ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI --- GRUPPO DI CASELLE TORINESE

 

Raduno alpino a Cagliari

Nei giorni 2 e 3 ottobre si è tenuto a Cagliari il primo raduno intersezionale degli alpini, come prova per un futuro raduno nazionale, almeno così spera il presidente della sezione Sardegna Francesco Pittoni.

Da Caselle Torinese siamo partiti in 7 sul Ford Galaxi pieno fino all’inverosimile con borse, valigie, Vessillo Sezionale e Gagliardetto, già nella mattinata di mercoledì 29 settembre per Genova, e alla sera ci siamo imbarcati sul traghetto della Tirrenia per Porto Torres, per arrivare giovedì per il pranzo nell’agriturismo Il Giglio di Oristano aperto apposta per noi, dove il primo impatto con la cucina sarda è stato a dir poco meraviglioso, anche come costo.

Il venerdì è stata una giornata turistica, visitando Quartu S. Elena, Villasimius, Muravera e San Vito dove siamo stati a trovare Gian Piero Boi, commesso per tanti anni nel negozio di biciclette di Aldo Merlo a Porta Palazzo, e la sua signora ci ha fatto visitare il bellissimo paesino.

Piero ha addirittura chiuso il negozio per offrire il pranzo a tutta la compagnia, dove ci siamo abbuffati di pesce cucinato apposta per noi, dato che il ristorante era chiuso, da non aver più bisogno della cena. Grazie Piero.

Sabato pomeriggio come alpini della sezione di Torino siamo stati presenti all’inaugurazione della piazza intitolata alla M.O.V.M. Italo Stagno con la presenza delle massime autorità civili e militari, anche della fanfara militare della Brigata Alpina Julia arrivata apposta da Udine, seguita poi dalla deposizione di una corona di alloro al Monumento degli Alpini al Cimitero di San Michele.

Infine nel salone delle cerimonie del Palazzo Comunale il saluto del Sindaco di Cagliari Emilio Floris a tutti i convenuti, dal generale Job comandante le truppe alpine al presidente dell’ANA Perona, dal sottosegretario alla difesa Salvatore Cicu al presidente della provincia Giorgio Balletto e tantissimi altri.

Domenica mattina celebrazione della S. Messa nel Santuario della Madonna di Bonaria officiata da Monsignor Bagnasco Ordinario Militare per l’Italia, e al termine il solito ammassamento per la sfilata.

Il gruppo di Caselle è stato applauditissimo per lo striscione che portava con la scritta:

BRIGATA ALPINA JULIA - FEDELTA’ – LEALTA’ – ONORE

Al termine della sfilata tutti a pranzo in una trattoria dove la titolare si è stupita dicendo: siete dei Piemontesi, in Sardegna, in una trattoria Toscana; ma siamo stati meravigliosamente bene.

Lunedì partenza per Porto Torres con pausa pranzo a Santu Lussurgiu dove una gentilissima bibliotecaria ci ha indirizzati al ristorante Sas Benas e poi omaggiati di depliant del paese.

Martedì mattina all’arrivo a Genova uno del gruppo, a detto: prima di andare a casa mi piacerebbe ancora mangiare dei funghi: detto fatto.

Telefonato al Castagneto di Priola se erano provvisti, lì ci sono sempre, e cosi abbiamo terminato in bellezza una settimana in allegria

Aldo Merlo

 

Alpini entusiasti: grazie Cagliari

Il momento finale della sfilata è stato tra i più suggestivi: cittadini e alpini uniti nei canti più conosciuti con tanto di inno nazionale, accompagnati in un bellissimo fuori programma dalla Brigata Sassari prima e dalla Fanfara Val Susa dopo.

Salvatore Porcedda, sardo di Serramanna è tornato nell’Isola dopo 16 anni in occasione di questo raduno. Fa parte della Protezione Civile della sezione di Parma dove vive da oltre40 anni: «È stata un'emozione fortissima ammette - ho ospitato alcuni amici del gruppo che hanno già deciso di tornare in Sardegna». Attraverso una simpatia contagiosa tutta emiliana, la conferma arriva in presa diretta: «Oltre alla vacanza ci proponiamo di tornare per l’adunata nazionale: Cagliari ci ha fatto una grande accoglienza» dicono Ugo Mabellini e Giuseppe Bergarelli di Parma: «noi la ospitiamo il prossimo anno, poi speriamo di tornare qui». Salvatore Capizzi 65 anni da 44 nel corpo degli alpini della sezione di Belluno, terminato di stilare esce dalla compagnia dopo la foto di rito. «Siamo alloggiati ad Ala Birdi l’accoglienza è stata ottima e non possiamo che essere soddisfatti». Luigina Minati, una delle mogli degli alpini, gruppo di Vicenza, Madonna di Monte Berico, in albergo a Putzu Idu è estasiata dalla giornata: «Il sole sardo ci ha ricevuto splendidamente, è proprio un raduno speciale», i più felici sono stati i bambini, incuriositi dalle tante penne nere sui berretti, dai cori e da quei modo di fare così affabile. «Abbiamo portato le nostre bambine ad assistere a questo splendido spettacolo - dicono Maria Assunta Strazzera e Gianni Brughitta - per noi è un tornare bambini a quando queste manifestazioni si vedevano più spesso».

GIANLUCA ZORCOLO

Da Bonaria a via Roma

Sessanta pullman parcheggiati nello spiazzo di Sant’Elia, un’altra trentina qui e là per la città. E tantissimi alpini giunti con altri mezzi tra sabato e ieri mattina. L’invasione pacifica si è materializzata solo alle 10, nei pressi di Bonaria, quando i gruppi si sono riuniti nell’ordine stabilito per la sfilata. In testa il gonfalone dell’Associazione nazionale alpini e in coda quello della sezione cagliaritana.

 Stamane la grande sfilata

In via Roma le Penne nere

Da tutta la penisola, più di diecimila alpini, familiari compresi, hanno invaso Cagliari per celebrare il primo raduno alpino di raggruppamento: le Penne nere non hanno tradito le speranze di chi voleva che questa fosse innanzitutto una festa di popolo, di pace e di fratellanza. E festa di popolo èstata. «Un comportamento esemplare, disciplinato e goliardico», sottolineano dalla questura e i cagliaritani sono stati «pazienti e coinvolti emotivamente».

OGGI. Stamane alle 10 l’appuntamento per la grande sfilata (anteprima alle 8,30 con la messa nella basilica di Bonaria officiata dalI ‘Ordinario militare monsignor Bagnasco). Dopo l’ammassamento in piazza dei Centomila le penne nere sfileranno in viale Diaz, viale del Cimitero, viale Bonaria e via Roma per sciogliersi in viale Trieste. Poi fanfare e cori nelle piazze sino a tarda sera.

Ieri mattina l’apertura del raduno è stata segnata da una cerimonia nel parco delle Rimembranze di via Sonnino. Nel pomeriggio è stata inaugurata la targa che intitola una nuova piazza, nella zona di via Abruzzi a San Michele, al cagliaritano Italo Stagno, ufficiale degli alpini morto in un campo di concentramento ucraino nel 1947.

Pomeriggio all’insegna della musica, della gente (tanta per le strade del centro) e dei ringraziamenti da parte delle autorità civili e militari. La prima giornata del raduno sardo degli alpini e stata accolta dai cagliaritani con molta attesa, curiosità e simpatia. Le bandiere distribuite nei giorni scorsi hanno fatto la loro comparsa fuori dalle finestre delle case e sulle facciate di numerose attività commerciali, salutando il passaggio delle penne nere.

CERIMONIA. Alle 19 i saluti ufficiali in Municipio, presenti le massime cariche civili e militari della Regione e dello Stato. «Un onore per la città essere sede di questo raduno», ha detto il sindaco Emilio Floris. Commozione nelle parole dell’anziano presidente nazionale degli alpini Corrado Perona: un’emozione fortissima aver iniziato questo raduno ricordando in casa propria, attraverso la dedica di una piazzetta a lui intitolata, l’alpino sardo Italo Stagno. Le virtù che lo hanno contraddistinto sono le stesse che oggi animano la nostra coscienza e determinazione e raccontano di radici forti che continuiamo a trasmettere ai nostri giovani legati al bene della Patria». Doti che aveva anche il giovane alpino sardo Andrea Mastino, (deceduto) una decina di giorni fa e ricordato dal generale delle truppe alpine Bruno Iob. L’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Carlo Mannoni, ha invece richiamato alla memoria che «la Sardegna si e particolarmente distinta fra gli alpini attraverso quattro valorosi insigniti della medaglia d’oro al valor militare», sottolineando che «nell’ipotesi di svolgimento dell’adunata nazionale a Cagliari, la Regione farà la sua parte». Il Sottosegretario alla difesa, Salvatore Cicu, ricordando il legame che unisce alpini e Sardegna», ha detto che sarà «il riferimento per i soldati sardi che si ammalano in servizio e per le famiglie dei militari sardi scomparsi, troppo spesso dimenticate a causa di una burocrazia molto lenta».

Poi spazio a cori e fanfare nelle vie del centro storico e nei luoghi prescelti per gli spettacoli (piazza del Carmine, piazza Garibaldi, Bastione 5. Remy) e alla Fiera. Qui, in un padiglione, è stata allestita la mensa di gruppo: ieri gli amici sardi degli alpini, con l’aiuto di mogli e figlie, hanno cucinato per 600 alpini. Cena sarda con mnalloreddus e trenta porchetti sacrificati all’appetito delle penne nere. E oggi il bis.

GIANLUCA ZORCOLO

L’abbraccio dei cagliaritani

Un applauso continuo fatto con il cuore ha accompagnato ieri mattina l’adunata degli alpini: più di dodicimila penne nere, secondo gli organizzatori, hanno sfilato dalla Basilica di Bonaria sino al Municipio, circondati da migliaia di cagliaritani. La città ha risposto con entusiasmo all’appello e un gran folla ha seguito la manifestazione lungo viale Bonaria e via Roma: un serpentone senza fine di penne nere, anziani, giovani e anche donne, tutti a passo di marcia dietro i labari dei gruppi. E poi comitive d’alpini in ogni angolo verde della città, veicoli stravaganti tra il militare e il carnascialesco ed ettolitri di vino. Non è mancata la polenta, i canti, i cortei prima dell’incontro ufficiale in viale Trieste, nell’abbraccio caloroso di una città che inizia a non sentirsi più terra di confine. Le penne nere sono giunte da ogni angolo d’Italia e anche dall’estero.

Quest’anno non sono mancati neppure i reduci: «Fin dalla mia infanzia ho amato la montagna. Durante la Seconda guerra mondiale, quando frequentavo la scuola elementare iniziai a scrivere ad un soldato che svolgeva il servizio nella brigata Tridentina a Bolzano e questo alpino che abitava a pochi passi da casa mia, durante una sua licenza mi venne a trovare e mi portò un pacchetto di caramelle», racconta con commozione Giuseppe Marsella, capogruppo dell’associazione nazionale alpini sezione Abruzzi. «Durante la ritirata in Russia - aggiunge - si sono perse le sue tracce. Fu quella la mia prima visione di un soldato alpino». Per tutta la giornata di ieri l’entusiasmo degli alpini fluttuava nell’aria: una colonna infinita di penne nere vagava senza meta per la città e tra loro c’era chi raccontava la propria storia: «Terminata la guerra iniziai ad andare in montagna con degli amici del Club Alpino Italiano - racconta col sorriso Giulio Marcello Visentin, classe 1925 - fui arruolato negli alpini, a Bra. Tornato a Sora, mio paese nativo, ho pensato di organizzare anche qui un gruppo di alpini in congedo».

Ieri mattina hanno sfilato oltre dodici-mila in rappresentanza delle sezioni dell’Associazione Nazionale Alpini (Ana) sparse in Italia, in Europa e nel mondo intero, preceduti da uno schieramento della Brigata Julia. Camicia a quadrettoni bianchi e verdi, pantaloncini corti, scarponi da montagna e penna nera in testa: l’abbigliamento degli alpini era inconfondibile ed era difficile non notarli in tutta la città: «Questa è una giornata di festa: ho rivisto cari amici che non incontravo da anni. Cagliari e i cagliaritani ci hanno accolto a braccia aperte regalandoci tanta gioia», racconta Alfredo Barlini mentre cammina per via Roma con la moglie. «Gli alpini li abbiamo nel cuore - fa eco Fernanda Mariani - il papà di mio marito era uno di loro e anche lui ha scelto la stessa gloriosa passione. Amiamo la montagna e per nulla al mondo ci aIlontaneremo».

Un lungo corteo di penne nere ha attraversato il cuore della città dalle 10.30 fino a tarda sera: il più anziano aveva 106 anni. Il suo nome è Secondo Roffinengo, torinese doc, che è stato abbracciato da tutti i suoi più cari amici alpini giunti da tutta Italia per festeggiarlo in occasione del primo raduno di raggruppamento, che riunisce gli alpini dalla Toscana in giù. Ma in realtà sono arrivati da tutta Italia, da Udine, da Belluno con in testa il sindaco con la fascia tricolore.

La grande festa ha avuto il suo culmine in via Roma, piazza Garibaldi e via Manno per ricordare che l’appuntamento è per il prossimo anno a Parma: «Ci sarò anch’io», promette raggiante Secondo Roffinengo, classe di ferro 1898.

A tarda sera centinaia di alpini si sono incontrati in piazza Garibaldi e la grande festa ha continuato a base di cori, banchetti improvvisati e tanti brindisi.

ALESSANDRO TESTA

Menù sardo nella maxi mensa

Per due giorni un padiglione della Fiera si è trasformato in una gigantesca mensa degli alpini. Ma lungo i tavoloni non c’era polenta. Il menù è stato rigorosamente sardo: malloreddus (120 chili solo venerdì) e un centinaio di porchetti sacrificati al buon appetito delle penne nere. E poi vino sardo in abbondanza, anche se non è mancata la grappa friulana. Grazie all’iniziativa dei soci della sezione cagliaritana dell’Ana (associazione nazionale alpini), ai loro amici cuochi, a mogli e figli, è stato possibile allestire una

grande cucina da campo. esercito ha prestato le attrezzature e l’assessore Luciano Collu ha trovato all’ultimo momento tavoloni e sedie per seicento persone. Così, dopo il forfait dei ristoratori cagliaritani che non hanno accettato di coprire il catering, gli alpini hanno fatto da soli. Ed è stata una grande festa, con cenone di sabato sino alle 2 del mattino e il pranzo di ieri. Ma anche i ristoranti e le trattorie del centro hanno registrato pienoni.

(gi.zo.)

 

 

 

 

Ottant'anni di fondazione del gruppo di Caselle

Dal giornale  COSE NOSTRE:

La grande festa delle penne nere

Quanto mai spettacolare e festoso è stato il programma che ha accompagnato l’anniversario dell’80° anno di fondazione del Gruppo Alpini di Caselle. Come già ampiamente annunciato anche dalle nostre colonne i festeggiamenti si sono svolti da venerdì 12 a lunedì 15 settembre, ma ovviamente il clou della festa è stata la domenica. Le varie iniziative messe in atto dalle penne nere locali hanno trovato ampi consensi anche tra la popolazione che ha visto e partecipato con simpatia e cordialità al programma dei festeggiamenti.

Ma cominciamo col dare qualche cenno di cronaca dell’imponente manifestazione.  

Venerdì 12, inizia la festa

Si apre la sera di venerdì 12 con la passeggiata delle quattro bande musicali: la fanfara alpina di Ceres, la banda di Germagnano, la fanfara alpina di Albiano e la Novella di Caselle che partendo dalle quattro porte della città si convergono in piazza Boschiassi, nel cuore del centro storico, suonando vari pezzi, e sempre suonando si sono poi trovati tutti nel nuovissimo e spettacolare palatenda delle feste sul prato del fiera per una amichevole spaghettata finale per circa 150 persone.

 

Sabato 13, le bocce

Già al mattino ha inizio la gara alle bocce per il primo memorial "Andrea Balma" che si è disputato presso il Bocciodromo di via Caldano e che ha visto al primo posto la coppia Letizia e Pereno, al 2° Da Ros e Manfredda, al 3° Ballari e Rollero, al 4° De Marchi e Pagliasso. La premiazione è avvenuta alla sera nel palatenda durate una cena aperta a tutti e alla quale hanno partecipato circa 250 persone. La serata è proseguita con le danze a ingresso gratuito con l’orchestra di Romina.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Domenica 14 , la festa

Intanto il clima era sufficientemente cado per la grandiosa manifestazione prevista appunto per domenica 15 settembre. Di primo mattino c’è stato il ritrovo dei partecipanti, nella piazza-parcheggio Merlo, all’incrocio con strada aeroporto e strada Leinì Solenne alzabandiera davanti al monumento agli alpini che si trova nell’area e subito dopo un buon rinfresco.

Lo spettacolare corteo

Il lungo e variopinto corteo, ovviamente dominato dalle penne nere, accompagnato dalle fanfare alpine di Albiano, Ceres, Monte Nero e La Novella di Caselle, dopo aver posto un omaggio floreale al cimitero sulla tomba dell’avv. Alessandro Scotti e di sua moglie Bruna Lazzaroni i quali sono i donatori della bella sede che il Gruppo alpini ha in via Basilio Bona 25 qui a Caselle. Il corteo è poi proseguito per il centro per posare una corona al monumento ai caduti di tutte le guerre che si trova in piazza Europa, davanti al municipio.

 

Le cifre

Per sottolineare ancora l’imponenza di questo corteo ecco alcune cifre: insieme con tutti i numerosi soci alpini casellesi hanno sfilato anche rappresentanze di ben 84 Gruppi alpini provenienti da tutta la vallata e da tutta la provincia, dal Veneto sono arrivati gli alpini della gemella Codognè in quel di Treviso; quattro le sezioni con vessillo: Torino, Susa, Val d’Aosta e Conegliano Veneto. C’era il gruppo storico militari con le belle divise d’epoca, anche coloniali. C’erano rappresentanze di 14 sezioni di Associazioni d’arma, sportive e culturali locali con l’accompagnamento di quattro bande musicali. Ben dieci i sindaci presenti in rappresentanza dei Comuni di Mathi, Volpiano, Villanova, Grosso, Leinì, Ciriè, San Maurizio, San Francesco, Borgaro con il sen. Vallone e Caselle. Tra le autorità presente anche l’ex vice presidente del Consiglio regionale De Orsola. Il presidente nazionale degli Alpini, Giuseppe Parazzini, ha inviato un messaggio di saluto e di augurio scusandosi dell’impossibilità di essere presente. C’era invece anche il capitano Siracusa, comandate della mitica caserma Monte Grappa con un picchetto composto anche da una militare alpino donna e di reduci dall’Afganistan. Dopo l’omaggio ai Caduti il corteo è ritornato sul piazzale Merlo. Nel palco appositamente allestito dove hanno trovato posto le autorità ha portato il suo saluto il sindaco di Caselle Giuseppe Marsaglia e il capogruppo Michele Aimone Gigio. La cerimonia e proseguita – sempre presentata dall’esperto maresciallo Bruno – con la celebrazione di una messa al campo officiata dal cappellano del Cto don Vittorio e dal nostro don Giovanni

 

La donazione del pulmino

E durante il rito religioso è anche stato benedetto il pulmino che il Gruppo Alpini di Caselle ha donato alla locale Associazione di Mutuo Soccorso per il trasporto di malati. Si tratta di un Fiat Ducato 2000 a benzina di colore bianco attrezzato con pedana idraulica per fare salire e scendere le carrozzine dei disabili, con accessori di fissaggio di sicurezza della carrozzina.  Il pulmino può trasportare quattro passeggeri più una carrozzina. Scroscianti applausi hanno salutato questa donazione, e dentro a questo battimani c’era un corale e sincero grazie di tutti i casellesi alle loro penne nere per questo gesto e per essere sempre presenti quando si tratta di dare una mano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il pranzo alpino

Al termine del rito religioso il corteo si è spostato su prato della fiera per il pranzo alpino sotto la tensostruttura del palatenda. Impressionante il veder oltre 600 persone a tavola in un pomeriggio festoso di fine estate. Breve l’intervallo tra il pranzo e la cena della sera, ma era solo per pochi intimi, in 140. Da ricordare anche che durante il pranzo sono stati premiati con targa dieci soci anziani del Gruppo di Caselle, ed esattamente Bianco Serafino, della classe 1920, Biolatto Andrea 1910, Borla Adolfo 1922, Costa Medich Giacomo 1925, Demarchi Michele 1918, Machetta Giovanni 1916, Mattiotto Giuseppe 1917, Pogliano Giuseppe 1917, Savant Aira Pietro 1920 e Vigna Nicolao del 1924. Un riconoscimento c’è stato anche per Matteo Iacovelli per il suo solerte e valido lavoro di segreteria per il Gruppo.

Lunedì 15, le vetrine

E nella sera di lunedì 15 per finire in bellezza altra cena alpina con circa 170 persone durante la quale sono state premiate le vetrine dei 24 negozi casellesi che hanno omaggiato le penne nero con un allestimento speciale dedicato a loro. L’apposita giuria ha assegnato il primo premio al negozio di fiori di "Florarte" di via Circonvallazione 103, angolo via Torino; il secondo posto all’edicola Siracusa di via Martiri, il 3° a Verdure Fresco Più di via Torino 37, il 4° Fiori Antonella di via Torino 44, il 5° alla Macelleria Lovera di via Cravero e il 6° all’Abbigliamento Bodrino di via Torino 40. La cena ha avuto poi un suo proseguimento danzante con le musiche di Roberto e dei suoi amici che con l’ultimo valzer della notte hanno accompagnavano alla porta anche l’estate

Finisce qui la nostra cronaca dell’80° del Gruppo Alpini, per Caselle resta un ricordo bello di una manifestazione che ha interessato buon parte della popolazione e convinto - più che mai - per l’ennesima volta, che gli alpini sono una parte viva e importante del nostro associazionismo.

Gianni Rigodanza

NELLE FOTO

di Aldo Merlo, dall’alto in basso: i sindaci e le autorità davanti al cimitero per l’omaggio alla tomba dei coniugi Scotti; il saluto del capogruppo Michele Aimone Gigio a tutti i convenuti prima della messa al campo; la donazione del pulmino ai rappresentanti dell’AMS; infine l’impressionante visione degli oltre 600 commensali al pranzo alpino di domenica 14 settembre nel palatenda delle feste.

 



 

Varie foto della manifestazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"VECI E BOCIA"

Una festa alpina riuscitissima la serata del 23 luglio: gli alpini in congedo del gruppo di Caselle hanno invitato a cena presso la loro sede gli alpini del 3° Reggimento di Pinerolo che stavano svolgendo servizio di guardia all’aeroporto Sandro Pertini di Caselle.

Dopo l’11 settembre 2001 per prevenire eventuali atti di terrorismo, l’Esercito è stato chiamato ad operare in concorso con Polizia e Carabinieri alla vigilanza di siti sensibili quali centrali, dighe, aeroporti, ecc. con un’operazione denominata "Domino" ed è per tale motivo che si vedono mezzi militari pattugliare le zone attorno all’aeroporto.

Il 3° Reggimento Alpini di Pinerolo è uno dei reparti più operativi dell’Esercito, fa parte da molti anni della forza di pronto impiego della NATO ed è ormai impegnato abitualmente in operazioni all’estero; infatti è stato impiegato in Kossovo da luglio a novembre 2001 nella forza multinazionale di pace, a marzo 2002 ha partecipato alle manovre NATO in Norvegia ed è attualmente in partenza per l’Afghanistan dove da settembre a dicembre, nell’ambito dell’operazione ISAF, vigilerà su un settore delicatissimo di Kabul che comprende l’aeroporto, la residenza del re ed una decina di ambasciate tra cui quelle americana, inglese, italiana, ecc.

Vista la professionalità richiesta per l’assolvimento di tali compiti il Reggimento è ormai completamente costituito da Volontari in Ferma Breve (3-5 anni) e Volontari in Servizio Permanente.
In aggiunta ai molteplici impegni internazionali descritti prima, gli alpini del Terzo Rgt. hanno concorso nei mesi di giugno e luglio all’operazione "Domino".

L’autore di questo articolo, ufficiale in congedo proprio del 3° Alpini e socio del Gruppo ANA di Caselle, è stato richiamato come comandante del plotone di alpini in servizio presso l’aeroporto di Caselle, uno degli obiettivi più delicati dell’operazione "Domino".
In tale duplice veste è stato facile contribuire all’organizzazione dell’incontro descritto.

Devo ammettere che inizialmente nutrivo alcuni dubbi sulla riuscita della serata : si troveranno bene i "bocia" con i "veci" ?

Tali dubbi sono stati immediatamente fugati dalla calorosissima accoglienza riservata ai giovani alpini; dopo i saluti del Capogruppo e del mitico cappellano alpino don Trappo, nel corso della allegra serata si è assistito ad un vero e proprio gemellaggio spontaneo in virtù del quale canti tradizionali del repertorio alpino come "Il testamento del capitano", "Era una notte che pioveva", si sono alternati ad altri quali "O sole mio" (i volontari sono per la stragrande maggioranza di provenienza meridionale ed insulare).

Concludo con un sentito ringraziamento agli alpini del Gruppo di Caselle per la bella serata che ha contribuito non solo ad alleviare la monotonia del servizio di vigilanza ma anche a consolidare quello spirito di corpo così forte che lega le penne nere di tutte le generazioni e che si concretizza nella condivisione di valori etici e sociali. Penso che il miglior ringraziamento possa venire dai commenti di alcuni ragazzi al rientro in caserma : "Ci hanno accolti come se fossimo a casa nostra!" e "Tenente, ci hanno sempre prospettato gli alpini come una destinazione punitiva ma da stasera li vediamo da un punto di vista completamente nuovo !"

Marco Mattutino


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Festa del gruppo di Codognè TV gemellato con Caselle TO


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Festa del Piemonte al colle dell'Assietta TO




Pellegrinaggio al Monte Ortigara luglio2001

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PELLEGRINAGGIO AL MONTE ORTIGARA 14 LUGLIO 2002

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RADUNO A PASPARDO (bs)

Sabato 10 agosto e domenica 11 un bel gruppo di alpini casellesi, con la gradita partecipazione di don Trappo, ha partecipato al raduno che si tiene a Paspardo in valle Camonica.
Siamo partiti sabato mattina per arrivare per il pranzo a Endine Gaiano (bg) ospiti del socio alpino Andrea Suardini originario di quel paese.
Alla domenica siamo partiti per Paspardo dove, dopo la sfilata per le vie del paese, tutti in chiesa, (chi è potuto entrare) per la S. Messa che è stata celebrata da don Rinaldo Trappo.
All'uscita dalla chiesa non si è più potuto riprendere il corteo per la pioggia e allora direttamente a pranzo, e poi partenza per Caselle.

 

 

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