (dopo Milano e Roma) e al potenziamento dei
collegamenti con la Sicilia e la Sardegna ad opera della
Meridiana.
Ottimo l’andamento dei voli con l’estero che ha
fatto registrare un incremento passeggeri del 17,1% dovuto anche
all’apertura di nuove tratte (Londra-Luton, Gerona-Barcellona,
Timisoara).
In modo particolare il collegamento con Madrid ha
visto un incremento del 39,8%.
Positivo nel 2004 il traffico charter con 265.505
(+14,5%) passeggeri transitati sul nostro scalo ed è stata
evidenziata una forte crescita del traffico "outbound" (+36,9%)
soprattutto estivo grazie anche a nuove destinazioni come Mosca e
San Pietroburgo.
Ai dati confortanti fanno però riscontro la
cancellazione di alcuni collegamenti importanti come Amsterdam e
Zurigo a cui seguiranno, con l’orario estivo 2005, la soppressione
dei voli per Barcellona-Gerona (Ryanair) e Lisbona (Portugalia).
Intanto il 2 gennaio scorso l’aeroporto di Caselle,
grazie ai numerosi charter della neve, per la prima volta ha
raggiunto il traguardo giornaliero di 19.635 viaggiatori.
Purtroppo questo record ha causato nella mattinata
un ritardo nelle partenze di oltre tre ore per almeno una dozzina di
voli.
L’eccezionale afflusso di passeggeri combinato con
i nuovi standard di sicurezza nei controlli a terra e il conseguente
rallentamento delle procedure ha causato la perdita degli "slot"
(assegnazione ad un velivolo di un orario entro il quale deve
decollare) di decollo di numerosi aerei che si sono così accavallati
con i nuovi arrivi, tanto che nella tarda mattinata alcuni velivoli
appena atterrati hanno dovuto attendere sul raccordo prima di
accedere ai piazzali di sosta.
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Notizie
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Cambio di Comando all’Ufficio Tecnico
Territoriale
Martedì 18 gennaio nella palazzina direzionale
dell’Ufficio Tecnico Territoriale dell’aeroporto di Caselle si è
svolta la "Cerimonia di commiato" al Brig. Gen. Massimo Rigattieri
Comandante in carica sino al 31 dicembre 2004.
Contemporaneamente è stato "salutato" il nuovo
Comandante Col. Roberto Garbi che ha preso la direzione dell’U.T.T.
dal l° gennaio 2005.
Sotto il comando del Brig. Gen. Massimo Rigattieri,
a partire dal 1° settembre 2000, l’U.T.T. di Caselle (inizialmente
denominato D.C.A.) sono state effettuate le prove di collaudo e di
accettazione dei velivoli Tornado e Typhoon prodotti dall’Alenia
prima di essere consegnati all’Aeronautica Militare.
Durante il suo comando è stato anche posizionato il
nuovo "gate guardian" TF-104G di fronte alla caserma.
La carriera del Brig. Gen. Massimo Rigattieri è
iniziata all’Accademia Aeronautica di Pozzuoli nel 1964 e dopo un
periodo al comando del G.E.V. della Scuola Volo Basico Iniziale
Aviogetti di Lecce (dal 1971 al 1976) è giunto a Torino come Capo
dell’U.S.T. alla Fiat di Torino.
In seguito è passato alla D.C.A. di Torino prima
come Capo Sezione Aeromobili ( dal 1981 al 1989) e poi come
Direttore (fino al 1993).
Alla fine del 1993 è diventato Direttore del 3°
Reparto Manutenzione Velivoli di Treviso per poi diventare Direttore
della D.C.A. di Milano dal 1996 al 2000, per poi tornare
definitivamente a Torino.
Luigi Perinetti Giancarlo Colombatto
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Cauto ottimismo
da parte
del direttore Enrico Mattirolo per il 2005
Bilancio Mesi
Riceviamo e pubblichiamo
"Dopo un 2003 non brillante e caratterizzato da un
calo di valore della materia prima, quest’anno ha visto una
sostanziale stabilità nei corsi del grezzo, che ci ha consentito di
programmare l’attività con una certa serenità. Ciò che ci ha reso la
vita difficile purtroppo è il forte calo di valore del dollaro
sull’Euro, solo in parte compensato dagli acquisti di materia
prima".
Con queste parole di preoccupazione ha esordito
Enrico Mattirolo nella qualità di Direttore della Mesi spa in
occasione della tradizionale festa di fine anno.
"Unitamente a questa situazione si manifesta un
crescente aumento della concorrenza da parte di concerie cinesi che
hanno notevolmente migliorato il loro livello qualitativo rendendo
più ardua l’affermazione di nostri prodotti in quei mercati che sono
per altro diventati i nostri più importanti mercati di sbocco.
Avrete voi tutti ascoltato in questi ultimi mesi le
dichiarazioni preoccupate di uomini politici e grandi manager che
riportano una crescente difficoltà per l’intero settore industriale
italiano in presenza di due fattori concomitanti: la debolezza del
dollaro e lo sviluppo della Cina, che può avere come conseguenza una
forte deindustrializzazione del nostro paese", ha continuato
Mattirolo esprimendo un cauto ottimismo, per poi chiudere:
"Siamo convinti che nel ragionevole futuro ci sia
un posto per la Mesi come conciatore che svolge la propria attività
prevalentemente in Italia, occorre però adeguare i nostri
comportamenti alle mutate condizioni di mercato, scordandoci cosa
eravamo, anche nel passato recente e dimostrandoci pronti a cambiare
e a rinnovarci di continuo e con grande rapidità.
In quest’ottica va vista la nostra iniziativa di
delocalizzazione in Romania della rifinizione delle pelli
scamosciate , che si sta sviluppando secondo le aspettative, e le
necessità di un mercato che diventa sempre più competitivo. Il
progetto sarà completato entro la primavera del 2005".
"La flessibilità deve diventare la nostra parola
d’ordine e l’innovazione dei prodotti in collaborazione con i nostri
fornitori, l’arma vincente. I nostri comportamenti dovranno cambiare
e dovremo mettere il cliente al centro della nostra azione sia dal
punto di vista commerciale che da quello produttivo".
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Pagina 21 -
Notizie
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Cittadini amareggiati
Vorremmo associarci all’articolo di Pietro Mare
apparso nel mese di dicembre su Cose Nostre, riguardante la mancanza
di metano in Strada Torino. Tale fatto è molto più esteso rispetto a
quanto il Sig.Mare ha esposto nel proprio articolo.
Avevamo già fatto presente al Comune che questa
zona di Caselle è piuttosto carente di servizi, ma pare che la
nostra voce non sia gradita.
Inoltre, vorremmo porre un altro problema piuttosto
grave già esposto alle autorità comunali, le quali non hanno
risposto. Per poter raggiungere a piedi o in bicicletta il centro di
Caselle, i cittadini che abitano dalle parti di Str. Torino, Via
Accossato, Via degli Alpini e vie limitrofe sono costretti a passare
sul ciglio del fosso (tra Via Accossato e Via Torino) per non
rischiare di essere investiti dalle auto che passano sulla
provinciale.
Dovrebbe essere volontà del Comune mettere in
sicurezza i punti pericolosi che i cittadini segnalano, ma sembra
che così non sia.
Non è bello dirlo, ma c’è da pensare che ci siano
zone della città non prese in considerazione.
Seguono 10 firme
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ritorna www.merlo.org/caselle/cosenostre.htm
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Pagina 22 - Sport
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…E via verso nuove avventure!
Riprende il campionato di calcio a 5 al "C’entro",
dopo la pausa natalizia
Sono ormai trascorse veloci le vacanze natalizie e
nonostante qualche chilo di troppo le nostre attività sono
ripartite. A riaprire i battenti sono state le partite del
campionato Pepsi Cola di calcio a 5. Le prime squadre a scendere in
campo in questo 2005 sono state le blasonate formazioni di RSM e
Megadyne. Gli azzurri di capitan Zappalà dimostrano poca
concentrazione e una forma fisica un po’ precaria, forse Passera
& company hanno ancora la testa sulle piste innevate delle
nostre valli? Gioca bene invece la formazione di bomber Tomasi,
autore di una doppietta, che mantiene la linea d’onda intrapresa nel
vecchio anno. Per onor di cronaca l’incontro si è concluso 4 – 2 a
favore di RSM con reti di Tomasi (2 volte), Mastrapasqua e
Antoniello mentre per Megadyne vanno in gol Passera e Picat Re,
leader della classifica cannonieri che raggiunge quota 50 gol.
Nell’altra gara della prima giornata di questo nuovo anno nuova
sconfitta per il team di Spezzano contro La Fornarina. Back Magic
infatti resta ferma in quint’ultima posizione e sembra ormai
rassegnata a svolgere i play out nella seconda fase del campionato.
Buona la prestazione del nuovo rinforzo Aimone, autore di una
doppietta, ma non basta.
La Fornarina invece raggiunge il terzo posto e aspetta
impazientemente il recupero di venerdì 14 gennaio contro RSM,
seconda forza del campionato. La squadra di Todisco ha trovato in
Cirillo il trascinatore giusto per il finale di stagione. Resta
saldamente in testa Laurel & Hardy, vittoriosa nell’esordio
annuale contro la giovane formazione dei Flash. I ragazzi di Mathi
sono ormai i favoriti numero uno per la conquista del titolo di
campioni d’inverno. Subito dietro, in terza posizione troviamo
Lampalex. Il team di Moni sembra aver superato i problemi di fine
anno ritrovando la scia giusta per impensierire la conquista del
titolo. Sembra aver smaltito bene i panettoni anche Ultrak Cafasse
che rifila otto pappine al fanalino di coda Excelsior Leinì. Tra i
cafassesi in gran evidenza l’attaccante Aliano e il portierone
Taraglio. Da rivedere qualcosa nella formazione di Leinì.
Combattono per l’ultimo posto play off a disposizione
Fasolada e All Blacks; il calendario sembra favorire i borgaresi. In
coda sono ormai rassegnate CPL e Night Club, destinate a diventare
protagoniste nella seconda fase del torneo.
Nel campionato Heineken di calciotto ancora ferme
ai box le squadre, riapriranno le danze nella prima settimana di
febbraio. Chissà se Elimar.tex troverà qualche difficoltà in più con
l’anno nuovo o se le formazioni de La Vecchia Filanda, La Fornarina
e Centro Servizi Casa su tutte, resteranno spettatori della vittoria
del titolo. Cercheranno gloria anche le formazioni casellesi di
Paolella con Cremeria Riccardo e quella di Benedetti, la storica
Filmar. Comunque andrà a finire, questo campionato è stato
avvincente e combattuto come pochi.
Il C’entro comunque non si ferma, infatti è alla
ricerca di squadre interessate a partecipare a un nuovo campionato
di calciotto, con inizio a febbraio e gare esclusivamente giocate al
sabato.
Gli interessati potranno ottenere maggiori
informazioni presso la segreteria del C’entro, in via alle fabbriche
125. Il modo giusto per trascorrere il sabato pomeriggio in
compagnia e amicizia a braccetto con lo sport.
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Tennis: al via la stagione 2005
Buon esordio di Cristina Dolce nel torneo open di
Bordighera
In attesa di conoscere la composizione dei gironi dei
campionati invernali federali a squadre, il Tennis Club Caselle sta
ultimando i preparativi per concedersi una nuova grande
stagione.
E le premesse ci sono. Basti vedere di che cosa è
stata capace Cristina Dolce nel recente torneo "open" di Bordighera.
Intanto giova dire che "Sweettina" non affrontava un torneo di così
elevato livello da tempo immemore e che da un bel po’ non giocava un
match ufficiale; da quando aveva vinto i campionati assoluti
piemontesi alle Pleiadi nel novembre scorso.
Nella Riviera dei Fiori, Cristina Dolce è andata a
giocare il cosiddetto "torneo di Capodanno", giacché è tradizione,
nel più vecchio club di tennis continentale, iniziare la nuova
stagione proprio a partire dal 1° di gennaio, quando gli altri
stanno ancora smaltendo i bagordi.
"Sweettina" di stravizi non ne ha fatti se è vero
com’è vero che prima ha sconfitto la 3.1 Simbula e poi la ligure
Covoni, una seconda categoria di tutto rispetto. A questo punto la
giocatrice di San Maurizio s’è trovata la strada sbarrata da Alice
Canepa, che non solo è una prima categoria, ma è pure giocatrice
capace di vincere a livello internazionale, stando stabilmente a
ridosso delle prime 150 al mondo.
A vedere il punteggio (6-0 6-2 per la Canepa)
sembrerebbe che non ci sia stata partita, ma mai "score" è stato
così bugiardo.
La nostra ha lottato per quasi due ore ininterrotte,
giocandosi ogni game ai vantaggi. La Canepa nei momenti importanti
ha messo in campo tutta la sua esperienza ed è maturato così un
risultato troppo severo per la Dolce, la quale però non è rimasta
affatto turbata. Anzi.
"Era la prima volta che giocavo con una giocatrice di
tale caratura – ha detto "Cri-Cri" subito dopo il match – e devo
dire che, pur schiacciata dal punteggio, nello sviluppo del gioco
non mi sono trovata in grande difficoltà. Alla fin fine, la Canepa
mi ha giocato solo due colpi vincenti in tutto il match. Questo mi
fa ben sperare per questa stagione che è appena cominciata: partire
con un ottavo di finale qui a Bordighera e aver lottato per lunghi
tratti con una delle più forti giocatrici d’ Italia mi fa dire che
sono sulla strada giusta."
Davvero un buon viatico questo per Cristina Dolce e
per lo staff che la segue: dal maestro Moreno Baccanelli che l’ha
seguita giù in Liguria, alla maestra Paola Cavallo che l’ha ben
preparata, "Messo" Messoriano che le sta costruendo un fisico… da
paura.
Presto verranno nuovi tornei: quello di Giussano, in
Lombardia, è alle porte. "
"Sweettina" non è l’unica a prepararsi: suo fratello
Stefano ha le valigie pronte per andare a giocare tre tornei
internazionali in Spagna ed Emanuele Sapio sta affilando le armi per
andare a Pino e difendere il titolo vinto l’anno scorso.
Anche per gli altri nostri "babies" è tempo di prove.
Alessia Dondolato, l’under 16 borgarese passata da poco in terza
categoria, è andata a giocare il torneo alla Pineta di Sangano
vincendo un match e perdendone un altro, mentre la piccola ma
promettentissima Elena Musuruana è entrata nel tabellone di
selezione del torneo di macro-area (Piemonte, Liguria, Valle
d’Aosta) disputato alle Pleiadi di Moncalieri e dov’erano presenti
solo i più forti under delle tre regioni.
Dal 22 di gennaio partiranno i campionati federali
invernali e noi nella coppa Meloni, riservata alle giocatrici di
classifica fino a 2.7 siamo vicecampioni regionali: ce la faremo a
regalarci subito uno scudettino, visto che possiamo schierare la
campionessa d’Italia, la Nepote Fus e una Cristina Dolce che sta
andando già a mille?
I maschi avranno due squadre impegnate nel torneo
riservato ai quarta cat. e sarà un utile prologo per un’edizione
tutta nuova del "Silvio Passera". Ma questa è un’altra storia e la
racconteremo la prossima volta.
e.c.
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Pagina 23 -
Sport
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Caselle Calcio
La squadra di Furlano soffre nel campionato di
Promozione
Necessita un buon girone di
ritorno
Penultima piazza con 11 punti
all’attivo, tre in più del fanalino di coda Mathi, dieci sconfitte
sul groppone e il secondo peggior attacco del campionato con appena
nove gol realizzati. Il 2004 del Caselle Calcio, in Promozione, non
si è certamente chiusa in maniera eccezionale e con un computo
complessivo di numeri che faccia ben sperare per il prosieguo della
stagione. I rossoneri di Gianni Furlano, infatti, sono partiti in
sordina all’inizio della stagione ma, al contrario della stagione
sportiva precedente, non c’è stato nessun decollo nel corso del
girone d’andata. Un segnale preoccupante dato, probabilmente, dalla
inesperienza di gran parte delle rosa casellese alle prese con il
campionato di Promozione. Un campionato lungo e difficile dove chi
non segna (e il Caselle non segna quasi mai) non può far altro che
soffrire. All’attivo della formazione rossonera solo tre vittorie:
2-1 in casa al La Chivasso alla quarta giornata, 2-0 a Collegno
contro l’Olympic sette giorni dopo e 1-0 in casa del Real Canavese
alla dodicesima giornata, dopo sette settimane di astinenza. Due,
invece, i pareggi: 1-1 in casa con il Quincitava alla seconda di
campionato e 0-0, sempre in casa, contro la Sanmauropianese alla
tredicesima giornata. Per il resto solo sconfitte, alcune anche pesanti
come macigni. E non stiamo parlando di quelle patite contro
Castellamonte o Paralombardore ma di quelle che i rossoneri hanno
perso negli scontri diretti: 2-1 a Nole contro i granata di Sacco e
1-0 a Mathi con l’attuale ultima della classe. Anche il derby col
Borgaro, quest’anno, si è risolto con una sconfitta, seppur di
misura. Va detto: il Caselle quasi mai ha meritato di perdere
dimostrandosi sul campo nettamente inferiore alle avversarie. Ma la
sterilità in attacco ha condannato i rossoneri anche alle sconfitte
più impensabili. Il 2005 dovrà quindi necessariamente vedere
l’arrivo di qualche attaccante di peso in casa Caselle. La società
si sta muovendo per raggiungere alcuni accordi e rinforzare il
reparto che maggiormente ha deluso nella prima parte della stagione.
I margini di miglioramento sono molto ampi e la classifica ancora
permette una rimonta sulle squadre che, attualmente, guardano
dall’altro la formazione di Furlano. Non c’è però tempo da perdere
perché nel girone di ritorno non ci sono prove di appello: i punti
persi sono persi per sempre e lo spettro dei bassifondi della
classifica è sempre dietro l’angolo pronto a balzare sul Caselle
come una preda inferocita.
Alessandro Previati
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pagina 24 - Sport
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Nelle Valli di Lanzo verso il Colle Pian
Fum
Piacevole escursione in ambiente aperto e soleggiato,
effettuabile in qualsiasi stagione. La seguente proposta si
riferisce ad una camminata con racchette su neve ben assestata, di
conseguenza i tempi riportati saranno senz’altro inferiori in
assenza di neve.
Lasciamo Caselle in direzione delle valli di Lanzo.
Raggiungiamo Lanzo, Germagnano, attraversiamo il ponte sul torrente
Stura e proseguiamo per Viù, centro di soggiorno dell’omonima valle,
la più meridionale delle tre. In uscita dal paese, ad un bivio,
risaliamo la strada a destra per Polpresa. Circa due chilometri dopo
Polpresa altro bivio, andiamo a destra per la frazione Asciutti
(1308 m). Ci teniamo a destra sino a raggiungere una chiesetta.
L’asfalto qui finisce, parcheggiamo l’auto, ignoriamo lo sterrato
che sale al Truc della Dieta e ci incamminiamo in direzione Pian
delle Mutte, C. Saudette (1583 m), Alpetto (1762 m).
All’alpe (1h 40’) lo sterrato finisce, risaliamo ad
ovest il pendio sino ad una quota di circa 1800 m (20’) dove
incontriamo lo sterrato proveniente dall’Alpe Bianca (Tornetti). Lo
percorriamo sino al Colle Pian Fum (1999 m) (55’): punto panoramico
a pochi metri dalla cima di Rocca Moross (2135 m).
Dallo spartiacque generosa veduta sulla Val d’Ala a
nord, sui numerosi centri e nuclei abitati dei due versanti, sul
fondo valle e tutto attorno sino a sud, sino al crinale della Val
Susa ( Colle del Lys, monte Civrari, Punta della Croce).
Per il rientro facciamo uso dello sterrato per l’Alpe
Bianca sino a raggiungere l’alpe Grosso (1763 m) (45’). Qui lo
lasciamo per seguire la traccia del sentiero che scendendo a S.E.,
supera un rio e termina al Pian delle Mutte sullo sterrato iniziale.
In poco tempo siamo all’auto (1h 45’).
Cartografia: IGC 1: 50000 Valli di Lanzo e
Moncenisio.
Francesco Reymond
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Non solo calcio a 5 nella "Don Bosco
Caselle"
C’è anche il Volley
Ha iniziato il 2005 con la solita allegria la "Don
Bosco Caselle", che si ritroverà per un grande incontro conviviale
la sera del 29 gennaio all’oratorio "Giovanni XXIII" e onorerà la
festa del santo di Castelnuovo lunedì 31, quando parteciperà alla
Santa Messa nella basilica torinese di Maria Ausiliatrice.
È tutto pronto per l’ingresso nel mondo della
pallavolo. Venerdì 14 è stato stilato il calendario del Volley Misto
PGS, in cui si cimenteranno i ragazzi e le ragazze allenati da Elvis
Uva, Cristina Alberti e Antonino Lo Bianco; per le gare interne
appuntamento il venerdì dalle ore 20,30 nella palestra di strada
Salga. Sono intanto usciti dal letargo i campionati di calcio a 5.
La squadra più in forma di tutte è la selezione femminile di Fabio
Sella, che nell’ultima gara decembrina dei Dilettanti B Uisp ha
affondato la New Friends (12-0), garantendosi il primato con 21
punti. Dopo le trasferte a Settimo il 27 gennaio e a Lanzo il 31/1,
il primo match interno sarà il 9 febbraio alle 21 a Leinì contro
l’Atletica Girls.
Le due maschili della categoria Libera ripartono dal
terzo posto nei propri gironi. La squadra A di Renato Clerici, già
di scena il 19/1 nel torinese Oratorio San Martino, da giovedì 27
sarà tifabile per tre volte in via Gibellini opposta a San Francesco
Venaria, Don Banche e Virtus Volpiano (ore 21). Alla Don Bosco B di
Daniele Maselli il calendario ha riservato i tre fanalini di coda
Kiss (affrontato il 20/1 a Grugliasco), Istituto Agnelli (Caselle,
24/1, ore 21.30) e Ss. Pietro e Paolo (7 febbraio).
L’Under 19 guidata da Luca Innocenti, che ha ripreso
lunedì 17 contro il Ss. Pietro e Paolo, divide la seconda piazza con
l’Auxilium Martinetto, prossimo avversario domenica 30 a Torino
prima di incontrare in casa la capolista Don Banche (7 febbraio,
20.15). Infine i giovani dell’Under 17 di Lifone e La Fauci, terzi,
sono destinati venerdì 21 e lunedì 24 contro Real Toti e Don Banche;
altra sfida domenica 6/2, ospiti nel capoluogo del S. Antonio
Abate.
Stefano Tubia
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